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Contraccezione: ritorno al presente. Italia ferma agli anni ‘70

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Contraccezione: ritorno al presente. Italia ferma agli anni ‘70

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Una rivoluzione incompiuta, quella della contraccezione sicura. In Italia la contraccezione passa attraverso metodi moderni e sicuri solo nel 51,8% dei casi. Si auspica il ritorno a un presente allineato con i Paesi più evoluti. Chiave di volta, informazione e educazione

26 settembre 2018

di Redazione

Una rivoluzione incompiuta, quella della contraccezione sicura. In Italia la contraccezione passa attraverso metodi moderni e sicuri solo nel 51,8% dei casi. Si auspica il ritorno a un presente allineato con i Paesi più evoluti. Chiave di volta, informazione e educazione.

Una rivoluzione incompiuta. Così si può definire oggi in Italia il processo di empowerment e di emancipazione femminile che nel corso del tempo portò le donne a essere più padrone del proprio corpo e della propria vocazione alla maternità anche attraverso l’utilizzo di metodi anticoncezionali moderni e sicuri.

Secondo dati delle Nazioni Unite riportati da Istat, infatti, nel nostro Paese pillola, anello e dispositivi intrauterini sono metodi contraccettivi usati solo dal 51,8% delle donne, un tasso inferiore a Marocco, Egitto e Algeria.

In Italia è ancora molto diffuso il coito interrotto (18,7 per cento), vicino ai valori che si registravano in Francia negli anni ’70. In questo paese, però, nell’arco di trenta anni il ricorso a questa pratica è andato praticamente scomparendo attestandosi allo 0,4 per cento registrato dieci anni fa.

Ma allora perché, nonostante l’uso di contraccettivi moderni determini vantaggi per le donne e per la società, le donne optano per altri metodi meno sicuri? Una risposta viene sempre dalla rilevazione Istat: pare che più è basso il livello di istruzione, più è alto il ricorso a metodi di contraccezione non sicuri. In particolare le donne che hanno al massimo superato la scuola dell’obbligo si astengono da una contraccezione sicura per l’80% in più rispetto alle laureate.

Dati, questi, che restituiscono un importante input che deve stare alla base delle strategie da implementare per favorire l’empowerment femminile, la salute riproduttiva e lo sviluppo sostenibile: puntare sull’informazione e sull’educazione alla volta di scelte consapevoli.

Tra le fonti di informazione sui metodi di contraccezione sicura: il sito www.sceglitu.it e la pagina Facebook MyContraception.

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