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DiaDay 2019: il 63% dei diabetici non segue la terapia

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DiaDay 2019: il 63% dei diabetici non segue la terapia

Il monitoraggio dell'aderenza alla terapia effettuato in 5.500 farmacie su 16.700 diabetici indica che oltre 6 pazienti su 10 non seguono la cura. Soprattutto i diabetici di tipo 1. Compliance favorita dalla conoscenza del farmaco. Caregiver e app non fanno la differenza.

05 dicembre 2019

di Carlo Buonamico

Il 63 per cento dei diabetici non segue correttamente la terapia prescritta dal medico. Dalle rilevazioni effettuate dal DiaDay 2019, la settimana di screening promossa dalle 5.500 farmacie di Federfarma aderenti all’iniziativa, emerge che solo quattro pazienti su dieci sono ligi nell’assumere i farmaci per tenere sotto controllo la propria malattia. A preoccupare, oltre al 40 per cento di malati che seguono la terapia in modo non ottimale, è quel 25 per cento che dichiara di seguirla in modo estremamente discontinuo, mettendo così a serio rischio la propria salute.

Tra i risultati restituiti dalla ricerca, un dato su tutti balza all’occhio: ad essere meno aderenti alla terapia sono i pazienti con diabete di tipo 1, proprio quello che, se non tenuto finemente sotto controllo, può determinare scompensi dalle conseguenze molto gravi. Questa classe di malati, infatti, registra un tasso di scarsamente aderenti del 29 per cento contro il 25 per cento di chi convive con il diabete di tipo 2.

Ma quali sono i fattori che influenzano l’aderenza? Secondo quanto dichiarato dai 16.700 soggetti con diabete conclamato presi in esame dalla ricerca, vivere da soli ed essere lavorativamente attivi non aiuta a essere aderenti, così come non è favorevole a una migliore compliance l’avere accanto un familiare o un caregiver che ricorda di assumere i farmaci. Allo stesso modo le varie app e i promemoria tecnologici non paiono fare la differenza. Viceversa, il monitoraggio della glicemia e la conoscenza del farmaco sono elementi che influiscono positivamente sull’assunzione corretta della terapia. Il 41 per cento di chi conosce il farmaco, infatti, è molto aderente e mediamente aderente nel 39 per cento dei casi. Mentre risultano scarsamente aderenti solo due pazienti su dieci. Diversamente da chi non conosce il medicinale che assume: in questo caso è dimezzata la percentuale di chi è molto aderente 22 per cento e raddoppia quella di chi non lo è affatto (42 per cento).

Emerge quindi la necessità di aumentare la consapevolezza dei pazienti circa l’importanza di una terapia costante, attraverso la comunicazione del valore dei farmaci prescritti. Deputati a svolgere questo ruolo di comunicatori della salute, oltre ai medici, sono i farmacisti che molte survey indicano essere tra gli operatori sanitari che godono di maggiore fiducia da parte dei cittadini. «Insieme al farmaco, il farmacista fornisce una serie di informazioni e consigli per la sua corretta assunzione e per massimizzare l’efficacia della cura con stili di vita adeguati», ricorda il presidente di Federfarma Marco Cossolo, evidenziando che una maggiore aderenza a qualsiasi terapia evita il verificarsi di eventi acuti e quindi determina un risparmio per la collettività e la liberazione di risorse «da investire nella prevenzione e nel miglioramento dell’assistenza sanitaria al cittadino».

Realizzata con il contributo non condizionato di Teva Italia, DiaDay 2019 ha ricevuto il patrocinio di FofiFnomceoAmdSidUtifarFenagifarCittadinanzattiva e Aild. Anche in questa edizione del DiaDay i dati dei questionari saranno raccolti ed elaborati da Promofarma,

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