In prima linea contro la violenza di genere
L’INIZIATIVA
In prima linea contro la violenza di genere
Siglato il protocollo d’intesa che istituzionalizza il ruolo delle farmacie, integrandosi con il progetto Mimosa. Firmatari, oltre alla ministra Eugenia Roccella, l’associazione Farmaciste Insieme, Fofi, Federfarma, Assofarm e FarmacieUnite
29 maggio 2025
di Rossella Gemma
Il progetto Mimosa, che da oltre un decennio vede le farmacie impegnate sul fronte della prevenzione e contrasto della violenza di genere, entra a pieno titolo nelle strategie nazionali a tutela delle donne maltrattate. Con un protocollo siglato il 28 maggio alla Camera dei deputati, il ministro della Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità, Eugenia Roccella, affida a farmacisti e farmaciste un ruolo ancora più chiaro: diventare punto di primo ascolto, orientamento e supporto per le donne che chiedono aiuto. «Il mondo delle farmacie può giocare un ruolo cruciale – ha dichiarato Roccella – si tratta di strutture capillarmente distribuite sul territorio, frequentate spesso da persone in condizioni di fragilità, e animate da personale qualificato nel quale è naturale, per il cittadino, riporre fiducia. I farmacisti possono dunque cogliere meglio di altri le situazioni di pericolo e orientare le donne perché chiedano tempestivamente aiuto, attraverso i canali e gli strumenti che le istituzioni mettono a disposizione».
Un passaggio tutt’altro che formale
L’accordo suggella infatti la convergenza tra il mondo istituzionale e una rete di presìdi sul territorio che, nella loro quotidianità, sono spesso i primi a incrociare segnali deboli, sguardi bassi, parole non dette. A dare forza a questo modello, non è la retorica dell’essere “sentinelle”, ma la concretezza di un’interazione umana che, se formata e consapevole, può davvero fare la differenza.
A firmare l’intesa, accanto alla ministra Roccella, anche Fofi, Federfarma, Assofarm, FarmacieUnite e l’associazione Farmaciste Insieme, promotrice del progetto. Tutto nasce da una spinta politica dell’onorevole Marta Schifone, farmacista e parlamentare, che da anni lavora per tradurre il potenziale sociale delle farmacie in strumenti concreti di tutela. «Come farmacista, ancor prima che come parlamentare, so quanto una farmacia possa fare la differenza nella vita di una donna», afferma Schifone. «Con questo protocollo creiamo una rete strutturata, capillare, in grado di intercettare situazioni di fragilità anche quando restano in silenzio. Ogni farmacia diventa un presidio umano, non solo sanitario. Un presidio che ascolta e orienta».
Un modello di riferimento
Il protocollo punta a rafforzare e ampliare quanto già messo in campo dal progetto Mimosa: formazione mirata per farmacisti, materiali informativi, e una rete di riferimento che ruota attorno al numero verde 1522, attivo h24, gestito dal Dipartimento per le Pari Opportunità.
Angela Margiotta, presidente di Farmaciste Insieme, sottolinea l’evoluzione di un impegno nato dal basso: «Quando abbiamo cominciato, dieci anni fa, sembrava un’intuizione isolata. Oggi è diventata un modello. La farmacia può essere un luogo dove una donna trova accoglienza, ascolto e le informazioni giuste per reagire. Non serve essere eroi: basta essere preparati, presenti, capaci di cogliere un segnale. Con questo protocollo si rafforza la formazione, ma soprattutto il riconoscimento del nostro ruolo».
Il riconoscimento di un ruolo
Per il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, questo protocollo rappresenta un tassello concreto di una strategia più ampia: «La rete delle farmacie – per capillarità, autorevolezza e quotidianità del contatto umano – è una delle risorse più preziose che abbiamo a disposizione nel contrasto alla violenza di genere. È nei luoghi familiari, in quelli che non fanno paura, che si possono cogliere i segnali più sottili. La farmacia è uno di questi. In questo senso, il protocollo Mimosa è un esempio virtuoso di collaborazione tra istituzioni e società civile: non solo perché valorizza chi è già sul campo, ma perché costruisce uno spazio concreto in cui prevenzione e cura si intrecciano». Un punto su cui concorda anche il presidente FOFI Andrea Mandelli: «La farmacia è prossimità vera. Siamo presenti ovunque, ascoltiamo ogni giorno storie non dette. Questo protocollo ci mette nelle condizioni di trasformare quell’ascolto in azione. Non è solo sanità: è vicinanza civile».
Sulla stessa linea anche Marco Cossolo, presidente Federfarma: «La farmacia è un luogo di fiducia. Chi entra da noi si aspetta attenzione. Questo protocollo non aggiunge un compito, ma riconosce una funzione che già svolgiamo: quella di punto di riferimento, anche per chi non ha voce. È una responsabilità che accogliamo con convinzione».
Formazione e informazione
Il protocollo ha il patrocinio della Fondazione Francesco Cannavò e di Fenagifar, e il supporto dell’Associazione Giornaliste Italiane, da sempre attiva per la parità di genere anche nella narrazione pubblica.
L’intesa prevede campagne congiunte di informazione, iniziative di formazione e una forte azione di sensibilizzazione, veicolata anche attraverso i canali istituzionali dei firmatari. Il risultato è un’alleanza tra istituzioni e territorio, tra professionisti della salute e donne che cercano ascolto. Un’alleanza che, da oggi, ha basi più solide e una prospettiva di lungo periodo.

