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I 20 anni di Federsalus e il riconoscimento formale degli integratori

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I 20 anni di Federsalus e il riconoscimento formale degli integratori

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La celebrazione del ventennale dell'associazione italiana dei produttori di integratori alimentari attraverso i traguardi raggiunti - 220 aziende e 3,5 miliardi di fatturato - e la necessità del riconoscimento formale del ruolo di questi prodotti.

10 dicembre 2019

di Carlo Buonamico

I primi venti anni di Federsalus – associazione italiana che raggruppa 220 produttori di integratori alimentari – sono l’occasione per porre la basi su cui costruire il futuro dell’integrazione alimentare made in Italy. A partire dalla necessità del riconoscimento formale degli integratori, che ancora oggi sono soggetti alle normative sugli alimenti.

A fronte di un mercato sempre più dinamico, che ha raggiunto i 3,5 miliardi di fatturato nel 2019, è fondamentale «la definizione dell’ambiente regolatorio» in cui lavorano le aziende, consolidando anche «il ruolo dell’associazione che lavora ad una visione strategica del settore nell’area della salute anche attraverso specifici standard di qualità di processo e di prodotto», ha dichiarato il presidente di Federsalus, Marco Fiorani. Oggi, infatti, anche la comunità medico-scientifica riconosce il valore che questi prodotti hanno sia per il mantenimento dello stato di salute di chi sta bene, sia per il supporto delle terapie mediche e farmacologiche per il trattamento di specifiche patologie o stati di malessere dovuti a particolari stadi della vita.

Secondo l’associazione, il riconoscimento come categoria di prodotti a sé stante è doveroso anche in considerazione dell’impatto sociale di questo segmento di mercato, che vede il 65 per cento della popolazione italiana fare uso di integratori attraverso il consiglio degli operatori della salute. Medico e farmacista in primis. Senza trascurare il ruolo che questi prodotti rivestono anche a livello economico: oltre al giro d’affari complessivo, rappresentano oggi una delle principali leve su cui può contare il canale farmacia per far fronte alla riduzione dei margini relativi alla vendita dei farmaci da prescrizione.

L’evento celebrativo, “20 anni insieme. I traguardi raggiunti e le prospettive future”, svoltosi lo scorso 6 dicembre al Museo della Scienza e della Tecnologia “Leonardo Da Vinci” di Milano, è stato anche l’occasione per ricordare i traguardi raggiunti. Partendo dall’aggregazione sempre più forte, per poter fare sistema, fino al raggiungimento di un peso significativo anche dal punto di vista politico che ha permesso al comparto, per tramite dell’associazione, di divenire un interlocutore legittimato a dialogare con le istituzioni italiane a partire dal ministero della Salute, e con quelle europee. Senza dimenticare l’operazione di creazione di consenso realizzata grazie all’attività del Centro Studi e dell’Osservatorio di settore, che ha messo in evidenza anche l’eccellenza della produzione italiana riconosciuta sui mercati esteri. E che ha portato a conseguire importanti e concreti risultati, tra cui il sostegno finanziario e istituzionale all’internazionalizzazione delle aziende del settore da parte del ministero dello Sviluppo Economico e di Ice – Agenzia per il commercio estero. Fondamentale anche il supporto scientifico dell’associazione alle istituzioni impegnate nella definizione di normative, oggi alla base del settore, come il Regolamento 1924/2006 sui claim.

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