informazione, partecipazione, condivisione

Il futuro per la farmacia è ricco di opportunità

IL WORKSHOP

Il futuro per la farmacia è ricco di opportunità

È infatti in una posizione unica, all’incrocio naturale e legittimato tra spesa pubblica, spesa privata out of pocket e spesa intermediata da assicurazioni: se ne è discusso alla giornata di formazione in Federfarma organizzata da iFarma con il supporto non condizionante di Dompé

28 novembre 2024

di Laura Benfenati

I dirigenti sindacali hanno il compito di far crescere la categoria, di tutelare il presente ma anche di costruire il futuro. È per questo motivo che il presidente di Federfarma Marco Cossolo ha voluto per tutti i membri del consiglio di presidenza, del Centro studi e per i presidenti regionali del sindacato una giornata di formazione organizzata da iFarma e realizzata grazie al contributo non condizionante di Dompé.

«Apprendere è importante e nessuno vi toglie quello che continuate a imparare» ha esordito il presidente in apertura dei lavori. «Siamo di fronte a una rivoluzione, l’anno di svolta sarà il 2025: la farmacia dei servizi ci renderà sempre più parte integrante del Ssn e dopo 26 anni stiamo per firmare la nuova convenzione, che andrà ai voti nell’assemblea del 19. Cambia completamente il paradigma e i risultati li vedremo nel tempo». Con l’evoluzione della farmacia, il ruolo del dirigente sindacale si è fatto negli anni complesso, richiede molte specifiche competenze, lo ha sottolineato il coordinatore del Centro studi Marco Nocentini Mungai.

Ci sono però alcune ambiguità che vanno affrontate, come ha detto Mario Del Vecchio, affiliate professor of government, health and not for profit presso Sda Bocconi, che ha delineato nel corso di una intensissima lezione di tre ore gli scenari in cui si muove oggi la farmacia: «È necessario conoscere bene quello che sta succedendo non soltanto tra i muri delle vostre imprese ma anche nella sanità pubblica e privata, perché avete l’occasione di cogliere molte opportunità».

Canali e compensi

La composizione della popolazione e la distribuzione geografica, per esempio, cambiava lentamente un tempo, la demografia era una scienza lenta che ora è diventata molto veloce. Ci sono aree che tengono di più e altre che tengono di meno, con molte differenze tra Nord e Sud: «Ha senso continuare a ritenere il sistema farmacia un monolite? Il tessuto sociale e demografico è diverso da 50 anni fa, le farmacie non sono tutte uguali, fino a che punto volete istituzionalizzare l’etereogeneità, questo è un problema che vi dovrete porre». E le risorse? «Vengono oggi dal tax player, dal consumatore out of pocket o da scelte collettive (tabella 1) – assicurazioni per esempio – siete in grado di gestire tre canali diversi con prezzi e marginalità diverse e gestioni complesse?».

Del Vecchio ha proseguito spiegando che il circuito privato vale oggi 45 miliardi: «La farmacia è in una posizione unica, all’incrocio naturale e legittimato di tutti questi circuiti ma stare su mercati diversi non è facile dal punto di vista strategico e operativo. Se in un canale percepite un compenso più alto di altri competitors dovete introdurre elementi di diversificazione del servizio».

Il contenimento della spesa pubblica

Le politiche di contenimento della spesa pubblica si sono scaricate sulla spesa sanitaria, che è il bancomat di qualsiasi sistema e di qualsiasi Governo: «Il sistema sanitario è arrivato stremato al 2019, dal 2010 al 2019 ha perso il 6 per cento del personale, sono state bloccate tariffe e tetti, poi c’è stato il Covid ma nel prossimi cinque anni torneremo ai livelli di finanziamento del Servizio sanitario del 2019, al 6,2 del Pil: l’orizzonte è questo, nessun Governo avrà altri spazi di manovra». Del Vecchio ha raccontato che nel 2022 la percentuale sul Pil di spesa pubblica più privata era del 9 per cento (2.912 euro pro capite), inferiore anche al Portogallo (10,6 per cento) e che sicuramente il sistema italiano così sottofinanziato si è dimostrato molto efficiente finora. Non ci sono da aspettarsi risorse pubbliche e anche sulla farmacia dei servizi il regime speciale non durerà a lungo: «O vi adeguate ai prezzi che il pubblico rimborsa ad altri competitors oppure c’è un valore aggiunto che fornite nel servizio, per esempio la prossimità in zone rurali. Volete remunerata la singola prestazione oppure il servizio?»

La spesa sanitaria privata

«Non è vero, come si sente dire, che la spesa privata è esplosa, è da anni fissa tra il 2,2 e il 2,3 del Pil e la maggior parte arriva dalle famiglie (tabella 2), c’è poca propensione ad assicurarsi nel nostro Paese». Gli assicurati sono però passati da 7 a 14 milioni dal 2013 al 2022 e oggi il 27 per cento della popolazione ha una sanità integrativa ma i datori di lavoro spendono molto meno, il sistema si sta proletarizzando: il tema delle risorse è importante anche in questo settore.

Servizi ospedalieri, servizi ambulatoriali, beni sanitari: la spesa sanitaria privata si può dividere in queste tre macrocategorie (tabella 3): «La spesa sanitaria pubblica per i farmaci (tabella 4) è a 19 miliardi, quella privata nel 2022 era quasi 10 miliardi. Di questi, 500 milioni erano di ticket, la differenza volontaria con il prezzo di riferimento per i generici un miliardo, l’acquisto privato di farmaci di fascia A quasi 2 miliardi e infine la spesa per altri prodotti oltre 4 miliardi e mezzo nel 2021».

Come ve la volete giocare?

In questo scenario di riduzione di risorse pubbliche e di crescita volontaria dei consumi privati è inevitabile che si ridimensionino le attese e bisogna prendere atto che ci sarà un’ibridazione dei sistemi e dei consumi e sviluppo di processi di integrazione: «Su questo la farmacia è più avanti di altri soggetti, voi siete al crocevia, dove la spesa privata e la spesa pubblica si incrociano perfettamente. Come ve la volete giocare? Contro o con il servizio sanitario nazionale? Alleati o competitor delle case di comunità, per esempio? Ci sono tutta una serie di attività da sviluppare con l’interlocutore pubblico, per ora la farmacia dei servizi è un successo in attesa di contenuti» (tabella 5)».

Del Vecchio ha concluso dicendo che non tutte le farmacie potranno arrivare allo stesso risultato e il tema di quelle di serie A e quelle di serie B si ripropone: «La farmacia dei servizi va approcciata in modo professionale, si potrebbero ipotizzare farmacie preferred provider e farmacie simplex ma torna il nodo, tutto da sciogliere, su quale grado di differenziazione istituzionale tra farmacie il sindacato sarà in grado di accettare».

Gli interventi degli altri due relatori di una giornata così ricca di contenuti, Alberto D’Ercole sul dialogo con le istituzioni ed Erika Mallarini sulle prospettive, le grandi opportunità e gli interlocutori nel settore privato, ve li racconteremo sul prossimo numero di iFarma Digital.

0 Condivisioni

Altre news

28 Novembre 2024 ,