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Un 2021 positivo per Farmacentro

LA FILIERA

Un 2021 positivo per Farmacentro

Riorganizzazione interna, nuova politica commerciale e una struttura più efficiente hanno portato agli ottimi risultati di bilancio presentati in assemblea. Ora ai soci si chiede una delega forte

23 giugno 2022

di Claudio Buono

Farmacentro, società di distribuzione intermedia del Centro Italia che opera tra Abruzzo, Emilia Romagna, Lazio, Marche, Umbria, Toscana, Veneto e Lombardia, in occasione dell’assemblea di approvazione del bilancio tenutasi di recente nella sede amministrativa di Jesi, ha presentato i risultati ottenuti lo scorso anno.

Per l’occasione, il direttore generale Marco Mariani ha effettuato un’analisi dello scenario attuale raffrontando i risultati ottenuti dalla Cooperativa, soffermandosi sugli eventi di maggiore interesse che ne hanno caratterizzato la gestione precedente: «Il 2021 si è chiuso per Farmacentro con un fatturato di 354,2 milioni di euro, in calo del 2,0 per cento rispetto all’esercizio precedente ma con un utile lordo di 2.103.500 euro, pari a un +26 per cento se raffrontato al 2020, equivalente allo 0,59 per cento dei ricavi totali. Si tratta della migliore performance nella storia della nostra azienda. L’utile è stato messo a riserva legale e a riserva indivisibile, aumentando il patrimonio netto per rendere più solida la Cooperativa, con l’obiettivo di affrontare con sicurezza i prossimi anni». Il direttore generale ha poi aggiunto: «Abbiamo lavorato a 360 gradi ottenendo grandi risultati. Tutti i Key performance indicator (Kpi) sono positivi, grazie a una serie di interventi volti al contenimento dei costi e alla razionalizzazione della società. Abbiamo ridotto il valore del magazzino di 5,6 milioni, aumentato la rotazione delle merci, ridotto di 1,4 milioni i crediti incagliati e di 11,6 milioni i debiti verso le banche».

Alzare i livelli di servizio

Nonostante un anno di difficoltà legate alla pandemia, Farmacentro è dunque riuscita a chiudere un bilancio confortante, merito soprattutto della riorganizzazione aziendale, già deliberata dal Consiglio di amministrazione, che è stata implementata, revisionata e accelerata da ottobre 2021. Una nuova politica commerciale, figlia della riorganizzazione stessa, e una struttura interna più efficiente, basata sulla motivazione, la delega e la valorizzazione delle competenze, hanno consentito negli ultimi mesi dell’anno di essere più competitivi nei confronti dei soci, tanto che la risposta non è mancata. «Questa azienda – ha reso noto Mariani – aveva perso 25 milioni di fatturato negli ultimi cinque anni, ma da novembre a oggi ne ha riguadagnati 18,5. Il 2022 sta procedendo molto bene, tant’è che a oggi abbiamo incrementato i volumi di 14,5 milioni. Inoltre stiamo investendo per migliorare i nostri livelli di servizio e offrire condizioni commerciali competitive ai nostri soci. Questo è il momento delle scelte di campo, in cui non è più possibile rimanere neutrali e servirsi da più magazzini in cerca solo dell’offerta migliore».

Traguardi futuri e nuovi progetti

Circa i traguardi a cui Farmacentro mira nei prossimi mesi, anche alla luce dei risultati ottenuti fino a oggi, Marco Mariani ha poi dichiarato: «Il primo obiettivo sfidante che ci poniamo è quello di proseguire nel secondo semestre del 2022 con lo stesso trend di crescita di fatturato del primo. Vorremmo anche continuare a non addebitare alcun costo di consegna e questo sarà possibile solo se le farmacie proseguiranno a sostenerci come hanno fatto fino a oggi. Questa è l’anima di una vera Cooperativa come la nostra, che in pieno spirito mutualistico lavora per un dare e avere reciproco, che renda entrambe le parti sempre più solide. Vogliamo poi lavorare su una delega forte, per avere un retail performante e garantire maggiori margini alle farmacie. Inoltre stiamo investendo sull’omnicanalità, il digitale e il marketing di prossimità per portare sempre più persone nelle nostre farmacie».

Riguardo ai progetti per il prossimo futuro, considerati i mutamenti in corso sul piano sociale ed economico, il direttore generale ha così concluso: «Sicuramente la sfida più grande per tutti i distributori intermedi del farmaco sarà quella di trovare una via per non rimanere strangolati dagli aumenti dei costi legati alla logistica, quali incremento delle spese per carburante ed energia elettrica. Anche in questo ambito stiamo già lavorando con grande impegno».

Rafforzare la Cooperativa

Da parte sua, Stefano Golinelli, presidente di Farmacentro, ha ricordato ai soci l’importanza strategica che riveste la distribuzione intermedia per la sopravvivenza delle farmacie, aggiungendo: «Questo Consiglio di amministrazione ha scommesso su una squadra competente e motivata per affrontare il mondo che cambia e i numeri ci hanno dato ragione. Adesso dobbiamo stringerci intorno alla nostra Cooperativa e sostenerla, come essa ha fatto con noi durante il periodo più duro della pandemia. Negli ultimi mesi, a differenza di altri grossisti, non abbiamo addebitato alcun costo di consegna; inoltre abbiamo assorbito interamente i rincari legati all’incremento del costo del gasolio, sostenendo nei mesi più cupi i nostri corrieri con un contributo tangibile». Il presidente ha poi proseguito: «Potremo continuare a farlo se i nostri soci ci sosterranno con il loro impegno quotidiano, girandoci il loro fatturato come stanno facendo adesso. Il nostro Cda ha investito in condizioni commerciali per trasferire margine alle farmacie, ma adesso tocca ai soci sostenerci per far sì che possiamo continuare a lavorare in loro difesa. Lo zero virgola che il farmacista perde su un prodotto, con noi lo guadagna su un altro, ma dobbiamo tenere bene a mente che la Cooperativa ha risposto “presente” quando si è trattato di supportarci nella distribuzione dei vaccini, e in alcuni casi lo ha fatto gratuitamente. Essa ha fatto la differenza, operando sempre con spirito mutualistico anche quando non si trovavano sul mercato tamponi e mascherine, e potrà continuare a offrirci il suo sostegno. Auspico che i colleghi capiscano che è il momento di rafforzarci con una delega sempre più forte. Oggi si può affrontare il cambiamento unicamente con il gioco di squadra, nessuno è più sicuro da solo, solamente “in cordata” si vince».

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