Torna “Il futuro è dei bambini”
L'INIZIATIVA
Torna “Il futuro è dei bambini”

Quinta edizione nelle farmacie dell’iniziativa di Fondazione Veronesi e Federfarma di raccolta fondi e comunicazione sulle patologie oncologiche pediatriche
12 febbraio 2026
di Laura Benfenati
«Quando devi affrontare sfide come la malattia oncologica di un figlio vai a fondo ma poi risali, perché altro non puoi fare»: nel video proiettato all’inizio della conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa “Il futuro è dei bambini”, le parole di una mamma colpiscono al cuore. «La ricerca – spiega – dà speranza a chi si trova in momenti così difficili».
Ed è proprio grazie alla ricerca che l’aspettativa di vita media di chi è colpito da una patologia oncologica è radicalmente cambiata, come ha ricordato il presidente di Federfarma Marco Cossolo: «Le farmacie prima di essere impresa sono presidi sociosanitari del territorio e con questa iniziativa possiamo spiegare a tutti quanto sia importante la ricerca e quanto i farmacisti possano essere vicini ai pazienti che affrontano questi percorsi di cura. Collaborare con la Fondazione Veronesi è un’opportunità alla quale aderiamo con entusiasmo: come Federfarma daremo inoltre un contributo alla raccolta fondi».
I progressi della ricerca
«Oggi, grazie ai progressi resi possibili da iniziative delle ricerca, più dell’80 per cento dei pazienti colpiti da neoplasia pediatrica guarisce», ha spiegato Franco Locatelli, professore ordinario di Pediatria all’Università Cattolica del Sacro Cuore e responsabile dell’area di Oncoematologia pediatrica e Terapia cellulare e genica dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. «Ci sono però particolari forme tumorali in cui queste percentuali sono più basse. Il tumore solido extracranico noto come neuroblastoma, per esempio, che colpisce nel nostro Paese 120-130 bambini all’anno, nel 50 per cento dei casi si manifesta già con metastasi e con lesioni molecolari predittive di un esito nefasto della cura. Con approcci convenzionali, in presenza di ricadute refrattarie le percentuali di guarigione sono molto basse».
Una speranza però in questi casi arriva dalla ricerca e in particolare dalle Cellule Car T che, modificate geneticamente in laboratori dedicati e infuse, aggrediscono selettivamente con grande efficacia il bersaglio tumorale. «In 54 pazienti con questa terapia abbiamo visto quintuplicata la probabilità di cura», sottolinea Locatelli. «Il nostro obiettivo però è non limitare al Bambino Gesù queste cure ma traslare questi risultati su una scala multicentrica europea. Si tratta di un’iniziativa di altissimo profilo umano e sociale e auspichiamo che questa terapia sia riconosciuta a livello regolatorio. Guarire un bambino significa guarire un’intera famiglia».
Concetta Quintarelli, responsabile dell’Unità di Ricerca di Terapia genica dei tumori presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, ha ribadito che si vogliono portare questi prodotti di ricerca avanzata a 13 ospedali in Europa: «Si tratta di farmaci sicuri ed efficaci, paziente specifici. Con la terapia genica trasformiamo i linfociti T dei nostri pazienti con recettori chimerici che trovano la cellula tumorale e la eliminano. Con questo nuovo studio clinico coinvolgiamo altri ospedali e l’obiettivo è far autorizzare questi farmaci nei diversi Stati membri della Comunità europea».
Un mese di campagna nelle farmacie
«La ricerca scientifica si fa con le idee», ha spiegato Monica Ramaioli, direttore generale Fondazione Umberto Veronesi ETS. «Umberto Veronesi non ha visto, come sperava, un mondo senza cancro ma diceva sempre che chi verrà dopo di noi lo vedrà. Noi continuiamo a portare avanti progetti ambiziosi con ottimi risultati nella riduzione dell’impatto della malattia oncologica ma anche nel promuovere la prevenzione e la sensibilizzazione. In questo la capillarità e il ruolo sociale delle farmacie ci possono aiutare molto».
La campagna sarà attiva in tutte le farmacie aderenti dal 15 febbraio al 15 marzo: «Chiederemo ai colleghi – ha spiegato il tesoriere di Federfarma Clara Mottinelli – di esporre la locandina e di sensibilizzare i pazienti sul fatto che i farmacisti possono essere di grande supporto a chi è colpito da patologia oncologica e alla famiglia. Avremo a disposizione dei braccialetti per i quali si chiede un contributo minimo di tre euro, da inserire in un apposito box».
«Le farmacie possono fare tanto», ha concluso il vicepresidente di Federfarma Alfredo Procaccini: aderite numerosi.