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Integratori alimentari: 1,33 miliardi di fatturato, +12% rispetto al 2017

MERCATO

Integratori alimentari: 1,33 miliardi di fatturato, +12% rispetto al 2017

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Niente crisi per gli integratori alimentari, che crescono a doppia cifra. Oltre 11.500 addetti e investimenti pari all'11% del fatturato. Il 25% del prodotto è destinato all'export. La farmacia canale di vendita d'elezione (86% del mercato Italia).

01 marzo 2019

di Carlo Buonamico

Fatturato industriale in crescita del 12 per cento rispetto al 2017, pari a 1,33 miliardi di euro. Export pari al 25 per cento della produzione, grazie a una qualità riconosciuta a livello internazionale. Oltre 11.500 addetti che lavorano nelle 200 aziende associate a FederSalus.

I dati diffusi dalla IV indagine La filiera italiana dell’integratore alimentare a cura del Centro Studi FederSalus delineano un segmento di mercato in ottima salute. Che, anzi, denota ampie possibilità di crescita. Soprattutto a livello di esportazioni, considerando che per il 53% delle aziende l’incidenza del fatturato estero sul totale è minore del 25% e che il 25% delle aziende non esporta. Attività che deve essere favorita grazie al miglioramento del quadro normativo che regola la circolazione dei prodotti made in Italy a livello internazionale.

“Per continuare a creare occupazione e innovazione e quindi crescita, il settore necessita di criteri di valutazione di sicurezza ed efficacia specifici per l’integratore a livello europeo. La mancata armonizzazione regolatoria nella Ue è un freno alla libera circolazione dei prodotti e quindi alle esportazioni delle aziende italiane, che sono un riferimento di qualità nel mondo. Molto è ancora da fare in questa direzione e FederSalus sta attivando un desk internazionalizzazione, in collaborazione con Ice – Italian Trade Agency, per supportare le aziende verso i mercati esteri. Nel 2019, attraverso l’organizzazione di incontri BtoB con operatori internazionali e di collettive nei più importanti eventi mondiali del settore, l’associazione sarà a Ginevra, a Tokyo e a Chicago” ha illustrato Marco Fiorani, presidente FederSalus.

Grazie alle evidenze scientifiche anche la classe medica è sempre più convinta dell’efficacia che l’integrazione alimentare può avere nel coadiuvare il trattamento di alcune patologie. Ecco perché a prescrivere questi prodotti è il 42 per cento degli Mmg, oltre a pediatri, ortopedici e ginecologi che lo fanno circa nel 15 per cento dei casi.
Il 50 per cento del mercato di riferimento è fatti dagli integratori con funzionalità specifiche – probiotici, regolatori del colesterolo, prodotti per il sistema urinario, prodotti per lo stomaco – per il cui acquisto il consumatore si affida prevalentemente (42 per cento) al consiglio del medico o del farmacista (32 per cento). La farmacia risulta così il canale d’elezione per l’acquisto degli integratori, coprendo l’86 per cento di un mercato nazionale dal valore stimato di 3,3 miliardi di euro e lasciando così solo 8,6 per cento e il 5,4 per cento a parafarmacia e Gdo rispettivamente.

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