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Lo shopping degli integratori italiani di Schwabe prosegue con Pegaso

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Lo shopping degli integratori italiani di Schwabe prosegue con Pegaso

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L'azienda farmaceutica tedesca Schwabe ha acquisito la veronese Pegaso della famiglia Tosi, attiva nel settore dell'integrazione alimentare.

07 giugno 2019

di Carlo Buonamico

Quando il made in Italy c’è, si vede. Ed è apprezzato all’estero al punto di volerlo fare proprio, anche nel settore dei prodotti per la salute. È l’ultimo caso in ordine di tempo, in termini di acquisizione di un’azienda italiana da parte di un player estero. Protagonisti di questa acquisizione la farmaceutica tedesca Schwabe che ha comprato l’italiana Pegaso, di proprietà della famiglia Tosi, focalizzata nell’area degli integratori alimentari.

Anche se i dettagli economici di questa operazione non sono stati resi noti, si intuisce il crescente interesse delle grandi realtà farmaceutiche per il settore dell’integrazione alimentare italiano, che nel 2018 secondo Federsalus ha registrato un giro d’affari di 3,3 miliardi di euro pari a 226 milioni di confezioni vendute.
Ecco il perché di questa acquisizione da parte di Schwabe, dopo l’analoga operazione che si chiuse nel 2017 con l’acquisto di Loacker Remedia, che diede poi vita a Schwabe Pharma Italia.

Quali saranno le sinergie che si verranno a creare a seguito di questa fusione è proprio il direttore generale di Schwabe Pharma Italia Marco Testa a spiegarlo: “L’ingresso di Pegaso nel Gruppo Schwabe e la sua integrazione nell’organizzazione italiana rappresenta un passaggio fondamentale per accrescere la nostra presenza presso la classe medica e contemporaneamente ampliare la gamma di prodotti disponibili per il farmacista. Il listino di prodotti Pegaso, già oggi molto apprezzato dai medici per l’elevata qualità ed innovatività, potrà beneficiare di una distribuzione più capillare sul territorio nazionale grazie alla rete commerciale di Schwabe Pharma Italia. Contemporaneamente, una migliore presenza e conoscenza del Gruppo Schwabe presso la classe medica del nostro paese è parte del nostro processo di crescita, anche e soprattutto in vista della prossima conclusione dell’iter registrativo di numerosi farmaci vegetali appartenenti al Gruppo Schwabe. Solo nell’ultimo anno, sono infatti ben tre i nuovi dossier depositati o in via di deposito presso l’Agenzia Italiana del Farmaco.

Anche dalla parte dell’acquisita Pegaso si vedono grandi potenzialità. “La continuità del rapporto con tutti gli operatori sanitari sarà non solo mantenuta, ma anche valorizzata da una struttura organizzativa più ampia e capillare. Per tutte le persone di Pegaso, l’ingresso in una multinazionale come il Gruppo Schwabe rappresenta un’opportunità di crescita professionale e sviluppo personale molto importante. Sono certa che l’entusiasmo che ha contraddistinto il nostro cammino in questi anni, unito alla forza ed alla visione strategica di Schwabe, consentirà a Pegaso di guardare con molto ottimismo verso nuovi ambiziosi traguardi, ha commentato l’attuale amministratore delegato di Pegaso Cristina Tosi.

Con l’augurio che questo matrimonio sia davvero felice, non possiamo però fare a meno di evidenziare che qualche forza potrebbe non essere propriamente in equilibrio tra le parti. A partire dalle dimensioni delle due aziende: 4mila dipendenti per Schwabe, 60 per Pegaso.

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