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n. 76 3/2026

EDITORIALE

n. 76 3/2026

Una professione bellissima

Conosciamo tanti farmacisti appassionati, che non cambierebbero il loro mestiere per nulla al mondo e se anche sui social spesso domina la cultura del lamento – talvolta davvero eccessiva – ci piace raccontare i tanti aspetti positivi di una professione che purtroppo molti giovani non scelgono più. All’Università di Camerino ci hanno spiegato che il semestre filtro di Medicina ha compromesso ulteriormente le iscrizioni a Farmacia perché molti si immatricolano e poi a gennaio lasciano per diventare medici. Eppure, il corso di laurea in Farmacia è tanto cambiato: le famigerate troppe sintesi di chimica farmaceutica hanno lasciato spazio alla farmacia dei servizi, a quella clinica, a esami di nutraceutica, patologia, management. È una gran bella facoltà, migliore sicuramente di quella che abbiamo frequentato noi, certo più impegnativa e un anno più lunga. 

E con tante prospettive di lavoro immediate, un attimo dopo la laurea, non è poco. Carriera e crescita poi si costruiscono studiando, specializzandosi, dedicando tanto tempo alla formazione. Un bravo farmacista oggi è molto richiesto e se il contratto è oggetto di rallentamenti per certe rigidità sindacali (a tutela di chi? ci si domanda), le opportunità per i liberi professionisti sono molteplici, stimolanti e remunerative.
La meglio farmacia, scriviamo a pagina 12 raccontando il X Congresso dei Farmacisti volontari, l’ha raccontata Elena Vecchioni, presidente di Federfarma Verona, ricordando il suo intervento nel terremoto del Centro Italia di dieci anni fa: “Abbiamo applicato subito la logica del nostro lavoro quotidiano: operatività per garantire un servizio efficace, e con umiltà abbiamo messo in campo
ascolto, empatia, sorriso, normalità. E dopo non siamo stati più i farmacisti di prima, siamo tornati a casa con maggiore consapevolezza dell’identità della nostra professione. Siamo usciti dalla zona di comfort in cui avvolgi la comunità con le tue competenze perché lì, in quei luoghi, non ti conosce nessuno. Dobbiamo continuare a nutrire questa identità potentissima, c’è uno spirito di servizio nei farmacisti che poche professioni hanno”.

E lo spirito di servizio, di cura, di aiuto al cliente-paziente della farmacia lo hanno anche Matilde de Tommasis
e Silvia Sorace Maresca, che abbiamo intervistato per lo Speciale Cosmesi. Loro in questo settore hanno investito con passione, curiosità, iniziativa, scelta accurata delle marche “evitando politiche commerciali che incentivino gli acquisti on line” e “privilegiando la consulenza personalizzata con controlli periodici (ogni due mesi circa) per monitorare i risultati e ottimizzare la routine”.
La dermocosmesi, come leggete su questo numero, è una grande opportunità professionale ed economica nonostante la minaccia dell’on line, ma
il reparto va trasformato in servizio e il farmacista è il professionista più indicato a farlo. Non a caso la dermocosmesi in farmacia continua a crescere. Questo è uno dei tanti settori in cui un farmacista può specializzarsi, ma dalla galenica alla nutraceutica, dai servizi alla veterinaria a tanti altri ambiti le opportunità di crescita professionale in farmacia sono tante. Anche per i collaboratori dei titolari che credono e investono nella loro squadra, e ce ne sono sempre di più.

Elena, Matilde, Silvia sono tre farmaciste che hanno creduto e credono con passione in questa professione: 

se andassero a raccontarlo nei licei avremmo di sicuro più iscritti a Farmacia.

LAURA BENFENATI

Direttore Responsabile, farmacista e giornalista professionista, da anni direttore delle più note riviste del settore

17 Settembre 2026