Servizi in Puglia, successo per la telecardiologia
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Servizi in Puglia, successo per la telecardiologia
Più di 13.000 esami cardiologici con telemedicina in meno di due mesi: le ragioni del successo raccontate dal presidente di Federfarma Puglia, Vito Novielli
3 luglio 2025
di Carlo Buonamico
Partita da poche settimane, la sperimentazione del servizio di telecardiologia nelle farmacie pugliesi ha già raggiunto numeri significativi: oltre 13.200 esami erogati, in gran parte holter cardiaci e pressori. Un progetto che sta dimostrando il valore della sanità di prossimità, con un’adesione crescente delle farmacie, anche in aree rurali. In questa intervista con il presidente di Federfarma Puglia, Vito Novielli, facciamo il punto sull’impatto, le criticità e le prospettive future del servizio.
Quali sono i numeri che avete registrato nelle prime settimane di avvio della telecardiologia nelle farmacie che hanno aderito all’erogazione di questo nuovo servizio?
I numeri crescono settimana dopo settimana. Al 22 giugno scorso gli esami di telecardiologia erogati erano circa 13.200. L’80 per cento di questi è rappresentato da holter, cardiaci e pressori. Mi permetto di sottolineare questa elevata incidenza degli holter perché è essa stessa indice del fatto che di questi esami, rivolti a soggetti con patologia già diagnosticata o in fase di diagnosi, c’è un grande bisogno nella nostra così come nelle altre Regioni, a causa delle lunghe liste d’attesa esistenti purtroppo nella medicina territoriale. La farmacia, grazie alla prossimità e alla capillarità, riesce a rispondere abbastanza bene a questa esigenza, aiutando i pazienti ad avere un referto medico in modo veloce.
Qual è stato l’impatto più significativo che avete osservato finora nel coinvolgimento delle farmacie locali nel progetto di telemedicina?
Sono 680 su 1.280 le farmacie della Puglia che partecipano alla sperimentazione dei servizi di telecardiologia; una percentuale decisamente buona, spalmata sull’intero territorio regionale. Sono 220 a Bari, sono 70 nella provincia Barletta-Andria-Trani, 83 a Brindisi, 79 a Foggia, 100 a Taranto. È una presenza non concentrata in un’area specifica, né solo nelle grandi città, ma è una adesione diffusa sul territorio.
L’impatto è importante: si tratta di un servizio molto atteso dalla popolazione. Le farmacie che hanno aderito già svolgevano un’attività di telecardiologia, ma in un regime privatistico, a carico del cittadino. La sperimentazione in regime convenzionato non ha avuto grossi impatti di natura tecnica se non per l’implementazione della piattaforma e nella gestione della burocrazia collegata al servizio: dalla raccolta dei consensi alla prescrizione con ricetta rossa cartacea da parte del medico di medicina generale.
L’impatto di gestione sulla farmacia c’è stato, è inutile negarlo, però le farmacie sono sufficientemente organizzate per poter reggere. Si tratta di bilanciare il peso dei nuovi servizi con la loro sostenibilità, che dipende in parte dalla remunerazione e in parte anche dall’organizzazione interna che la farmacia si dà. In queste prime settimane in cui è attivo il servizio, per produrre questi numeri stiamo parlando di una media di circa 20 test a farmacia, circa un test al giorno. Per le farmacie più organizzate è solo un problema di divisione dei compiti, gestione del personale. Però l’impatto è assolutamente positivo, prova ne è che il numero delle farmacie è crescente.
Oggi aderisce all’erogazione dei servizi di telecardiologia circa la metà delle farmacie pugliesi: sono localizzate principalmente in città o anche in aree rurali o periferiche? Cosa manca per un’adesione ancora più numerosa?
Bisogna semplificare le procedure pratiche per l’erogazione dei servizi di telecardiologia. In realtà le farmacie che hanno aderito a questa sperimentazione sono 840, ma quelle attive sono 680. Dietro a questa differenza si nascondono probabilmente difficoltà di procedura, scarsa collaborazione tra i vari operatori sanitari, qualche difficoltà di natura logistica, il fatto che qualche provider non ha ancora aderito. Si tratta di criticità che nella fase della sperimentazione ci possono anche stare, e che probabilmente saranno superate con il tempo. Ne è testimonianza che il numero di farmacie aderenti e il numero di servizi erogati è in progressione positiva settimana per settimana.
Visto il successo del progetto, sono previsti ulteriori sviluppi o estensioni per ampliare i servizi di telemedicina offerti dalle farmacie, magari includendo altri tipi di esami o nuove tecnologie?
Sono allo studio anche meccanismi di estensione perché la telemedicina può offrire delle opportunità, in particolare per zone di difficile raggiungimento. Sono in corso degli approfondimenti sulla teledermatologia e sulla spirometria, che peraltro è un servizio che era stato anche accennato nella farmacia dei servizi, ma che però ha trovato finora scarsa applicazione. Vedremo nel prossimo futuro.

