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Nutrizione medica, un Manifesto per cancellare le differenze interregionali

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Nutrizione medica, un Manifesto per cancellare le differenze interregionali

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Unione Italiana Food lancia il Manifesto sulla nutrizione medica. Obiettivo: favorire l'accesso ai pazienti che possono trarne beneficio, in particolare quelli oncologici, e abbattere le discriminazioni territoriali.

16 dicembre 2019

di Carlo Buonamico

Garantire a tutti i pazienti, in particolare a quelli oncologici, il diritto alla nutrizione medica, superando le diseguaglianze territoriali. È questa la principale richiesta che Unione Italiana Food, associazione di Confindustria che riunisce le aziende che si occupano di nutrizione medica in Italia, lancia con il Manifesto presentato lo scorso 12 dicembre a Roma.

L’idea è quella di lavorare con le istituzioni affinché le terapie nutrizionali, compresi i supplementi orali, di cui possono beneficiare molte categorie di pazienti possano rientrare nei Livelli essenziali di assistenza (Lea). Ma non è tutto. In ragione delle evidenze scientifiche a supporto del ruolo benefico della nutrizione medica, l’intento è anche quello di agire sui Piani diagnostico-terapeutico-assistenziali (Pdta). Perché, ricorda il presidente Sinuc, Maurizio Muscaritoli «il 9% dei pazienti è già malnutrito in prima visita oncologica, cioè prima di iniziare le terapie antitumorali, e il 43% è a rischio di malnutrizione. Senza dimenticare che proprio la malnutrizione è presente nel 39% circa dei pazienti in trattamento attivo (chemio e radio) e che 1 paziente oncologico su 5 muore di cachessia (perdita di peso) neoplastica prima che per la malattia».

Di fatto l’accesso alla nutrizione clinica non è uniforme a livello nazionale e per questo il Manifesto rivendica la necessità di costruire in tutte le Regioni delle reti specializzate in Nutrizione clinica, oltre che l’applicazione delle linee di indirizzo della Conferenza Stato-Regioni relative ai percorsi nutrizionali dedicati ai pazienti oncologici. «Per il paziente oncologico ricevere un corretto trattamento nutrizionale dovrebbe rappresentare un diritto, anche se la malnutrizione di questi pazienti è ancora un problema sottovalutato e poco conosciuto, nonostante la sua frequenza e le importanti ripercussioni che può avere», dice il segretario generale di Cittadinanzattiva, Antonio Gaudioso. Anche per questo, ricorda Unione Italiana Food, è necessario il riconoscimento della Nutrizione clinica come materia di studio anche per i clinici non specializzati in nutrizione.

Tra le azioni su cui si concentrerà l’attenzione dell’Associazione, spiega Marco Alghisi rappresentante di Unione Italiana Food e Country Business Manager di Nestlè Health Science, anche «la reintroduzione della detraibilità fiscale per gli Afms, già prevista nella legge di Bilancio 2018, e l’adozione dello screening e del counselling nutrizionale al momento della presa in carico di ogni paziente oncologico» e l’informazione rivolta ai cittadini sulla differenza tra gli integratori alimentari destinati alla popolazione generale e i supplementi nutrizionali orali, che sono degli Afms per la prevenzione e il trattamento della malnutrizione calorico-proteica, dispensabili a correggere le alterazioni dovute a stati patologici.

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