Maggio 2019

EDITORIALE

Maggio 2019

Il diverso parere

Da sempre siamo certi che il “padrone” di questo giornale sia il lettore, nel caso un lettore particolare, in camice e caduceo, al quale va garantita, sempre e comunque, una pluralità d’informazioni, vale a dire la possibilità di formarsi un’opinione in merito a qualsiasi dato di realtà, professionale, umana o civile che sia.

Il Pensiero Unico conforta i soli regimi totalitari oppure è logica di fede e prende il nome di Dogma, incontrovertibile. Con questi presupposti, mai venuti meno, iFarma ha sempre garantito la libera espressione di idee, anche fortemente critiche, purché manifestate con civiltà. E se possibile con una punta di ironia, che non guasta mai, là dove questa non sfiori il dileggio, dove entra in gioco il sarcasmo. È il gioco della dialettica, a volte aspra perché in una forte contrapposizione talvolta si sfiora lo scontro, ancorché figurato. Il confronto permane quanto di più utile per la libera circolazione delle idee, di cui un giornale è, per definizione, una palestra. Anche le idee si allenano per prendere vigore.

Vengo al dunque, al cosidetto “caso” delle Catene, che caso non è. È mia convinzione che le Catene possano e debbano diventare un fatto positivo purché sia mantenuto l’obiettivo finale del servizio ai clienti, che non si limita ovviamente a un vantaggio in termini di prezzo. Il pubblico rimane comunque il destinatario delle attenzioni dei farmacisti. Le mie convinzioni hanno radici lontane, confortate dalle esperienze di presidenti di cooperative di farmacisti, un nome su tutti Augusto Luciani.

Ne ragionammo nei miei uffici oltre vent’anni fa con Mario Resca, fondatore di Confimprese, per valutare la naturale evoluzione delle cooperative dei farmacisti che spesso vivevano di contraddizioni, vittime dei personalismi di alcuni. Del resto in tanti anni di frequentazione di questo mondo i cambiamenti sono stati un’infinità, nulla davvero è più come prima, a partire dagli anni Settanta, da quella che alcuni definiscono la “titolarità senza eccezioni”. Il nodo, che si scioglie immediatamente per quanto mi riguarda, nasce da chi guarda con diffidenza alle Catene non di proprietà dei farmacisti, come Laura Benfenati che iFarma dirige e dirigerà. Le sue convinzioni le ha espresse in più occasioni e in molte sedi, non ultimo sul giornale. Sono il suo contrapporsi, legittimo (e civile nei modi), a un mondo che cambia e a suo avviso non cambia in meglio. Non possono però destare i rumors, le telefonate, le velate minacce che hanno accompagnato nel più recente passato il suo diverso parere sui social in merito a una questione che ha chiavi di lettura diverse, tutte degne di attenzione ma tutte opinabili. Ritengo che gli attacchi alla sua persona e al suo ruolo di responsabilità all’interno del giornale qualifichino chi li ha malauguratamente espressi.

Colgo infine l’occasione per salutare e idealmente festeggiare un caro amico come Alberto Ambreck, 90 anni in serenità, del quale ho condiviso, a volte, le scelte. A volte no, come è giusto che capiti.

Ismaele-Passoni

ISMAELE PASSONI

Da quarant’anni editore del settore farmacia, per il quale ha creato le più prestigiose riviste

iFarma-Maggio19
3 maggio 2019