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Farmacia dei servizi: una realtà in Veneto dal 1° dicembre

MONDO FARMACIA

Farmacia dei servizi: una realtà in Veneto dal 1° dicembre

farmacieunite

Inizia a dicembre in Veneto il progetto italiano di farmacia dei servizi dedicato alle cronicità. Seicento esercizi aderenti a Farmaciunite potranno prendere in carico pazienti con Bpco e diabete per seguire e favorire l’aderenza alla terapia. Per la prima volta il fascicolo sanitario elettronico è accessibile in farmacia

23 novembre 2018

di Carlo Buonamico

Quando si dice essere concreti. La farmacia dei servizi, slogan che da anni circola tra gli addetti ai lavori e nei tavoli istituzionali nazionali e locali, finalmente trova una sua realizzazione pratica. In Veneto, infatti, dal 1° dicembre i pazienti con broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpcoe diabete potranno contare sulle farmacie territoriali per gestire al meglio la terapia prescritta dal medico e tenere sotto controllo queste patologie.

Grazie a un accordo con la Regione e Azienda Zero, l’ente unico che governa la Sanità regionale, 600 farmacie aderenti a Farmacieunite potranno prendere in carico queste due classi di pazienti cronici per garantire l’aderenza alla terapie e quindi l’efficacia dell’approccio farmacologico. Con conseguenti benefici di ordine maggiore quali la riduzione degli sprechi e delle conseguenze sanitarie ed economiche derivanti da un utilizzo non corretto dei farmaci.

Si tratta dell’ultima fase in ordine di tempo di un processo ideato nel 2016, che ha visto uno primo step formativo per i farmacisti partecipanti sviluppatosi tra il 2017 e il 2018. Infatti solo le 600 farmacie che sono in regola con i requisiti previsti per questo progetto potranno realmente prendere in carico i pazienti cronici, in linea teorica una ventina per iniziare.

Ciò che più distingue questa nuovo servizio erogato dalle farmacie di prossimità è il fatto che, per la prima volta in Italia, esse possono avere accesso al fascicolo sanitario elettronico dei pazienti in carico. Se si renderà necessario quindi i farmacisti potranno dialogare direttamente con il Medico di medicina generale e con la Asl di riferimento per gestire il paziente in modo integrato nell’ottica di una maggiore efficienza di sistema.

Commenta il presidente di Farmacieunite Franco Gariboldi Muschietti: <<[…]migliorare l’efficacia di prestazioni e interventi con un occhio alla sostenibilità del sistema, significa utilizzare al meglio i presidi sanitari di prossimità, quali sono le farmacie e i professionisti che operano al loro interno: risorse indispensabili soprattutto per fare fronte a quella che in termini sanitari, sociali ed economici rappresenta la vera sfida della sanità nel prossimo futuro, la gestione delle cronicità. […]. Per ridurre gli sprechi e gli ingenti, ulteriori costi sanitari causati dal cattivo uso delle medicine la Regione Veneto si è mossa in largo anticipo rispetto a tutti, promuovendo un progetto idoneo a consentire la valutazione di tutti i fronti di possibile integrazione della farmacia dei servizi con il Servizio sanitario regionale e costruendolo in modo da renderlo facilmente adattabile ad altre patologie croniche>>.

Del resto in progetti di questo calibro e rilevanza sociale a medio-lungo termine la partecipazione reale delle istituzioni è fondamentale. Anche sul piano finanziario. Dopo un primo sostegno economico della fase formativa, è infatti di circa 1,5 milioni di euro il contributo che arriverà dalla Regione per sostenere le farmacie aderenti all’iniziativa che riceveranno un fee per ciascun assistito.

E chissà che, come purtroppo non sempre avviene nel nostro Paese, quello del Veneto non diventi un esempio replicabile anche in altre regioni. Come ne è convinto Gariboldi, che chiosa: <<l’avvio del progetto rappresenterà un paradigma virtuoso per ogni altra Regione che voglia davvero procedere in direzione di una piena integrazione delle farmacie nella rete sanitaria di prossimità del Ssn>>.

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