n. 75 2/2026
EDITORIALE
n. 75 2/2026
L’innovazione che valorizza la professione
Quando ebbi l’occasione di coordinare il lavoro editoriale della rivista per farmacisti dell’allora gloriosa Utet ero laureata da pochi anni e, consapevole che di sola chimica farmaceutica al banco non si vive, puntai subito sull’aggiornamento professionale. Riempii dunque il giornale di articoli di farmacologia, patologia, fitoterapia, alimentazione ecc. Ricordo ancora con un sorriso il direttore marketing di un’azienda farmaceutica importante che a Verona – allora c’erano le Giornate farmaceutiche – mi disse: «Al farmacista titolare questi argomenti non interessano, devi puntare sulla gestione, sul marketing…».
Sono passati quasi trent’anni da quei giorni, ci sono stati i passaggi generazionali in quasi tutte le farmacie, i giovani titolari si appassionano alla gestione della farmacia probabilmente più dei loro genitori e questo è un bene per l’andamento delle loro aziende. È tempo però di tornare alla professione: un farmacista deve essere innanzitutto un buon farmacista, altrimenti poteva laurearsi in economia.
Per questo dedichiamo il numero all’innovazione digitale, all’intelligenza artificiale, alla tecnologia: sono strumenti preziosi per consentire ai colleghi di tornare a essere prima di tutto farmacisti. La carenza di collaboratori riporterà al banco anche i titolari che non ci stanno da tempo e tutto quello che può essere fatto da chi la laurea non ce l’ha andrà delegato. A persone o a strumenti. Già accade, lo leggete nelle testimonianze dei farmacisti sull’utilizzo dell’automazione o di un gestionale evoluto: il guadagno di tempo di qualità, quindi da dedicare alla professione, è reale, quotidiano. E questo tempo di qualità consente sviluppo, crescita sia del Paese sia delle singole aziende. Nell’articolo di Matteo Polistina a pagina 10 si legge: “Secondo i modelli proprietari di TEHA Group, l’AI è in grado di generare in Italia un aumento di produttività potenziale pari al 18,2 per cento del Pil: circa 386 miliardi di euro di valore aggiunto all’anno, equivalente al Pil della Lombardia e superiore all’intero valore aggiunto del manifatturiero nazionale”. Polistina spiega anche che entro il 2040 l’Italia perderà circa 3,7 milioni di occupati, un calo di oltre il 15 per cento rispetto ai circa 24 milioni del 2025. Senza la tecnologia non c’è futuro e senza l’uomo non c’è cura. In una nazione che invecchia e con un Sistema sanitario in affanno è bene tenerlo a mente. Ce lo spiega Fabrizio Zenobii nell’articolo in cui racconta l’innovazione partendo dall’Enciclica di Papa Leone XIV: “Una macchina può consegnare; non può prendersi cura. E qui c’è ciò che mi dà speranza, perché dice che il muro tiene…”.
Prendersi cura sarà un lavoro sempre più prezioso e insostituibile e la formazione professionale dovrà essere intensa e costante per tutta la vita lavorativa. Un titolare ci ha raccontato di aver acquistato per sé e per tutti i suoi collaboratori il libro appena uscito di Sergio Cattani “Farmacia clinica di comunità. Le piccole patologie al banco. Guida pratica: anatomofisiologia, patologie, farmaci e altri rimedi. Il ruolo del farmacista” (Editrice Esculapio). «Sono 416 pagine ricche di schemi e riferimenti pratici: il libro nasce direttamente dall’esperienza quotidiana del banco, con l’obiettivo prioritario di fornire al farmacista tutti gli strumenti necessari per esercitare il proprio ruolo con una rinnovata e piena consapevolezza clinica», ci ha detto Sergio, che collabora da tempo con la nostra testata con due rubriche molto seguite dai colleghi.
La farmacia ultimamente viene attaccata in modo profondamente ingiusto da giornalisti spinti più da ideologie che da amore di verità ma il bravo farmacista c’è da 800 anni e ci sarà sempre. L’innovazione tecnologica lo aiuterà, cambierà probabilmente il suo lavoro quotidiano ma l’essenza della professione – la cura competente, affidabile e accogliente – sarà sempre indispensabile.

LAURA BENFENATI
Direttore Responsabile, farmacista e giornalista professionista, da anni direttore delle più note riviste del settore
