Coronavirus, corsa all’acquisto di mascherine e igienizzanti: utili davvero?

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Coronavirus, corsa all'acquisto di mascherine e igienizzanti: utili davvero?

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Crescita a tripla cifra per le vendite in farmacia di mascherine e gel igienizzanti per le mani. Fabrizio Pregliasco, infettivologo dell'Università di Milano: «In Italia è un fenomeno ingiustificato».

14 febbraio 2020

di Carlo Buonamico

È la paura da coronavirus a determinare la corsa all’acquisto di mascherine e soluzioni igienizzanti per le mani. Nonostante anche l’Oms abbia raccomandato di evitare acquisti inappropriati, per evitare di creare una penuria di questo prodotti a scapito di chi ne possa realmente beneficiare, una sorta di psicosi ha determinato un aumento fino a 20 volte del costo delle mascherine a livello globale.

Il fenomeno si sta verificando anche in Italia. Le farmacie nazionali registrano infatti una crescita a tre cifre per la vendita di questi prodotti: +113 per cento le mascherine, +328 per cento le soluzioni igienizzanti, nella settimana del 27 gennaio, secondo i dati Iqvia. Differentemente dal trend mondiale, però, nel nostro Paese non c’è stata speculazione e i prezzi di entrambe queste referenze sono rimasti stabili. Ad affannarsi maggiormente per l’acquisto delle mascherine sono stati soprattutto i cittadini del Sud Italia e coloro che abitano nelle Isole. Gli igienizzanti sono stati invece più apprezzati da chi abita al Nord-Ovest.

Un fenomeno inspiegabile quello italiano, perché in Italia non c’è epidemia, ricorda Fabrizio Pregliasco, infettivologo dell’Università di Milano e direttore sanitario dell’Istituto ortopedico Galeazzi Milano. «Si tratta di acquisti assolutamente ingiustificati. Lavarsi le mani, con il sapone è la prima regola per tenere lontano virus e batteri di tutte le patologie feco-orali. Anche per il virus dell’influenza. L’utilizzo di soluzioni igienizzanti può essere un supporto in caso di impossibilità di lavaggio. Per quanto riguarda le mascherine, ad oggi, non c’è necessità d’uso, perché in questo momento non c’è circolazione di coronavirus nel nostro Paese. Dai tre casi fino ad oggi segnalati, sino ad ora, non si registrano casi secondari».

A livello globale come sta evolvendo la situazione? «C’era stato un momento di incremento del numero di casi un po’ artificioso, perché era stato cambiata la definizione dei casi positivi nella zona della città di Wuhan. Fuori dalla Cina si sono rilevati casi in 24 nazioni, ma complessivamente il numero dei casi è stabile. Le misure per il contenimento adottate in tutto il mondo stanno avendo effetto. Sarà necessario aspettare un’altra quindicina di giorni per sapere se anche quanto messo in atto in Cina è altrettanto efficace», conclude Pregliasco.

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