Una nuova rete territoriale contro la violenza di genere
L’INIZIATIVA
Una nuova rete territoriale contro la violenza di genere
Il “Progetto Mimosa Lombardia” sperimenta una rete strutturata in farmacia per orientare le donne vittime di abusi. Grazie a una formazione mirata e alla sinergia con istituzioni e associazioni, i farmacisti offrono una risposta di prossimità intercettando i segnali di disagio sul territorio
2 luglio 2026
di Claudio Buono
La Lombardia diventa il primo territorio a sperimentare un nuovo modello di presa in carico delle donne vittime di violenza che mette al centro la farmacia di comunità. Presentato di recente a Palazzo Pirelli a Milano, il “Progetto Mimosa Lombardia”, promosso dall’associazione Farmaciste Insieme e coordinato da Patrizia Prezioso, inaugura una nuova fase del progetto pilota nazionale. Si amplia l’iniziativa attiva da oltre quindici anni nelle farmacie italiane, che ora affianca all’attività di ascolto, informazione e orientamento una rete strutturata di collaborazione tra professioni sanitarie, istituzioni, associazioni civiche, Terzo Settore e mondo dello sport per rafforzare prevenzione e presa in carico delle persone più fragili.
Con il Progetto Mimosa, la farmacia entra a far parte di una rete territoriale strutturata, nella quale ogni attore contribuisce con le proprie competenze a costruire percorsi di prevenzione, ascolto e presa in carico sempre più efficaci. L’obiettivo è favorire una collaborazione stabile tra professionisti della salute, istituzioni e servizi territoriali affinché nessuna richiesta di aiuto resti inascoltata. L’iniziativa si inserisce nel percorso avviato con il Protocollo d’intesa per la prevenzione e il contrasto della violenza contro le donne, sottoscritto nel 2025 da Farmaciste Insieme assieme a Fofi, Federfarma, Assofarm, Farmacie Unite e alla ministra per la Famiglia, la natalità e le pari opportunità. Eugenia Roccella.
Le farmaciste e i farmacisti che hanno aderito alla sperimentazione hanno seguito uno specifico percorso formativo realizzato insieme agli esperti della rete antiviolenza, acquisendo strumenti per riconoscere i segnali di disagio, accogliere in sicurezza eventuali richieste di aiuto e orientare correttamente le donne verso i percorsi di supporto più appropriati. Nelle farmacie aderenti saranno inoltre disponibili una locandina con QRCode e l’app Free Bees, che permette di accedere in modo semplice e riservato a numeri utili, centri antiviolenza, servizi territoriali e informazioni dedicate alle donne che vivono situazioni di difficoltà.
La principale novità del progetto è la nascita del Board “Insieme Lab – Laboratorio delle reti territoriali”, un tavolo permanente di confronto che riunisce Fondazione Ospedale Niguarda, ANDI (Associazione nazionale dentisti italiani), FNOPI Lombardia (Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche), Cittadinanzattiva Lombardia, UISP (Unione italiana port per tutti) e Federazione Motociclistica Italiana – Comitato Regionale Lombardia, con l’obiettivo di condividere competenze ed esperienze, individuare bisogni emergenti, promuovere una cultura del rispetto e sviluppare modelli di collaborazione replicabili anche in altri territori.
«In questi anni abbiamo capito quanto sia importante offrire alle donne non solo informazioni, ma anche ascolto e orientamento», ha dichiarato Angela Margiotta, presidente di Farmaciste Insieme. «Con il progetto pilota Lombardia compiamo un ulteriore passo avanti, costruendo un’alleanza stabile in cui professioni sanitarie, istituzioni, associazioni e mondo dello sport lavoreranno insieme per condividere buone pratiche, rafforzare la rete territoriale affinché nessuna donna venga lasciata sola».
Per Clara Mottinelli, tesoriere nazionale di Federfarma e delegata regionale di Farmaciste Insieme Lombarda, «la sperimentazione nella nostra Regione rappresenta un laboratorio nazionale di buone pratiche nel quale il farmacista, pur senza sostituirsi ai centri antiviolenza o agli operatori specializzati, diventa un anello formato e consapevole della rete di supporto, offrendo ascolto, informazioni corrette e orientamento verso i servizi competenti, facilitando l’accesso ai percorsi di aiuto».
Un ruolo confermato anche da Annarosa Racca, presidente di Federfarma Lombardia, che ha ricordato come «le oltre 3.000 farmacie lombarde costituiscano una rete capillare capace di trasformare la prossimità in una risorsa sociale oltre che in un concreto strumento di sostegno alle donne».
Dello stesso avviso Federico Romani, presidente del Consiglio regionale della Lombardia, secondo cui «le farmacie sono luoghi di fiducia in cui spesso emergono per prime situazioni di difficoltà». Per Romani, «la forza del progetto risiede nella capacità di portare l’aiuto nei luoghi che le persone frequentano ogni giorno, dove il farmacista può cogliere precocemente segnali di fragilità».
A confermare il sostegno delle istituzioni regionali è stata l’assessore Elena Lucchini, che ha definito il coinvolgimento delle farmacie «un tassello fondamentale della rete territoriale di prevenzione e contrasto alla violenza di genere», sottolineando come il progetto metta al centro non solo competenze professionali, ma anche umanità e vicinanza.
Per Emanuele Monti, presidente della Commissione Welfare del Consiglio Regionale, le farmacie della Lombardia rappresentano da tempo un presidio di fondamentale valore sociale. Monti ha inoltre richiamato i percorsi sviluppati in collaborazione con la Regione per garantire ai cittadini servizi sempre più accessibili e una presenza capillare sul territorio.
L’iniziativa è sostenuta anche da aziende impegnate nella responsabilità sociale, tra cui EG STADA Group, Banca Credifarma e Chiesi Italia, che hanno scelto di affiancare Farmaciste Insieme nella costruzione di una rete di prossimità sempre più efficace e nella promozione di una cultura fondata sul rispetto, sull’inclusione e sulla tutela delle persone.


