Febbraio 2019

EDITORIALE

Febbraio 2019

Nuovi modelli

L’argomento principe tra i titolari è oggi più che mai «Vendo o non vendo?», viste le quotazioni abbastanza interessanti assicurate dalle nuove società di capitali e i dubbi che sorgono sentendo che alcuni presidenti di Federfarma hanno deciso di tirare i remi in barca e di cedere la propria farmacia. C’è chi azzarda un: «Sono trent’anni che si sente dire che la farmacia è finita e siamo ancora qui» e chi invece sottolinea che non c’è alcun indicatore positivo – tra Amazon, le catene, la diretta e chi più ne ha più ne metta – per un futuro radioso del canale. L’esclusione dalla classifica sui Lea di cui parla Giorgio Flavio Pintus a pagina 5 e un certo impasse nella soluzione delle questioni cruciali per la categoria come convenzione e remunerazione non aiutano a essere ottimisti.

Chi decide di non mollare, però, deve smetterla di piangersi addosso e muoversi. Ristrutturare la farmacia se ha ancora l’aspetto di quelle anni Ottanta, automatizzare se è il caso, lavorare molto e bene sulla squadra, formando i dipendenti e incentivandoli, puntare tutto sulla professionalità, aderire a una rete accuratamente selezionata, investire sulla digitalizzazione della farmacia come andiamo suggerendo in lungo e in largo per l’Italia con il tour “Drive The Change”.

Quando il nostro mystery shopper è partito per la sua indagine sulle farmacie in network a Milano, non avevamo idea di quante indicazioni interessanti sarebbero emerse da quell’iniziativa. Al di là della classifica finale, che non vuole in alcun modo essere un’hit parade ma puramente instillare dubbi ed essere uno stimolo per tutti – come il mystery stesso racconta a pagina 24 – la lettura dell’articolo ha dato suggerimenti preziosi a chi pensa che il cambiamento non sia più rimandabile.

Ci è arrivato un messaggio su Whatsapp di due titolari di farmacia speciali – Ornella e Maria Teresa Gianfrancesco – e ve lo riportiamo integralmente. «Ciao Laura, vogliamo renderti partecipe di una cosa che abbiamo fatto. Abbiamo preso spunto dai due articoli interessantissimi del numero di dicembre (“Sei sicuro che la tua farmacia sia la migliore?” e “Cosa significa appartenere a un network?”) per stimolare i nostri collaboratori. Abbiamo fatto le fotocopie degli articoli, abbiamo detto loro di leggerli con calma a casa… talvolta lo facciamo, quando troviamo qualche articolo particolarmente utile. Mai come questa volta però abbiamo avuto una risposta così “attiva”… Si è innescata una discussione sulle procedure da adottare sia per l’accoglienza sia per l’atto professionale vero e proprio. E siamo certi che questo ci porterà a fare un ulteriore passo avanti! Grazie!».

L’obiettivo dell’indagine – effettuata, ricordiamolo, da un titolare di farmacia – era esattamente questo: sottolineare che nessun risultato arriva casualmente, che le procedure vanno studiate accuratamente e codificate, che tutto ciò che viene lasciato all’improvvisazione difficilmente porta a risultati positivi. In rete o non in rete – noi riteniamo sicuramente preferibile la prima soluzione – quel che conta è mettersi in discussione anche quando, ed è il caso delle sorelle Gianfrancesco, si è già titolari d’eccellenza.

Noi continueremo con le inchieste nei prossimi numeri, con gli approfondimenti sulle varie reti alle quali i titolari possono aderire e su quel che accade anche negli altri canali. Chi decide di non vendere deve mettersi in discussione, perché se c’è una certezza in questo momento è che i modelli di farmacia del passato, pur virtuosi, difficilmente saranno quelli del futuro.

LAURA BENFENATI

Direttore Responsabile, farmacista e giornalista professionista, da anni direttore delle più note riviste del settore

iFarma-Gennaio19
6 febbraio 2019