Genitorialità e professione
PREVIDENZA E ASSISTENZA
Genitorialità e professione

Dai contributi economici ai rimborsi per l’infanzia: gli strumenti dell’Ente a supporto delle famiglie dei farmacisti. Ce ne parla il dirigente del Servizio Contributi e prestazioni Enpaf Paolo Giuliani
Una rubrica pensata per fornire ai farmacisti una serie di informazioni molto pratiche sugli strumenti e i servizi che offre l’Enpaf – Ente Nazionale Previdenza e Assistenza Farmacisti. Tutte le puntate qui
16 aprile 2026
di Paolo Giuliani,
dirigente del Servizio Contributi e prestazioni Enpaf
Diventare genitori è una delle esperienze più importanti della vita. Ma per chi esercita una professione, spesso in forma autonoma, l’arrivo di un figlio può comportare anche nuove esigenze organizzative ed economiche. È in questo contesto che si colloca il contributo a sostegno della genitorialità, una delle iniziative assistenziali più recenti introdotte da Enpaf.
La misura è stata avviata a settembre 2024 e, a gennaio 2026, è stata già oggetto di alcune modifiche con l’obiettivo di ampliare la platea dei beneficiari. I numeri delle prime erogazioni mostrano un interesse significativo: dalla sua introduzione il contributo è stato erogato a 629 iscritti, per una spesa complessiva di circa 635mila euro. Per rafforzare l’iniziativa, sempre a gennaio 2026 l’Enpaf ha stanziato ulteriori 500mila euro.
Come avviene per tutte le prestazioni assistenziali dell’Ente, l’accesso è collegato alla situazione economica del richiedente, valutata attraverso l’Isee, oggi punto di riferimento dell’intero sistema di welfare pubblico. Il limite massimo previsto dal regolamento Enpaf è fissato a 35mila euro.
Il contributo, compatibile con il “bonus bebè” erogato dall’Inps, è riconosciuto alle farmaciste e ai farmacisti che esercitano la professione, sia in forma autonoma sia con contratto di lavoro dipendente, e che siano diventati genitori naturali o adottivi.
La domanda deve essere presentata entro il primo anno di vita del bambino oppure, in caso di adozione o affidamento preadottivo, entro un anno dall’ingresso del minore nel nucleo familiare. Al momento della richiesta è necessario risultare iscritti all’Enpaf, avere almeno tre anni di anzianità assicurativa ed essere in regola con i versamenti contributivi. L’importo della prestazione è di 1.000 euro, che diventano 1.500 euro in caso di parto gemellare o di adozione o affidamento plurimi.
Gli altri contributi per le famiglie
Il contributo per la genitorialità si inserisce in un sistema più ampio di interventi assistenziali pensati per favorire la conciliazione tra vita professionale e vita familiare.
Accanto all’indennità di maternità prevista dalla legge – che l’Enpaf eroga alle iscritte quando non beneficiano di una tutela analoga da parte dell’Inps – la Sezione Assistenza prevede anche il rimborso parziale delle spese per l’asilo nido e la scuola dell’infanzia. Il rimborso copre il 60 per cento delle spese per Isee fino a 20mila euro e il 50 per cento per Isee compresi tra 20mila e 35mila euro.
Particolare attenzione è riservata anche alle situazioni di disabilità grave. Se il figlio ha meno di 21 anni, è possibile ottenere il rimborso delle spese direttamente collegate alla condizione di disabilità, con percentuali analoghe a quelle previste per i servizi educativi (asili nido e scuole dell’infanzia). Se invece l’età è superiore ai 21 anni, l’Enpaf riconosce un sussidio continuativo mensile, erogato su 13 mensilità, di importo compreso tra 546 e 655 euro, modulato in base all’Isee.
Un capitolo meno conosciuto riguarda infine la tutela del reddito delle farmaciste in gravidanza, in particolare per chi svolge l’attività in regime di lavoro autonomo. In questi casi l’Enpaf può intervenire per compensare la perdita di reddito derivante dalla necessità di sospendere temporaneamente l’attività professionale nel periodo che precede quello coperto dall’indennità di maternità prevista dalla legge. Il riferimento è al totale delle fatture emesse nei dodici mesi precedenti e la copertura della perdita di reddito può variare dal 30 per cento al 50 per cento, sempre in relazione alla fascia Isee.
Una misura ulteriore riguarda le titolari di farmacia o parafarmacia che, durante il periodo di maternità, abbiano dovuto assumere un collaboratore per garantire la continuità del servizio: anche in questo caso la Sezione Assistenza può contribuire alla copertura degli oneri sostenuti.
Si tratta di interventi diversi tra loro, ma accomunati dallo stesso obiettivo: affiancare gli iscritti nelle fasi della vita professionale in cui il sostegno può fare la differenza.
Tutti i requisiti, le modalità di accesso e i dettagli delle prestazioni sono disponibili sul sito istituzionale dell’Enpaf.