Venanzio Gizzi confermato presidente di Assofarm

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Venanzio Gizzi confermato presidente di Assofarm

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L'assemblea di Assofarm ha rinnovato la fiducia a Venanzio Gizzi che continuerà ad essere al timone della federazione. Gizzi: "Società benefit e protocollo d'intesa con Anci sono i principali fronti di sviluppo interno", senza dimenticare il nodo concorrenza.

15 maggio 2019

di Carlo Buonamico

L’assemblea federale di Assofarm – Federazione Nazionale delle Farmacie Comunali – ha riconfermato all’unanimità il ruolo di presidente per Venanzio Gizzi. Un segnale di continuità a beneficio delle farmacie comunali che ha interessato anche l’intera giunta. Ad affiancare Gizzi nel suo lavoro ci saranno i due vicepresidenti Luca Pieri e Roberto Rava.

In occasione della XXXIV assemblea federale il discorso pronunciato da Gizzi si è soffermato tra l’altro sui principali fronti di sviluppo interno della federazione.
A partire dal tema delle società benefit, che valorizzano la complessità del settore facendo convivere la mission sociale delle farmacie territoriali e la loro necessità di fare business. “La verità è che il mercato non è fatto solo di prezzi, ma anche di valori e di fiducia. Più il bisogno è complesso e importante, più le persone desiderano un fornitore di cui fidarsi. La salute è certamente un bisogno importante. Le farmacie comunali possono conquistare questa fiducia dimostrando come il profitto produca anche altri impatti socio-ambientali positivi dimostrabili”, ha detto Gizzi.

Di particolare rilevanza anche l’accordo siglato a inizio anno da Assofarm e Anci (Associazione nazionale dei comuni italiani), che porterà a una collaborazione per rafforzare e promuovere la salute e interventi a favore del sociale grazie al potenziamento dell’integrazione tra servizio farmaceutico comunale e amministrazioni locali. “Come affermai già un anno fa, questo accordo è importante sia per i comuni che già dispongono di farmacie comunali sia di quelli che ancora ne sono sprovvisti. Questi ultimi, in particolare, potranno comprendere le due grandi potenzialità di questa presenza sul proprio territorio. La prima è quella di offrire ai propri concittadini una risposta sanitaria direttamente gestita. La seconda consiste nel dotarsi di uno strumento in grado di generare risorse economiche a sostegno dei bilanci comunali. Si tratta di non poca cosa, in un presente caratterizzato da uno strutturale calo di risorse dedicate al welfare locale”, ha spiegato Gizzi.

In ultimo, non per importanza, il presidente ha affrontato anche il nodo della concorrenza affermando che la farmacia comunale italiana può certamente competere in un mercato in cui saranno presenti anche catene e multinazionali, ma non con approcci imitativi di queste ultime. Poiché “Assofarm non demonizza né le multinazionali della distribuzione farmaceutica né tantomeno la concorrenza. Ritiene però che forti concentrazioni proprietarie di farmacie degradino la concorrenza, conducendo a situazioni peraltro incompatibili con un sistema sanitario pubblico: prime fra tutte l’assenza di presidi in zone commercialmente non appetibili e approcci eccessivamente commerciali alla dispensazioni dei farmaci”. In altri termini, ciò che è importante è mettere al centro il farmacista e il suo ruolo e se questo è l’obiettivo condiviso da tutti i player della distribuzione del farmaco, la concorrenza non potrà che fare benissimo alla farmacia italiana.

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