Dolore cronico, la farmacia lombarda rafforza le competenze
LA FORMAZIONE
Dolore cronico, la farmacia lombarda rafforza le competenze
Un’indagine e un corso FAD promossi da Fondazione Muralti e Fondazione Nora e Alberto Gentili mostrano il forte interesse delle farmacie per il tema della gestione del dolore. Coinvolti centinaia di professionisti, con un netto miglioramento delle competenze su oppioidi, cannabis terapeutica e presa in carico territoriale
28 maggio 2026
a cura della Redazione
La gestione del dolore cronico passa sempre più anche dalla farmacia di comunità. È quanto emerge dai risultati di un’indagine e di un percorso formativo ECM promossi in Lombardia da Fondazione Muralti e Fondazione Nora e Alberto Gentili, con il supporto organizzativo del Gruppo Passoni e con il contributo incondizionato di EG STADA, Farmalabor e Molteni Farmaceutici, i cui risultati sono stati presentati a Milano nel corso di un incontro dedicato al ruolo del farmacista nella presa in carico dei pazienti con dolore.
Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, il dolore cronico interessa oltre 10 milioni di italiani. In questo contesto, la farmacia rappresenta spesso il primo presidio sanitario a cui il cittadino si rivolge per informazioni, orientamento e supporto nella gestione terapeutica. Da qui la necessità di rafforzare le competenze professionali dei farmacisti e consolidare la collaborazione con il medico di medicina generale.
Il sondaggio preliminare realizzato dalle due Fondazioni aveva evidenziato un forte interesse verso il tema. L’82,6 per cento dei farmacisti coinvolti dichiarava di verificare sempre o quasi sempre se il paziente soffrisse di dolore acuto o cronico. Più della metà degli intervistati (55,1 per cento) si riteneva già preparata a fornire consigli, ma desiderosa di approfondire il corretto percorso diagnostico-terapeutico. Più limitate, invece, le conoscenze relative all’impiego di oppioidi forti e cannabis terapeutica, considerate prevalentemente di base rispettivamente dal 63,6 per cento e dal 43,9 per cento dei partecipanti.
Per rispondere a queste esigenze, le due Fondazioni hanno attivato un corso FAD gratuito che ha registrato 585 iscritti tra i farmacisti lombardi; 386 hanno completato il percorso formativo. I risultati mostrano un incremento significativo delle competenze: la buona conoscenza della Legge 38 è salita dal 13,6 al 91,2 per cento; quella relativa agli oppioidi forti dal 34,1 al 93,1 per cento; le competenze sulla cannabis terapeutica dall’8 al 91 per cento; mentre la conoscenza dei Serd è passata dall’8,3 all’84,8 per cento.
L’iniziativa ha ottenuto un gradimento del 97 per cento tra i partecipanti, a conferma dell’interesse crescente verso un ambito che, nella pratica quotidiana, coinvolge sempre più spesso il farmacista. La farmacia, sottolineano i promotori, può avere un ruolo importante nell’intercettare precocemente il dolore, educare all’uso corretto dei farmaci, monitorare l’aderenza terapeutica e indirizzare il paziente verso il medico quando necessario.
«Il progetto formativo sviluppato con Fondazione Nora e Alberto Gentili intendeva offrire una risposta concreta alle necessità espresse dai farmacisti, approfondendo anche temi complessi come l’impiego di oppioidi e cannabinoidi terapeutici», spiega Manuela Bandi, direttrice della Fondazione Muralti. «Il riscontro ottenuto è stato molto positivo e ciò conferma quanto il tema sia particolarmente sentito dai colleghi».
Per Marta Gentili, presidente della Fondazione Nora e Alberto Gentili, «il dolore cronico ha un impatto profondo sulla qualità della vita delle persone e richiede una risposta assistenziale che tenga conto dei reali bisogni dei pazienti». La presidente sottolinea inoltre il valore del modello di presa in carico della rete ospedale-territorio e il contributo che il farmacista può offrire «in modo importante all’orientamento, al supporto e all’accompagnamento delle persone che convivono con il dolore».
Sulla stessa linea anche Annarosa Racca, presidente Federfarma Lombardia, secondo cui «potenziare le competenze dei nostri professionisti su questo fronte significa rafforzare il ruolo della farmacia nella rete territoriale, la sua capacità di offrire un valido aiuto alla persona che soffre e di porsi come partner strategico del medico di medicina generale e dello specialista, come previsto dalla stessa farmacia dei servizi».
Infine, Pierangelo Lora Aprile, segretario scientifico Simg, evidenzia la necessità di una “alleanza di processo” tra medici di medicina generale e farmacisti: «Dalla farmacia che solo “dispensa” si passa alla farmacia che anche “intercetta”, diventando vero e proprio sensore sul territorio, in rete con la medicina generale».
