DDL Semplificazioni: l’impatto sulla farmacia
L’INTERVISTA
DDL Semplificazioni: l’impatto sulla farmacia

Il presidente della Fofi Andrea Mandelli ci spiega come i nuovi disegni di legge potranno semplificare il lavoro del farmacista e traccia un bilancio dell’anno che sta per chiudersi
12 dicembre 2024
di Chiara Romeo
Sono due i disegni di legge all’esame del Parlamento che potranno avere un impatto sul lavoro dei farmacisti, con ricadute positive sulla qualità, l’efficienza e l’accessibilità dell’assistenza che i professionisti offrono ogni giorno ai cittadini. Abbiamo chiesto ad Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei farmacisti, a che punto è l’iter parlamentare dei due provvedimenti e quali cambiamenti porterebbero alla professione.
Presidente, quali sono i problemi che si trova ad affrontare la professione in questo momento??
Un problema che sta emergendo in maniera sempre più evidente è la grave carenza di farmacisti. Si tratta di una carenza strutturale che riguarda in maniera preoccupante tutte le professioni sanitarie – mancano anche medici e infermieri – e che coinvolge anche la nostra categoria. Come Federazione degli Ordini abbiamo messo in atto tutta una serie di iniziative per far fronte a questo calo delle vocazioni e per rendere la professione più attrattiva per i giovani: ricordo che siamo l’unica professione che dopo l’abolizione dell’esame di Stato ha già rinnovato il percorso universitario, ora con un’impronta più sanitaria, in linea con le nuove funzioni attribuite al farmacista nell’ambito della prevenzione e della promozione della salute.
In concreto, come le norme contenute nel cosiddetto “Ddl Semplificazioni” e nel “Ddl Semplificazioni-bis” andranno a snellire il lavoro del farmacista?
Il disegno di legge Semplificazioni, attualmente in discussione presso le commissioni riunite I Affari Costituzionali e XII Affari Sociali della Camera, potrebbe in concreto far lavorare meglio i colleghi, riducendo quei vincoli burocratici inutili che non fanno altro che sottrarre il nostro tempo ai pazienti. Un’esigenza che oggi è particolarmente sentita, vista la carenza di personale, e che potrà beneficiare anche dell’ulteriore impulso alla digitalizzazione dell’assistenza farmaceutica prevista dal provvedimento.
Può farci un esempio?
Un primo esempio è la ricetta aperta 12 mesi per il paziente cronico (art. 8 del disegno di legge), che consentirà al farmacista di dispensare mese per mese, lungo l’arco dell’anno, la terapia prescritta dal medico, monitorando la corretta assunzione del medicinale. Un altro aspetto importante, nell’ottica di migliorare l’accesso alle cure per i pazienti, riguarda la possibilità di considerare come regolare prescrizione medica il foglio di dimissioni rilasciato dai reparti di pronto soccorso o dalla guardia medica, così che il farmacista possa dispensare i relativi medicinali in modo più rapido ed efficiente, soprattutto nelle ore notturne o durante le festività.
C’è poi un secondo disegno di legge: che cosa prevede?
L’altro provvedimento di interesse per la professione, attualmente all’esame della I Commissione Affari Costituzionali del Senato, è il Ddl Semplificazioni-bis che consolida il ruolo del farmacista nella rete di assistenza sul territorio. L’obiettivo è quello di rafforzare la prossimità, cioè la farmacia dei servizi, quale pilastro per la costruzione di un sistema sanitario più orientato al cittadino, così come previsto dal DM 77/2022.
Per quanto riguarda il riordino delle professioni sanitarie lei ha proposto di una riflessione condivisa al fine di rivedere alcune disposizioni. Ci può spiegare nel dettaglio?
La questione del riordino delle professioni sanitarie è un tema prioritario per la Federazione, che ha portato all’attenzione del Legislatore la necessità di mettere i professionisti nelle condizioni di agire secondo leggi e strumenti in linea con le esigenze del contesto in cui oggi si trovano a operare. La legge 3/2018 (“Legge Lorenzin”) non è mai stata realizzata completamente perché in attesa dell’approvazione del nuovo Regolamento previsto dall’art. 4 della stessa legge. In occasione dell’audizione alla Camera, ho evidenziato l’opportunità di mettervi mano, essendo stata adottata in epoca pre-Covid e dunque non più rispondente alla realtà che si è delineata all’indomani della pandemia, prevedendo dei correttivi per agevolare gli Ordini ad assolvere agli obblighi previsti dalla normativa vigente.
Pensa che la proposta della Federazione di effettuare in farmacia il Test per la PCR possa essere approvata in tempi brevi?
Questa è una delle tante proposte che la Federazione negli anni ha voluto sottoporre al vaglio del decisore politico, una proposta concreta per contribuire alla lotta all’antibiotico-resistenza. Si tratta di un semplice test da effettuare in farmacia con prelievo capillare, che può dare una risposta immediata al paziente in merito al fatto che sia in corso una infezione batterica o virale. Il medico, a cui viene riportato l’esito, può scegliere la migliore terapia. La possibilità di farlo nelle farmacie offre l’opportunità di raccogliere anche i dati per fotografare i numeri del fenomeno.
Il 2024 sta per finire, ci può fare un bilancio di questo anno?
Come presidente della Federazione, ritengo che il bilancio di quest’anno, come degli ultimi quattro anni, sia molto positivo; sono stati anni molto intensi e proficui: abbiamo vissuto un cambiamento forte della professione che, dopo la prova della pandemia, ha consolidato la percezione che cittadini e istituzioni hanno del farmacista, cioè quella di un professionista competente, stimato e apprezzato quale motore pulsante del sistema salute. La politica oggi è consapevole che se affida un compito a noi farmacisti, siamo pronti a svolgerlo al meglio. Per questo vorrei sottolineare la mia personale gratitudine ai colleghi che hanno dimostrato di interpretare in maniera efficace le proposte avanzate dalla Federazione per essere sempre più incisivi nella vita del Paese.