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VII Rapporto sulla farmacia: crescono i servizi

IL REPORT

VII Rapporto sulla farmacia: crescono i servizi

Più screening, telemedicina e servizi innovativi per i cittadini: la fotografia della farmacia italiana nel report annuale di Cittadinanzattiva-Federfarma. Restano alcuni aspetti critici, come le disparità territoriali e regionali. Gemmato: «Ampliare la lista dei farmaci disponibili in farmacia, per garantire maggiore continuità terapeutica e semplificare l’accesso alle cure»

27 febbraio 2025

di Rossella Gemma

Il ruolo della farmacia dei servizi continua a crescere e consolidarsi. Lo conferma la fotografia scattata dal VII Rapporto sulla farmacia, presentato il 26 febbraio a Roma da Cittadinanzattiva e Federfarma con il supporto non condizionante di Teva. L’analisi – 1.600 farmacie e 1.200 cittadini coinvolti tra settembre e dicembre 2024 – mostra infatti il crescente coinvolgimento delle farmacie nei servizi innovativi, nella distribuzione dei farmaci e nelle sfide del sistema sanitario.

Servizi: sempre di più e sempre più richiesti

Secondo il rapporto, la percentuale di farmacie che aderiscono alle iniziative di screening per il tumore del colon-retto è aumentata in modo significativo, passando dal 18 per cento nel 2018 al 78,8 per cento nel 2024. Allo stesso tempo, la telemedicina registra un vero e proprio boom: oltre il 70 per cento delle farmacie offre ora holter pressorio e holter cardiaco, mentre l’ECG ha visto un incremento dal 28 per cento al 76,5 per cento. Anche il servizio CUP si espande, raggiungendo il 79,1 per cento delle farmacie contro il 63 per cento del 2018.

Nonostante questi progressi, alcuni aspetti restano critici. La partecipazione dei farmacisti ai programmi di supporto per l’aderenza terapeutica è ancora limitata (28,3 per cento), con il 51,9 per cento che lamenta ostacoli burocratici. E il supporto all’Assistenza domiciliare integrata (ADI) rimane marginale, con valori pressoché invariati rispetto al passato (dal 7 per cento del 2018 al 6,5 per cento del 2024).

Farmaci equivalenti: disparità territoriali

L’analisi mostra differenze geografiche nell’uso degli equivalenti. Mentre il Nord Italia registra un consumo abituale più diffuso, nel Sud la percentuale di persone che non li assume mai è più alta. Le Regioni con il maggior numero di cittadini che non utilizzano farmaci equivalenti sono Abruzzo (17,6 per cento), Lazio (14,7), Molise (12,5), Umbria (12) e Sardegna (10). Le persone tra i 18 e i 30 anni risultano più propense all’uso degli equivalenti, mentre gli over 85 tendono a evitarli.

Tra le principali motivazioni per il rifiuto di questi farmaci, il 57,9 per cento dei pazienti teme che non siano realmente equivalenti in termini di efficacia e sicurezza, il 18,4 per cento preferisce attenersi alle indicazioni del medico, mentre il 15,8 per cento segnala preoccupazioni sugli eccipienti. Al contrario, chi sceglie gli equivalenti lo fa principalmente per la fiducia nel farmacista (48,8 per cento) e per il risparmio economico (39,7 per cento).

Farmacie rurali e contrasto alla desertificazione sanitaria

Un terzo dei farmacisti intervistati lavora in una zona rurale, e l’80,1 per cento di queste farmacie riceve sussidi, operando in Comuni con meno di 3.000 abitanti. Il rapporto evidenzia che queste farmacie rappresentano un presidio fondamentale per contrastare la cosiddetta “desertificazione sanitaria”, ovvero la scarsità di professionisti sanitari nelle aree meno popolate. Un ambulatorio di medicina generale si trova nel raggio di 10 km per il 96,5 per cento delle strutture, mentre un poliambulatorio o un ospedale sono disponibili solo nel 68,2 per cento dei casi (percentuale che scende al 59,2 per cento per le farmacie sussidiate). Gli ambulatori pediatrici sono presenti per il 68,2 per cento delle farmacie rurali, ma solo per il 54,8 per cento delle sussidiate.

Gli interventi dei rappresentanti

Nel corso della presentazione del Rapporto, il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, ha sottolineato l’importanza del ruolo sempre più strategico delle farmacie nella sanità territoriale:

«Le farmacie stanno diventando sempre più un punto di riferimento per screening e prevenzione, offrendo esami di primo livello e partecipando a campagne di prevenzione e sensibilizzazione per tumori e patologie croniche. Questo significa portare la salute più vicina ai cittadini, soprattutto ai più fragili e a chi vive in aree meno servite. Inoltre – ha aggiunto – la nuova distribuzione dei farmaci sta già dimostrando i suoi benefici, permettendo ai pazienti di ritirare medicinali direttamente in farmacia, riducendo le attese e gli spostamenti. Il nostro obiettivo è ampliare ulteriormente la lista dei farmaci disponibili in farmacia, per garantire maggiore continuità terapeutica e semplificare l’accesso alle cure», ha concluso Gemmato.

Il presidente Fofi Andrea Mandelli ha sottolineato come il Rapporto confermi il valore della farmacia dei servizi: «L’intuizione della Fofi nel 2005 ha permesso ai farmacisti di ampliare le proprie competenze per rispondere meglio alle esigenze di salute della popolazione e supportare il Servizio sanitario nazionale». Mandelli ha anche evidenziato il crescente ricorso alla telemedicina e ai test di prima istanza da parte dei cittadini, riducendo così i tempi di attesa per molte prestazioni.

Secondo Marco Cossolo, presidente di Federfarma, i dati emersi rappresentano uno strumento prezioso per comprendere le necessità dei cittadini e orientare l’evoluzione della farmacia: «Vogliamo costruire un modello di assistenza sanitaria di prossimità, che metta al centro la salute e il benessere del cittadino. Ora che la farmacia dei servizi si sta strutturando sempre più all’interno del Servizio sanitario nazionale, grazie all’avvio dell’iter del rinnovo della Convenzione, il Rapporto sulla farmacia italiana e, più in generale, la collaborazione tra Federfarma e Cittadinanzattiva assumono un rilievo ancor maggiore».

Per Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva, la transizione verso la farmacia dei servizi sta progredendo, ma non è ancora completata. «Dobbiamo favorire ulteriormente l’accesso alle vaccinazioni, ampliare il supporto all’aderenza terapeutica e promuovere la medicina di genere».

Un Protocollo per superare le attuali criticità

Il VII Rapporto sulla farmacia evidenzia una trasformazione in atto, ovvero che le farmacie stanno assumendo un ruolo sempre più centrale nel sistema sanitario, con un’offerta di servizi in crescita. Tuttavia, per garantire un accesso equo alle cure, sarà fondamentale superare le criticità ancora presenti e continuare a investire nell’innovazione e nella prossimità dei servizi sanitari ai cittadini. Il Protocollo d’intesa tra Cittadinanzattiva e Federfarma, siglato a margine della presentazione del Rapporto, punta dunque a migliorare il Ssn attraverso cinque obiettivi principali: promuovere la salute e la prevenzione, con particolare attenzione alla medicina di genere; monitorare e ottimizzare i servizi offerti, utilizzando strumenti partecipativi; produrre analisi e report; sviluppare collaborazioni a livello nazionale, regionale e locale e valorizzare il ruolo sociale e sanitario delle farmacie, soprattutto nelle aree interne.

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