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Riduzione calorica, qualità dei cibi e sport per prevenire le malattie non trasmissibili

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Riduzione calorica, qualità dei cibi e sport per prevenire le malattie non trasmissibili

Riduzione calorica, qualità dei cibi e sport per prevenire le malattie non trasmissibili

Prevenire le malattie non trasmissibili è possibile. La prevenzione passa anche da un’alimentazione di qualità, dalla riduzione calorica e da un adeguato movimento fisico. Così ha affermato il Presidente della Federazione Medico Sportiva Italiana, Maurizio Casasco intervenuto alla sede delle Nazioni Unite

19 luglio 2018

di Redazione

Prevenzione delle malattie non trasmissibili al centro anche delle politiche delle Nazioni Unite, presso la cui sede newyorkese è stata convocata nei giorni scorsi un’audizione proprio su prevenzione e controllo di queste malattie organizzata col supporto dell’Organizzazione Mondale della Sanità (Oms).

Per l’Italia è intervenuto il Presidente della Federazione Medico Sportiva Italiana (Fmsi) Maurizio Casasco che ha illustrato l’esperienza nazionale di osservazione degli sportivi che ha permesso di acquisire importanti conoscenze, trasferibili alla popolazione “comune”.

Essendo l’infiammazione la causa primaria delle malattie non trasmissibili, ridurre questo fattore scatenante è fondamentale per prevenire questo tipo di patologie. Farlo è semplice. È sufficiente ridurre le calorie assunte quotidianamente e assumere alimenti di qualità. A ciò va associato l’esercizio fisico, fondamentale strumento per la riduzione dell’infiammazione, universalmente accessibile a tutte le persone perché semplice e a bassissimo costo.

Come indicato nelle linee guida “Exercise Prescription for Health” elaborate dalla Federazione europea di medicina dello Sport, è dimostrato che la giusta dose di esercizio fisico, è lo strumento fondamentale nella prevenzione primaria, secondaria e terziaria e, nello specifico, delle malattie non trasmissibili. Inoltre alcune ricerche epigenetiche dimostrano gli effetti positivi dell’esercizio fisico sulle cellule malate. La prevenzione primaria condotta per tutta la vita, può quindi migliorare anche l’età biologica rispetto all’età anagrafica.

1.      Bere molta acqua: 1 litro al giorno fino a 10 kg di peso, 1,5 litri tra 10 e 20 kg e 2 litri e più dai 30 kg in su;

2.      Non saltare la prima colazione prediligendo dolci fatti in casa o prodotti da forno, latte, yogurt, marmellata, macedonie o ghiaccioli di frutta fatti in casa e centrifugati;

3.      Regolarità nell’orario di pranzo, merenda e cena, limitando i fuoripasto. Anche se si pranza in spiaggia mantenere il giusto e sano apporto di carboidrati o proteine senza esagerare con le quantità. 

4.      Dopo i pasti attendere 2 ore prima di fare il bagno

5.      Mantenere un’alimentazione varia ricca di frutta di stagione e verdura. Un’alimentazione corretta prevede nell’arco di una settimana un consumo di: carne, pesce e legumi almeno 3-4 volte mentre formaggi, affettati e uova 1-2 volte

6.     Lavare bene frutta e verdura: la scarsa igiene è spesso causa di salmonellosi, un’intossicazione caratterizzata da sintomi quali nausea, vomito, dolori addominali, diarrea e febbre

7.     Fare attenzione al pesce e ai molluschi crudi: possono essere portatori di Anisakis, un parassita nocivo per l’uomo perché può causare manifestazioni gastrointestinali (simili a volte a quelle dell’ulcera peptica e a quelle dell’appendicite) o reazioni allergiche

8.      Sì ai gelati artigianali

9.      Non consumare cibi avanzati, soprattutto precedentemente riscaldati al sole o rimasti a temperatura ambiente per più di 1 o 2 ore

10.  Fare sport: l’attività fisica è fondamentale per prevenire il sovrappeso, l’obesità e le malattie cardiocircolatorie; approfittare dell’estate per ridurre il tempo della TV e dei videogiochi.

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