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Igiene orale: un potenziale inespresso

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Igiene orale: un potenziale inespresso

L’analisi di Iqvia su oltre un milione di scontrini presentata alla serata organizzata da iFarma con Curaprox racconta le potenzialità professionali e per l’azienda di un mercato che è stato trascurato dai farmacisti a vantaggio della Gdo

7 marzo 2025

di Laura Benfenati

«Anche dall’ultima indagine Ipsos presentata ieri a Roma è emerso che le persone si fidano molto dei loro farmacisti – ha detto la presidente di Federfarma Lombardia Annarosa Racca in apertura della serata di aggiornamento sull’igiene orale che iFarma ha organizzato a Milano con Curaprox Italia – ma forse l’igiene orale l’abbiamo un po’ trascurata e può essere invece occasione di un consiglio qualificato al banco e di fidelizzazione per i nostri clienti pazienti».

Ci sono 5.000 persone al mese che entrano in farmacia, tutte si lavano i denti ma più del 60 per cento delle persone non va dal dentista neanche una volta all’anno. Il mercato dell’igiene orale rappresenta quindi per il farmacista un’opportunità professionale di consiglio qualificato e anche di mercato.

«Tre miliardi e mezzo di persone nel mondo soffrono di malattie orali croniche e progressive che iniziano nella prima infanzia e proseguono fino alla senilità», ha spiegato Fabio Angelini, igienista dentale. «La parodontite, per esempio, è una malattia infiammatoria cronica multifattoriale associata a una disbiosi del biofilm orale. Il biofilm deve sempre essere disgregato meccanicamente e lo scovolino è lo strumento più adatto, ma quanti lo usano con regolarità?».

È necessario conoscere bene la correlazione tra salute orale e patologie, le caratteristiche dei prodotti a disposizione, le tecniche di spazzolamento. Angelini ha raccontato quanto sia importante, per esempio, consigliare alle donne in gravidanza i prodotti giusti per pulire gli spazi interdentali e quando in caso di reflusso esofageo sia opportuno utilizzare schiuma per remineralizzare il dente. E poi si è raccomandato di fare attenzione al coefficiente di abrasività dei dentifrici, così come al numero di setole degli spazzolini: più sono, più risultano efficaci. E poi, con una dimostrazione pratica, ha mostrato ai farmacisti come vada utilizzato correttamente lo spazzolino.

Alessandra Frontini di Iqvia ha raccontato che il mercato dell’igiene orale in farmacia vale 327 milioni di euro (+3 per cento rispetto al 2023): «Una farmacia su 10 fa più di 30.000 euro di fatturato annuo, in media le farmacie fatturano 16.000 euro».

Sono valori migliorabili: Frontini ha spiegato che se si tolgono i prodotti per le infezioni del cavo orale e le protesi per dentiere, in farmacia rimangono 158 milioni. Il mercato si è spostato verso la Gdo: «C’è però predisposizione a spendere per questi prodotti se un professionista della salute propone soluzioni di qualità».

«Voi avete la capacità di guidare le persone verso un miglioramento del loro stato fisico, nel libero servizio questa possibilità non c’è. Esiste un potenziale inespresso della farmacia in questo mercato», ha detto Paolo Saggiorato di Curaprox. Un esempio? L’analisi di Iqvia su 1.030.610 scontrini di 15.000 farmacie tra settembre e ottobre: «Abbiamo cercato negli scontrini con dentifrici se c’era anche lo spazzolino, che andrebbe cambiato ogni tre mesi», ha spiegato Frontini. «L’11 per cento solo aveva anche lo spazzolino e il 7 per cento degli scontrini con dentifricio aveva anche il collutorio».

«Abbiamo quindi un mercato potenziale derivante dall’opportunità di affiancare la salute orale con la salute sistemica, c’è fiducia nel farmacista», ha concluso Saggiorato. «C’è disponibilità di spesa per un consiglio di valore ed è importante che il farmacista punti su prodotti di qualità che sono esclusiva del canale».

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