Enpaf: utili 2018 per 109,9 milioni di euro

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Enpaf: utili 2018 per 109,9 milioni di euro

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L'ente previdenziale dei farmacisti (Enpaf) chiude il bilancio 2018 in forte attivo. L'utile di poco meno di 110 milioni di euro va a braccetto con riserve legali che garantiscono una sostenibilità ben superiore ai 5 anni previsti per legge.

02 maggio 2019

di Carlo Buonamico

In un momento storico che vede i temi di pensioni, turnover e occupazione al centro del dibattito politico tra “quota cento” e “navigator” per i centri per l’impiego, e in cui da una parte all’altra si cerca di capire dove trovare i fondi per la copertura economica dell’esercito dei neo-pensionati, buone notizie arrivano dai farmacisti. O, per meglio dire, dall’Ente nazionale di previdenza e assistenza farmacisti (Enpaf) che ha chiuso il suo bilancio per l’esercizio 2018, sottoponendolo lo scorso 30 aprile al voto del Consiglio nazionale, che lo ha approvato con voto unanime. Esito peraltro obbligato, visti i dati: un utile di 109,9 milioni di euro, che si aggiunge a un patrimonio netto di 2,5 miliardi. E soprattutto – si tratta del dato più confortante in proiezione futura – riserve legali tali da consentire di coprire i trattamenti pensionistici dei farmacisti in pensione per 16,3 annualità, ovvero più di tre volte quelle (cinque anni) obbligatoriamente previste per legge.

“I dati del bilancio confermano il rafforzamento del saldo previdenziale, pari a 113,7 milioni di euro, e i trend di crescita verso i nostri obiettivi di efficienza e solidità della gestione, a favore di tutta la categoria. Inoltre, abbiamo varato misure rilevanti nel settore del welfare, assicurando a tutti i nostri iscritti, anche pensionati, l’assistenza sanitaria integrativa per i grandi interventi e la long term care”, ha commentato il presidente di Enpaf, Emilio Croce.

I positivi dati del 2018 potrebbero essere seguiti da un 2019 anche migliore. Guardando al bilancio previsionale per il 2019 pubblicato sul sito di Enpaf, si vede come l’utile sia previsto in crescita a poco meno di 142 milioni di euro, con ricavi derivanti da contributi a quota 280 milioni. E, precisa il documento “la previsione relativa alla contribuzione soggettiva obbligatoria è pari al complessivo importo di 186.320.000 di euro in aumento rispetto al 2018 (180.470.000) per effetto delle nuove iscrizioni. La previsione di entrata del contributo oggettivo 0,90% (86 milioni di euro), prudenzialmente stimata sulla base dei dati relativi all’anno corrente fino al mese di agosto, si è decrementata di 3 milioni di euro sempre rispetto alle previsioni 2018”.

Per quanto riguarda i costi, la voce relativa all’erogazione delle pensioni nel 2019 dovrebbe ammontare a circa 155,8 milioni di euro, in diminuzione rispetto alle previsioni 2018, a causa della contrazione delle nuove pensioni dovuta all’incremento dell’età pensionabile che per il 2019 è pari a 68 anni e nove mesi.

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