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Salviamo le farmacie ubicate in zone ad alto afflusso turistico

MONDO FARMACIA

Salviamo le farmacie ubicate in zone ad alto afflusso turistico

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Condividiamo la lettera del Dott. Filippo Mencarelli, Direttore della Farmacia di Piazza di Spagna (Roma).

16 aprile 2020

di Redazione

L’attuale situazione di crisi conseguente al Covid-19 ha rarefatto o, peggio ancora, in alcuni casi azzerato le presenze turistiche, con enorme danno per alberghi, ristoranti, bar, agenzie di viaggio, linee aeree, treni, ecc. Ma ha anche provocato, stando all’analisi di dati facilmente dimostrabili, un crollo delle presenze nelle farmacie ubicate in aree interessate abitualmente da notevoli flussi turistici. In assenza di tali flussi l’attività si riduce sostanzialmente anche perché si tratta di zone con basso numero di residenti. Nelle ultime due settimane di marzo 2020 – rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e/o delle medie di gennaio e della prima quindicina di febbraio di quest’anno – la riduzione di fatturato si è aggirata su una percentuale giornaliera dal 40 al 80 per cento, a seconda dei casi. L’eventuale perdurare di una situazione del genere non può non compromettere la sopravvivenza delle farmacie in oggetto se non verranno prese con urgenza iniziative e provvedimenti adeguati. Sul piano degli interventi governativi è assolutamente indispensabile che a tali farmacie siano riservati i benefici che il Governo dovrà accordare ad altre categorie economiche in crisi per le stesse motivazioni, in particolare:

  1. Adeguati benefici finanziari a fondo perduto. Provvedimenti simili a quelli previsti per le zone terremotate. Nel caso dei terremoti si tratta di ricostruire immobili, qui si tratta invece di salvare e rilanciare aziende e i relativi posti di lavoro. È un intervento sicuramente non meno importante di quello per la ricostruzione degli immobili terremotati: questa pandemia, per tanti motivi, è peggiore e più dannosa del terremoto.
  2. Benefici fiscali sostanziali.
  3. Sospensione delle rate dei mutui.
  4. Crediti bancari garantiti dallo Stato. Sembrerebbero già previsti nel Dpcm.
  5. Blocco o sospensione o regime di equo canone per le locazioni ubicate in zone cosiddette di pregio e comunque i cui costi non sono compatibili con la “gestione Farmacia”; si ricordi “ l’equo canone” del dopoguerra. Sarebbe comunque opportuno riservare anche alle farmacie con categoria catastale “C1” il regime “Cedolare secca” come per le locazioni abitative.
  6. Utenze a tariffe agevolate.
  7. Drastica riduzione del costo del lavoro.
  8. Cassa integrazione per i dipendenti. Già prevista.
  9. Piano di comunicazione straordinario a livello nazionale e internazionale per il rilancio del turismo.

Si tenga peraltro presente che le Farmacie di cui all’oggetto tra l’altro sono quelle che normalmente sopportano costi di gestione più elevati; si pensi per esempio:

  • agli affitti, come già detto, arrivati a livelli insostenibili
  • al costo di personale plurilingue -etc.

Pertanto si ritiene urgente che le nostre Organizzazioni di rappresentanza – unitamente a tutte le altre categorie imprenditoriali e sindacali dei lavoratori e dei consumatori i cui associati si trovino a confrontarsi con analoghe problematiche – intervengano nelle opportune sedi Istituzionali e politiche affinchè siano riservati con immediatezza anche alle farmacie in oggetto provvedimenti atti a salvaguardarne la sopravvivenza. Se non si interviene con immediatezza il collasso sarà inevitabile e si tratta di un servizio pubblico essenziale a disposizione dei cittadini; spesso, per esempio, il solo in tanti centri storici e/o località turistiche rimasti privi di altri presidi sanitari. In questo caso fungono da “Pronto soccorso improprio” tenendo presente che in gran parte dispongono anche di defibrillatori e di personale preparato a utilizzarli oltre che di altri servizi: autoanalisi varie, telemedicina (Ecg, Holter, etc.), pressione, ecc. ecc. Si pensi al Centro di Roma dopo la chiusura del San Giacomo. Ovviamente pronti a dimostrare la veridicità dei dati di cui sopra.

Dott. Filippo Mencarelli

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