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Quel pasticciaccio brutto di via Marignana

LA STORIA

Quel pasticciaccio brutto di via Marignana

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“Tutto ebbe inizio nella Farmacia alla Marca di via Marignana che, come tante altre farmacie, iniziò a eseguire i tamponi nasali per il rilascio dei certificati verdi…”

17 febbraio 2022

di Aldo Cacco, farmacista

Tutto ebbe inizio nella Farmacia alla Marca di via Marignana che, come tante altre farmacie, iniziò a eseguire i tamponi nasali per il rilascio dei certificati verdi.
Le operazioni si svolgevano tranquillamente da alcuni giorni, finché non arrivò la drammatica mattina in cui lo strumento di tortura caratteristico del test si incastrò nel piercing nasale di una giovane signora.
Non ci fu verso di toglierlo. La malcapitata uscì piangendo dalla farmacia, con il tampone infilato nel naso.
La paradossale situazione sarebbe stata comica non fosse per la preoccupazione per il danno causato.
Fortunatamente la farmacia dista pochissimi chilometri dall’Ospedale all’Angelo di Mestre, dove si precipitò la poverina. Al Pronto soccorso la situazione divenne incandescente. Non era presente un otorino specializzato nel togliere i bastoncini e, soprattutto, si temeva per l’eventuale positività al Covid. Cosa bisognava fare? Infilare un altro tampone nella narice libera?

Poco dopo, in via Marignana, tutto quanto precipitò: in coda per il tampone erano infatti presenti alcuni odiatori del web, che cominciarono a tradurre a voce le farneticazioni da loro abitualmente postate nei social. Odiatori vax e odiatori no vax.
Dannato dottor Cacco, colpevole di essere l’opposto di Robin Hood e di continuare a rubare ai poveri no vax per dare alle multinazionali del farmaco e a quegli avidi dei cinesi, che hanno continuato a prosperare con le vendite di mascherine, guanti, tamponi e tutto l’armamentario legato alla pandemia.
Spinte, calci, sputi (Covid e non Covid) non si contarono.
Tutti a gridare, con le Ffp2 abbassate, tutti ammassati l’uno attaccato all’altro, in spregio a ogni precauzione sul distanziamento. Il virus se la godeva e si diffondeva velocissimamente, sviluppando nuove varianti che occuparono tutto l’alfabeto greco. Le finestrelle dei test davano risultati positivi, due belle righe rosse anche senza analisi del tampone, tanto l’aria era impregnata di Coronavirus.
Vennero chiamati i Carabinieri che, invece di difendere i farmacisti, solidarizzarono con i manifestanti, perché anch’essi no vax, e soprattutto arrabbiati con il mondo per l’obbligo del vaccino imposto loro dal Governo.

Fortunatamente il proprietario della rivendita di vini adiacente alla farmacia ebbe un’idea geniale e pensò di gettare vino sul fuoco della discordia. Stappò qualche bottiglia di Prosecco, bello fresco, e poiché da buoni veneti nessuno voleva rinunciare a n’ombra de vin, si cominciò a bere e il frizzantino cominciò a scorrere a fiumi, sedando i tumulti. Tutti cominciarono a cantare:
E se son pallida ne’ miei colori
Non voglio dottori, non voglio dottori
e se son pallida come ’na strassa
vinassa, vinassa e fiaschi de vin!
Finì così, bevendo e cantando, quel pasticciaccio brutto di via Marignana.

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