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Bilancio sociale delle farmacie: 18.000 sentinelle dedicate alla consulenza e alla prevenzione

MONDO FARMACIA

Bilancio sociale delle farmacie: 18.000 sentinelle dedicate alla consulenza e alla prevenzione

Utifar: il 5 dicembre la 3° edizione del bilancio sociale delle farmacie

Le farmacie godono della fiducia dei cittadini e riescono a erogare consulenze e servizi utili alla prevenzione e alla aderenza terapeutica. Leopardi: "La farmacia è sempre più uno sportello del Ssn sul territorio. Bisogna tenerne conto. Sarebbe utile che le istituzioni interagissero di più con le farmacie per favorire coordinamento e organizzazione di questo ruolo di supporto attivo al cittadino". Cossolo: "Serve però un aiuto concreto dello Stato"

6 dicembre 2018

di Redazione

Dedizione alla professione e passione per la tutela della salute pubblica. L’impegno dei farmacisti italiani è chiaro ed emerge dai dati del Bilancio sociale presentato ieri 5 dicembre alla Camera dei deputati.

Realizzato da Utifar (Unione tecnica italiana farmacisti) in collaborazione con il Centro Studi Sintesi della Cgia di Mestre e con il supporto incondizionato di Teva, il documento mette in luce l’impegno sociale delle farmacie, definite dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte come “sentinelle” che tutelano la salute pubblica. Ben 18.000 presidi territoriali che hanno <<un approccio diretto ai cittadini>> ha detto Conte, che dialogano e informano e educano alla salute. Una vicinanza con il cittadino che è <<perfettamente in linea con i dati emersi nel nostro rapporto condotto sul cittadino per comprendere il loro rapporto con le farmacie>>, ha evidenziato il vicesegretario generale vicario di Cittadinanzattiva Anna Lisa Mandorino.

Uno stretto rapporto col tessuto sociale, quello della farmacia, che ha dovuto fare i conti con la crisi economica. <<Il farmacista ha saputo riallinearsi al calo del fatturato conseguente al calo del settore dei farmaci dispensati in regime Ssn. La reazione delle farmacie è stata pronta, comprimendo i costi fissi e variabili, ma sempre salvaguardando l’occupazione e il personale. Serve però un aiuto concreto da parte dello Stato che dovrebbe essere maggiormente vicino alle farmacie, aiutandole a sostenersi anche in termini economici>>, ha dichiarato presidente di Federfarma Marco Cossolo.

A testimoniare l’operato delle farmacie sono i numeri del Bilancio: una media di oltre 48 ore di apertura settimanale, con orario continuato nel 25 per cento dei casi. Circa 6 ore giornaliere dedicate complessivamente alla consulenza, gratuita, al cliente. Turno notturno per quasi la metà degli esercizi, che hanno erogato consulenze sanitarie nel 22 per cento dei casi e dispensato medicinali nel 72 per cento delle chiamate.

Ma è soprattutto in tema di prevenzione e supporto ai pazienti cronici che la farmacia va forte. Oltre l’80 per cento ha organizzato delle iniziative dedicate proprio all’informazione e allo screening delle più diffuse patologie invalidanti come il diabete e l’ipertensione, con un impegno medio di 7,8 giornate l’anno. Questo, si evidenzia nel Bilancio, senza gravare sul cittadino e a fronte di un costo medio di 280 euro per ogni giornata di prevenzione organizzata.

Altro​ punto forte sono i servizi erogati dalle farmacie. Quasi tutte le farmacie (97,2 per cento) misurano la pressione arteriosa, ma molto diffuse sono anche la misurazione della glicemia (84,9), del colesterolo (76,3) e del peso (77,2). Anche se c’è ancora da lavorare su esami diagnostici più complessi come l’analisi delle urine e la prenotazione di servizi infermieristici, diffusi rispettivamente nel 12 e nel 16,7 per cento degli esercizi.

Di fatto <<la farmacia di oggi dimostra di essere andata oltre non solo alla semplice dispensazione dei farmaci, ma anche all’offerta di consigli e di servizi ai cittadini: oggi la farmacia è un vero e proprio consulente a tutto tondo sulla salute. È sempre più uno sportello del Ssn sul territorio. Occorre che le istituzioni considerino […] questa tendenza […]. Sarebbe utile che le istituzioni interagissero maggiormente con le farmacie per favorire un coordinamento e un’organizzazione di questo loro ruolo di supporto attivo al cittadino>>, ha commentato il presidente di Utifar Eugenio Leopardi. Importanza di una più stretta collaborazione farmacie-istituzioni sottolineata anche da Andrea Favaretto del Centro Studi Sintesi della CGIA di Mestre, secondo il quale la <<vera sfida verso la farmacia 4.0 è data dalla digitalizzazione>>, croce e delizia del cambiamento in corso che sta interessando le farmacie.

Tra i temi toccati in occasione della presentazione del bilancio anche quelli di stretta attualità che, del resto non potevano che essere elusi. Emendamento per il ritorno della proprietà delle farmacie al farmacista in primis, che ha raccolto il plauso del vicepresidente commissione Affari Sociali della Camera dei deputati Rossana Boldi. Un 51 per cento farà discutere e che provocherà, siamo certi, non poche reazioni tra gli addetti ai lavori.

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