La “polypill” nella prevenzione delle malattie cardiovascolari

L'AGGIORNAMENTO

La “polypill” nella prevenzione delle malattie cardiovascolari

PolyPill
(c)Oleksiy Mark/shutterstock.com

Seguendo metodi rigorosi di analisi e studio, il progetto Pianopolis ha portato a un documento di consenso multidisciplinare che conferma i vantaggi di questo approccio terapeutico

24 giugno 2021

di Claudio Buono

In Italia il 60 per cento degli over 65 è colpito da una patologia cronica e, tra queste, le malattie cardiometaboliche sono le più frequenti. Gli interventi principali per la loro prevenzione primaria e secondaria prevedono, oltre ovviamente a uno stile di vita sano, cure farmacologiche ad hoc. Rispettare le indicazioni del medico relativamente alla terapia (dosi, orari di assunzione, durata) è fondamentale per il successo del trattamento, e anche se è vero che una maggior aderenza implica un aumento dei costi in termini farmaceutici, è altrettanto assodato che questi sono poi largamente compensati dai benefici legati al minor numero di ospedalizzazioni, con un notevole risparmio a livello generale per tutto il Sistema sanitario nazionale.

Il metodo di valutazione adottato

Partendo da uno scenario che vede la disponibilità di soluzioni farmacologiche che semplificano la cura – come le polypills, singole compresse che contengono più principi attivi in grado di controllare diversi fattori di rischio cardiovascolare quali ipertensione e dislipidemia – un panel multidisciplinare nazionale composto da 11 esperti nelle aree della cardiologia, tecnologia farmaceutica, farmacoeconomia, farmacologia, medicina generale e farmacia ospedaliera ha valutato, secondo il metodo Delphi, le evidenze disponibili in letteratura sul valore della polypill nella prevenzione dei suddetti eventi, e lo ha fatto analizzando quattro dimensioni: clinica, economica, tecnologica e organizzativa.

L’obiettivo del progetto Pianopolis – organizzato da Helaglobe e realizzato con il supporto incondizionato del Gruppo Servier in Italia – era quello di arrivare a un documento di consenso multidisciplinare e multi-stakeholder sui vantaggi di questo approccio terapeutico. Il consenso sulle quattro dimensioni prese in esame è stato raggiunto in tre fasi (round), tra i mesi di settembre 2019 e marzo 2020. Per identificare eventuali evidenze riguardanti il valore della polypill nella prevenzione dei pazienti con patologie cardiovascolari, è stata analizzata la letteratura medico-scientifica secondo le Linee guida Prisma (Preferred reporting items for systematic reviews and meta-analyses). Si è quindi provveduto a selezionare su PubMed articoli scientifici in lingua inglese pubblicati nel periodo 1 gennaio 2009 – 16 settembre 2020. Dopodiché sono stati distribuiti al panel 22 statement e a ciascun membro del team è stato chiesto di indicare la propria posizione (accordo o disaccordo) e di presentare eventuali commenti rispetto alla ricerca analizzata.

Evidenze dell’analisi

Il focus del tavolo di lavoro aveva l’obiettivo di analizzare come una singola polypill (contenente almeno due principi attivi) potesse rappresentare il trattamento più efficace per almeno uno di questi quattro fattori di rischio: colesterolo Ldl, pressione sanguigna, omocisteina, funzione piastrinica. Dal panel è emerso che questa rappresenta una preziosa strategia terapeutica, efficace nel ridurre gli eventi cardiovascolari (90,9 per cento), la pressione sanguigna e i lipidi (83,6 per cento), il rischio cardiovascolare (84,8 per cento) e il burden delle terapie (95,4 per cento). È stato evidenziato, inoltre, come il miglioramento dell’aderenza terapeutica, l’assenza di differenze nella disponibilità tra farmaci somministrati in combinazione fisse o libere e il miglior profilo di costo-efficacia rappresentino un ulteriore valore della polypill rispetto allo standard di cura.

La pubblicazione scientifica

I risultati del progetto sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Journal of Cardiovascular Medicine. In essa gli autori suggeriscono che la polypill potrebbe rappresentare una strategia terapeutica per quei pazienti con rischio cardiovascolare moderato/alto che hanno necessità di avere un controllo simultaneo di più fattori di rischio, sono meno aderenti alle terapie e hanno una minore percezione del rischio cardiovascolare. In tal caso, la polypill potrebbe aumentare l’efficienza del trattamento farmacologico e diminuire mortalità e morbilità cardiovascolare attraverso una maggiore aderenza alla terapia dovuta a una semplificazione della cura.

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