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Società Benefit e certificazione B Corp, facciamo chiarezza

LA SOSTENIBILITÀ

Società Benefit e certificazione B Corp, facciamo chiarezza

Due scelte differenti, anche se in Italia la legislazione impone che la forma giuridica sia la conditio sine qua non per la certificazione. Quella della SB è un’opzione sempre più diffusa tra le imprese, farmacie comprese, che scelgono di operare anche perseguendo benefici sostenibili per comunità e ambiente

13 febbraio 2025

di Stefania Cifani

Il fenomeno delle Società Benefit (SB) è in continua espansione e sono sempre di più le imprese, tra le quali anche le farmacie, che scelgono di darsi una nuova mission, affiancando agli obiettivi di profitto anche il perseguimento di benefici comuni per la società e per l’ambiente. Un percorso che va di pari passo con la certificazione B Corp, tanto che i due termini vengono spesso, erroneamente, usati come sinonimi.

«In linea generale, un’azienda può essere una SB pur non avendo la certificazione B Corp; e si può ottenere la certificazione anche senza dover assumere la forma giuridica della Società Benefit», spiega Cristiana Serva, commercialista e consulente aziendale. «Ma, e questo è il motivo della confusione, laddove uno Stato abbia istituto la forma giuridica di Società Benefit, come avviene in Italia dal 2016, le aziende che decidono di ottenere la certificazione B Corp devono necessariamente trasformarsi in SB, e modificare il proprio statuto inserendo gli obiettivi di beneficio comune che intendono perseguire in diversi ambiti, per esempio: comunità locale, questioni ambientali, lavoratori. Le azioni della SB in tal senso dovranno poi essere rendicontate, al pari di quanto accade per i risultati economico-finanziari».

La certificazione B Corp

Una SB ha la necessità di testare il proprio impatto e lo strumento più usato a questo scopo è il BIA (B Impact Assessment), che misura l’impatto aziendale su ambiente-lavoro-comunità-governance-clienti ed è alla base della certificazione B Corp. Quest’ultima può essere chiesta da qualsiasi tipo di società, è riconosciuta a livello internazionale e viene assegnata dall’organizzazione non-profit B Lab. Un punteggio minimo pari a 80, che potrà essere verificato da ogni singola azienda anche in autonomia on line, è necessario per iniziare il percorso di certificazione. Il test on line misura il valore sociale e ambientale che l’azienda è in grado di generare in quel momento, e aiuta a identificare le azioni che possono migliorare la performance aziendale. La ricertificazione avviene ogni tre anni, con una valutazione aggiornata.

La Società Benefit

«Ritengo che la SB rappresenti uno strumento di governance positivo ed evoluto – afferma convinta Serva – in grado, inoltre, di rispondere alle esigenze di un mercato che cambia e che è, per tanti aspetti, già cambiato (vedi per esempio le richieste del settore bancario o le aspettative dei lavoratori più giovani). L’attenzione sulle tematiche Esg (Environment-Social-Governance) sta crescendo sempre di più e, complici alcuni acceleratori importanti, quali per esempio il recente recepimento di una direttiva europea (2024/2464/Ue – “Csrd -Corporate sustainability reporting directive”) sono sempre di più le imprese che comprendono la necessità di “stare al passo”. Il modello della SB – sottolinea la consulente – aiuta le imprese, più di altri strumenti, a implementare nell’azienda una strategia sostenibile e una visione integrata tra indicatori finanziari e non».

E le farmacie?

La trasformazione in SB interessa sempre più anche le farmacie, indipendenti e non. In che modo? «Come abbiamo detto la SB integra obiettivi di profitto con obiettivi di beneficio comune. Consapevole del proprio impatto su questioni ambientali e sociali, oltre che economico-finanziarie, l’azienda sceglie un modello di governance efficace nel perseguimento delle proprie finalità, in un mercato sempre più attento. Per una farmacia, questo percorso avrebbe l’ulteriore risultato di comunicare con maggior forza il valore del proprio lavoro, di rafforzarne autorevolezza e credibilità. Da clienti, quando entriamo in farmacia, non cerchiamo solo uno scambio commerciale, ci affidiamo spesso per questioni personali. Le aspettative sono più alte, le farmacie vengono percepite come realtà di quartiere e svolgono da sempre un importante ruolo nei confronti della comunità» conclude Serva.

Di fatto, la forma di SB può contribuire a rafforzare il ruolo della farmacia e la percezione del cliente a riconoscerne il valore, anche sociale. Nella pratica, una farmacia può muoversi in diversi possibili campi di azione, tra questi:

  • messa in atto di iniziative di educazione sanitaria;
  • azioni e campagne a sostegno della cittadinanza, con riferimento a specifici segmenti di popolazioni (donne, neomamme, anziani, pazienti oncologici…);
  • riduzione dell’impatto ambientale delle proprie attività mediante impiego di energia, prodotti e materie prime da fonti rinnovabili;
  • sostegno alla povertà, con la collaborazione con realtà terze per la fornitura di farmaci, beni e servizi a prezzo ridotto, o gratuitamente;
  • azioni sulla comunità di riferimento e sulle condizioni di lavoro dei propri dipendenti e collaboratori.
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