Sanità del cambiamento: Patto per la Salute, HTA e payback

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Sanità del cambiamento: Patto per la Salute, HTA e payback

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Dalla winter school di Motore Sanità riflessioni di esperti e opinion leader sulla Sanità che verrà. Un patto per la salute espressione della nuova maggioranza e necessità di mantenere il payback fino a che non siano attuate misure alternative per garantire i livelli di spesa.

09 febbraio 2019

di Carlo Buonamico

Prospettive future, salvaguardia e implementazione del SSN. Molti i confronti, le idee e le proposte emerse dalla winter school di Motore Sanità. Che ha trattato, tra gli altri il tema della gestione del cambiamento. Cambiamento del modo di concepire, programmare e gestire la Sanità. Espressione del governo giallo-verde, che ha fatto proprio del cambiamento lo slogan della propria campagna elettorale e dell’attività di governo.
Uno dei punti su cui i relatori di calibro si sono confrontati non poteva che essere quello del nuovo Patto per la Salute (2019-2021), l’accordo finanziario e programmatico che governo e regioni stipulano su tematiche di spesa e programmazione del SSN, nell’ottica di migliorare i servizi, promuovere l’appropriatezza delle prestazioni e garantire l’unitarietà del sistema.
Mentre l’ex ministro per la Salute Beatrice Lorenzin ha proposto di proseguire i progetti avviati dal precedente governo, pare che la direzione sarà diversa. E che il nuovo Patto non seguirà le orme lasciate ieri, ma sarà proprio espressione della nuova aria che contraddistingue l’esecutivo giallo-verde.

Alcune prime idee le mette sul tavolo il senatore Giovanni Endrizzi, in quota Movimento 5 Stelle, e membro della XII Commissione Igiene e Sanità del Senato, che indica una strada fatta di maggiore trasparenza, minore corruzione e sprechi. “Con la nuova legge spazzacorrotti abbiamo nuove armi a disposizione, però vorremmo introdurre nel patto per la sanità nuove cose” ha detto Endrizzi. “Perché dobbiamo recuperare la fiducia del cittadino, quindi migliorare il servizio e razionalizzare la spesa; la chiave di volta è migliorare la governance dei processi dell’approvvigionamento e rendere più trasparenti le nomine. […] Maggiore trasparenza non vuol dire soltanto un migliore personale dirigente, ma serve anche per valorizzare il merito della classe medica e degli amministratori di eccellenza che abbiamo in Italia e che a volte non vengono presi in considerazione”. Il Patto, che secondo la legge di Bilancio dovrà vedere la luce entro il 31 marzo prossimo, dovrà poi tenere conto anche della partita, calda, dell’autonomia regionale differenziata che si gioca proprio sul terreno della compartecipazione alla spesa, della programmazione e delle infrastrutture.

Senza dimenticare termini e argomenti che rispondono al nome di politica farmaceutica e dei dispositivi medici, health technology assessment e payback. A meno che non si mettano in atto delle azioni concrete diverse da quelle esistenti, per migliorare il controllo della spesa e lo sforamento del tetto, non si potrà prescindere dagli strumenti attuali. Questa, in sintesi, l’opinione espressa da Giovanna Scroccaro della Direzione Farmaci, Dispositivi e Protesica di Regione Veneto. Che ha precisato: “Gli attuali sistemi di controllo della spesa dei farmaci a livello statale consistono nella definizione del prezzo rimborsato, la limitazione di alcuni ambiti di utilizzo e il payback. Si aggiungono poi azioni regionali per migliorare l’appropriatezza prescrittiva e gli acquisti tramite gara. Nonostante queste misure il tetto programmato di spesa dei farmaci viene superato ogni anno e l’unico mezzo per compensare l’eccedenza di spesa è il payback. Per i dispositivi medici non esiste nemmeno una definizione nazionale del prezzo, che è libero e contrattato unicamente a livello periferico dalle singole centrali di acquisto: la conseguenza è l’ampia e non giustificata variabilità regionale dei prezzi. Anche per i dispositivi medici il tetto di spesa programmato dallo Stato viene superato ogni anno. Il payback dei farmaci e dei dispositivi rappresenta quindi una opzione oggi non eliminabile […]”.

Il terreno di confronto tra maggioranza e opposizione appare quanto mai ricco di sassi e sassolini. E il termine del 31 marzo si avvicina.

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