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Parità di genere: certificate Alès Groupe e Biogen

DALLE AZIENDE

Parità di genere: certificate Alès Groupe e Biogen

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Il Winning Women Institute ha certificato le prime aziende italiane per quanto riguarda le potitiche volte a garantire la parità di genere. Tra le quattro aziende a essere certificate, il produttore di cosmetici Alès Groupe e la farmaceutica Biogen

20 novembre 2018

di Carlo Buonamico

Le cosiddette “quote rosa” sono qualcosa di ormai assodato. Oggi si punta alla reale attuazione della parità di genere in azienda. Questo vale per quattro realtà imprenditoriali italiane che il Winning Women Institute ha potuto certificare come realmente impegnate per aggiungere questo importante obiettivo di civiltà e rispetto sociale. Obiettivo fatto di equità remunerativa tra generi, reale accesso ai ruoli dirigenziali anche per le donne, pratiche aziendali per la gestione della gender diversity e per la tutela della maternità.

Per ottenere questo “bollino rosa” le aziende vengono messe “sotto esame” attraverso il processo Dynamic model gender rating che analizza in dettaglio il rispetto delle pari opportunità in tutti i processi aziendali. Le realtà che superano con proficuo questi test vengono certificate come aziende impegnate nella diffusione della cultura della gender equality in ambito lavorativo. <<Un bollino di ‘qualità’ che viene rilasciato solo alle aziende che rispettano indicatori molto stringenti sulle pari opportunità e che rappresenta un ulteriore vantaggio competitivo nei confronti dei clienti, dipendenti e fornitori>>, dichiara Enrico Gambardella, presidente di Winning Women Institute.

In Italia a fregiarsi di questo significativo riconoscimento sono quattro imprese, di cui una nel settore cosmetico, Alès Groupe, e una in quello farmaceutico, Biogen.

Racconta Filippo Manucci, Ceo in Italia di Alès Groupe Italia, <<il Gruppo, non solo, ruota attorno al mondo femminile perché tre dei nostri marchi (Lierac, Phyto e Jowaé) si rivolgono al pubblico delle donne, ma anche perché in azienda la componente femminile è altissima. Dotate di grande intraprendenza e creatività, se lasciate libere di esprimersi e valorizzate appieno, sono una risorsa impagabile, uno stimolo alla dinamicità e all’innovazione”. Come commenta Cecilia Masserini Hr country lead di Biogen, non si tratta solo di porre al centro dell’azienda l’equità di genere, perchè <<Garantire l’equità e, allo stesso tempo, favorire la diversità, genera di per sé confronto, scambio e quindi ricchezza, sperimentazione, innovazione e crescita. Inclusione, partecipazione, collaborazione e dialogo, ovvero la capacità di costruire e mantenere relazioni solide, basate su fiducia, rispetto e meritocrazia è la nostra più grande risorsa, perché è un serbatoio di intelligenza, creatività e forza che dà corpo all’innovazione che alimenta il nostro business>>.

Queste rose sono fiorite. E auspichiamo che anche molte altre possano sbocciare nel panorama imprenditoriale italiano, specialmente in quello farmaceutico, dove le donne rappresentano una grossa fetta dei dipendenti, ma che solo in alcuni casi riescono a raggiungere ruoli apicali.

Forse è tempo che a dirigere l’economia del nostro Paese si possano mettere alla prova anche le nostre mamme, le nostre mogli e le nostre compagne. Che come spesso dimostrano hanno poco o nulla da invidiare all’altra metà del cielo.

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