Aifa-OsMed: spesa in crescita per i farmaci
IL RAPPORTO
Aifa-OsMed: spesa in crescita per i farmaci

Anche nel 2023 gli italiani hanno messo più euro di tasca propria per curarsi. In testa alle liste per classe benzodiazepine, amoxicillina/acido clavulanico e farmaci cardiovascolari. Antibiotici sempre prescritti oltre il buonsenso, con buona pace dell’antibioticoresistenza
21 novembre 2024
di Lorenzo Spadoni
Analisi della spesa farmaceutica, consumo di farmaci per classe terapeutica, stime di aderenza al trattamento farmacologico. Sono solo alcuni dei temi trattati dal rapporto L’uso dei farmaci in Italia, appena pubblicato dall’Osservatorio nazionale sull’impiego dei medicinali (OsMed) dell’Agenzia italiana del farmaco.
Nel 2023 la spesa farmaceutica territoriale complessiva, pubblica e privata, registra un amento del 4,9 per cento. La spesa a carico dei cittadini è aumentata del 7,4 per cento rispetto al 2022, aumento determinato dalla crescita di componenti quali: spesa per farmaci di automedicazione (+10,5), per farmaci di classe C con prescrizione (+9,0 per cento), per farmaci venduti negli esercizi commerciali (+12,7 per cento) e, in misura minore, per l’acquisto privato di farmaci di classe A (+5,9 per cento).
Per cosa si spende in farmacia
Complessivamente la spesa per i farmaci in fascia C, dovuta per il 54 per cento a medicinali con obbligo di prescrizione e per il 46 per cento a farmaci di automedicazione, cresce del 9,8 per cento. Tra i primi, le categorie a maggior spesa sono i derivati delle benzodiazepine, seguiti dalla categoria delle anilidi, tra cui il paracetamolo, e farmaci per la disfunzione erettile.
La combinazione amoxicillina/acido clavulanico, il colecalciferolo e l’ibuprofene sono ai primi tre posti nella categoria dei farmaci di fascia A acquistati privatamente; tra i medicinali di automedicazione, i primi principi attivi per spesa sono ibuprofene e diclofenac, con un incremento del 21,5 per cento per il primo e del 10,3 per cento del secondo rispetto al 2022.
A livello di classe terapeutica, nell’ambito della spesa convenzionata i farmaci cardiovascolari rappresentano quella con maggiore spesa e maggiormente consumati. Atorvastatina (274,4 milioni di euro), pantoprazolo (265,5 milioni) e colecalciferolo (198 milioni) sono i principi attivi più acquistati nel canale della spesa farmaceutica convenzionata.
Uso degli antibiotici in aumento
Nel 2023 il consumo di antibiotici risulta aumentato del 6,4 per cento rispetto all’anno precedente, con il 40 per cento dei cittadini che ha ricevuto almeno una prescrizione per questa categoria di farmaci. Un consumo che si caratterizza per un’ampia variabilità territoriale non giustificata, secondo il rapporto OsMed, da reali differenze epidemiologiche: il 44,8 per cento della popolazione delle regioni del sud ha assunto almeno un antibiotico nel corso dell’anno, contro il 30,9 per cento registrato al nord. Andamento confermato dal dato sul consumo medio di dosi giornaliere per 1.000 abitanti: 14,5 al nord, 18,2 al centro e 20,3 al sud.
Aderenza terapeutica, un aspetto da migliorare
Attraverso le informazioni derivate dal flusso delle tessere sanitarie dei cittadini, è stata condotta un’analisi degli indicatori di aderenza per varie categorie di farmaci, tra i quali antidiabetici, anticoagulanti, antiaggreganti, antipertensivi, antidepressivi, farmaci per l’osteoporosi e per i disturbi ostruttivi delle vie respiratorie.
I tassi di aderenza terapeutica più elevati si riferiscono a farmaci per il trattamento dell’osteoporosi, per i disturbi genito-urinari (per la sola popolazione maschile) e per le terapie antiaggreganti. Antidepressivi, antidiabetici e farmaci per i disturbi ostruttivi delle vie respiratorie sono invece quelli caratterizzati dalle più basse percentuali di aderenza.