Verso l’allineamento con l’Europa
L’OMEOPATIA
Verso l’allineamento con l’Europa
A Palazzo Madama un confronto tra istituzioni, imprese dell'omeopatia e mondo scientifico delinea le prospettive di sviluppo del comparto. Al centro del dibattito, la necessità di allineare la legislazione nazionale a quella UE per garantire informazioni trasparenti e poter avere foglietti illustrativi chiari
16 luglio 2026
a cura della Redazione
Si è tenuta al Senato, su iniziativa del senatore Giovanni Satta, la conferenza stampa “La medicina omeopatica in Europa e in Italia. Quadro normativo, orientamenti e prospettive di riforma”. L’incontro ha delineato la volontà comune di avviare un percorso di armonizzazione della normativa italiana con quella europea per assicurare ai cittadini un’informazione più chiara, a partire dall’introduzione del foglietto illustrativo per i medicinali omeopatici.
Satta ha aperto i lavori ponendo l’accento sulla responsabilità delle istituzioni dinanzi a un fenomeno di portata sociale. «Quando milioni di cittadini ricorrono a questi medicinali, è dovere delle istituzioni promuovere un confronto serio, basato sulla ricerca, sulla trasparenza e sulla tutela del paziente», ha dichiarato, rimarcando come la politica debba farsi carico di favorire un dialogo costruttivo e privo di preconcetti tra la comunità scientifica e gli attori industriali.
Un’apertura significativa è giunta dal sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, che ha affrontato il tema della trasparenza informativa. Gemmato ha evidenziato come l’allineamento della legislazione del nostro Paese a quella comunitaria rappresenti un passaggio non più rimandabile, mirato a concedere anche ai pazienti italiani la possibilità di accedere a foglietti illustrativi completi e dettagliati, analogamente a quanto già avviene in altri Stati membri dell’Unione. Il sottosegretario ha ricordato che, con oltre 10 milioni di connazionali che hanno assunto prodotti omeopatici nell’ultimo anno, il comparto riveste una rilevanza tale da non poter essere considerato marginale o trascurabile. In quest’ottica, Gemmato ha menzionato l’attivazione di un tavolo di confronto ad hoc presso il Ministero della Salute – esteso anche all’ambito degli integratori alimentari – istituito per rafforzare la vigilanza e definire una cornice regolatoria più lineare e trasparente.
A moderare il dibattito è stato Alessandro Pizzoccaro, presidente di Guna, che ha richiamato l’esigenza di un’alleanza strategica tra la politica, la ricerca scientifica e il tessuto produttivo. «Non servono contrapposizioni ideologiche, ma un dialogo fondato sulle evidenze scientifiche e sul diritto dei cittadini a essere informati correttamente», ha argomentato, insistendo sul fatto che lo sviluppo armonioso del settore dipende strettamente da una solida attività formativa. Secondo Pizzoccaro, infatti, qualificare la preparazione di medici, farmacisti e operatori sanitari costituisce il presupposto essenziale per guidare l’evoluzione del mercato e per consentire alle persone di compiere scelte terapeutiche consapevoli.
I numeri e il valore economico del comparto sono stati dettagliati da Silvia Nencioni, presidente di Omeoimprese. L’Italia si colloca attualmente al terzo posto nel panorama europeo, potendo contare su un mercato che genera circa 160 milioni di euro, con 25 aziende attive sul territorio e un indotto occupazionale di circa 2.000 addetti. Nencioni ha presentato i dati emersi dall’indagine Eumetra 2026, la quale rileva che il 97 per cento della popolazione italiana ha familiarità con i rimedi omeopatici, 22,5 milioni di individui li hanno acquistati almeno una volta e ben 10,4 milioni ne hanno fatto uso nell’ultimo anno. «Il dato più significativo è che otto italiani su dieci chiedono informazioni più chiare e trasparenti. La vera sfida oggi non è far conoscere l’omeopatia, ma consentire ai cittadini di comprenderla meglio attraverso un’informazione corretta e completa», ha puntualizzato la presidente dell’associazione industriale.
La rilevanza della validazione scientifica è stata invece posta al centro da Valter Santilli, ordinario di Medicina Fisica e Riabilitativa presso l’Università Sapienza di Roma. Santilli ha rimarcato che l’ampia diffusione dell’omeopatia e della Low Dose Medicine tra milioni di cittadini ed estimatori nella classe medica esige un supplemento di indagine condotto con canoni scientifici di estremo rigore. «La ricerca rappresenta il presupposto fondamentale per ogni evoluzione della medicina», ha spiegato il docente, precisando come l’assenza temporanea di evidenze conclusive non debba essere equiparata a una prova di inefficacia delle cure. Da qui l’auspicio di Santilli per un sostegno strutturato alla ricerca indipendente.
In conclusione, Sergio Bernasconi, già ordinario di Pediatria, ha esposto le evidenze cliniche e precliniche relative alle preparazioni omeopatiche e ai trattamenti della Low Dose Medicine focalizzati sulle molecole segnale, sottolineandone l’elevato profilo di sicurezza e la capacità di proporsi come valide terapie complementari in grado di integrarsi efficacemente con i protocolli convenzionali.



