Covid-19: il rompicapo delle mascherine

MONDO FARMACIA

Covid-19: il rompicapo delle mascherine

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Distributori intermedi chiedono tutele analoghe alle farmacie, chiarezza, concertazione e azioni condivise.

28 aprile 2020

di Redazione

I distributori farmaceutici (ADF e Federfarma Servizi) rivolgono un appello urgente al Commissario Arcuri, al Ministro della Salute ed al Governo per sgombrare il campo dai dubbi e dalle incertezze circa i termini operativi che dovranno applicarsi in relazione all’ordinanza n. 11 del 26 aprile del Commissario Straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure occorrenti per il contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica COVID-19.

La misura stabilisce senza possibilità di esaurimento delle scorte, un prezzo massimo di vendita al consumo delle mascherine chirurgiche praticato dai rivenditori finali che non può essere superiore, per ciascuna unità, ad € 0,50, al netto dell’imposta sul valore aggiunto. Un valore del tutto fuori dalla realtà, dato che il costo d’acquisto e/o importazione in Italia è di gran lunga superiore al prezzo massimo di vendita previsto dal provvedimento. Va ricordato che l’analoga misura presa recentemente in Spagna prevede che una mascherina chirurgica non possa costare più di 96 centesimi.

Dall’inizio dell’emergenza è stato evidente il senso di responsabilità dimostrata sul campo da parte della distribuzione farmaceutica che oltre ad assicurare con tempestività la consegna dei farmaci in molte regioni ha provveduto gratuitamente alla distribuzione delle mascherine fornite dalla Protezione Civile e dalle autorità regionali alle farmacie per la successiva distribuzione ai cittadini.

Al contrario, le misure messe in campo dal Commissario Straordinario penalizzano irragionevolmente i distributori farmaceutici che hanno investito ingenti risorse per il reperimento delle mascherine per assicurarne la distribuzione ai farmacisti senza che ci fossero fenomeni noti di speculazione sui prezzi. È urgente rivedere i termini di applicazione delle disposizioni in relazione al prezzo delle mascherine, onde evitare ricadute negative sulla disponibilità di uno strumento che la misura dell’ordinanza stessa definisce “beni strumentali utili a fronteggiare l’emergenza” e, quindi, beni di primaria necessità, e consentire alla Distribuzione Intermedia di continuare a svolgere il suo ruolo di Servizio Pubblico Essenziale.

Restiamo a disposizione delle Autorità, pronti a distribuire ai cittadini le mascherine, anche gratuitamente per quelle che ci fornirà la Protezione Civile per le categorie più fragili, ricordando tuttavia che i distributori farmaceutici già sono sotto-remunerati per la distribuzione dei farmaci SSN e stanno sopportando costi aggiuntivi molto rilevanti per la tutela dei propri lavoratori e terzisti.

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