informazione, partecipazione, condivisione

Una soluzione possibile

LA VOCE DELLA BASE

Una soluzione possibile

©wavebreakmedia/shutterstock.com

In risposta al titolare che su iFarma Digital della scorsa settimana si/ci domandava se l’affitto della farmacia fosse una strada praticabile, un collega racconta la sua esperienza dopo aver deciso di non vendere. Importante il consiglio del team di fiscalisti che lo assiste

29 settembre 2022

di Alberto Benvenuti

Egregio Direttore,

sono titolare della farmacia “Alla Gatta” di Venezia (da non confondere con la farmacia “Alla Gatta” del mio carissimo amico Franco Gariboldi Muschietti di Castelfranco).

Lo spunto per questa email nasce dal quesito posto dal collega nel precedente numero di iFarma Digital, ovvero dall’ipotesi di ritirarmi dall’attività senza vendere la farmacia.

La mia posizione è leggermente diversa da quella del collega, perché ho un figlio farmacista (si è a suo tempo iscritto alla facoltà di farmacia senza che io lo avessi mai sollecitato). Ciò non toglie che il “passaggio generazionale” sia la cosa più complicata da affrontare.

Ho seguito la lunga teleconferenza che lei, a suo tempo, ha condotto in merito alle “catene”. Ho ascoltato con molta attenzione e interesse l’intervento del dottor Cossolo ma, a tutt’oggi, non sono riuscito a conoscere un minimo di dettagli relativi al suo progetto. Per motivi di più che comprensibile riservatezza nemmeno i miei consulenti, i dottori Trombetta e Tarabusi, si sono sbottonati di darmi informazioni in merito.

Sono sempre stato convinto che le farmacie debbano in qualche modo aggregarsi (non certo come gruppo d’acquisto) per essere un interlocutore più forte nei confronti del Ssn, in primis, e dell’industria farmaceutica, che come ben vediamo ha creato concentrazioni tali che, in confronto, la farmacia è un granello di sabbia. Purtroppo l’individualismo è da sempre l’ostacolo maggiore.

Ho preso quindi in considerazione “quello che offre il mercato” ovvero l’aggregazione a una catena (Neo Apotek): in questo caso il figlio resterebbe come direttore responsabile, con uno stipendio che, forse, si può concordare, ma una volta ceduta l’azienda e pagate le tasse, investire il ricavato in modo che renda una cifra adeguata è un problema molto serio.

Dallo Studio mi è stata allora suggerita un’alternativa: la farmacia non viene venduta, io resto come “amministratore” o meglio “socio di capitale”, mio figlio acquisisce la titolarietà e mi riconosce (tutto con atto notarile) una ragionevole rendita mensile/annuale. Io non metto piede in farmacia e non ho più alcuna responsabilità. Questa non è che una sintesi molto scarna, perché sia io sia mio figlio abbiamo posto dei quesiti allo Studio e non conosciamo tutti i particolari, tutti i risvolti, non ci sono chiarissimi i pro e i contro. Il “passaggio” è previsto per la fine di quest’anno.

Forse potrebbe essere questa la via da seguire anche per quel collega che, rivoltosi ad una catena, si è sentito dire che la proposta di “affittare” la farmacia non l’hanno ancora presa in considerazione.

Cordiali saluti

Alberto Benvenuti

0 Condivisioni

Altre news

29 Settembre 2022 ,