informazione, partecipazione, condivisione

Farmacia clinica, è il momento di fare rete

LA PROFESSIONE

Farmacia clinica, è il momento di fare rete

Stati generali del farmacista clinico in Lombardia, 9 luglio, Milano
Stati generali del farmacista clinico in Lombardia, 9 luglio, Milano

Riconciliazione terapeutica, medication review, presenza nei reparti e reti regionali: gli “Stati generali del farmacista clinico in Lombardia” hanno delineato il percorso per rendere strutturale una figura considerata strategica per appropriatezza, sicurezza ed efficienza del Servizio sanitario

16 giugno 2026

di Claudio Buono

Dalla riconciliazione terapeutica alla presenza del farmacista nei reparti, passando per i modelli internazionali e i progetti pilota lombardi: l’evento “Stati generali del farmacista clinico in Lombardia”, che si è tenuto lo scorso 9 luglio a Milano, ha delineato una visione condivisa della farmacia clinica come leva strategica per migliorare sicurezza, appropriatezza ed efficienza del Servizio sanitario.

Dopo aver introdotto gli interventi delle autorità e dei relatori invitati, i moderatori della prima delle tre sessioni del convegno Vito Ladisa, direttore della SC Farmacia ospedaliera della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, e Giovanni Ricevuti, docente del Dipartimento di Scienze del farmaco dell’Università degli Studi di Pavia, hanno dato il via ai lavori. Ricevuti, in particolare, ha evidenziato il valore di un approccio multiprofessionale alla cura, sottolineando come «la presenza del farmacista clinico nel team di reparto contribuisca a migliorare sicurezza ed efficacia delle cure, ottimizzando al contempo l’impiego delle risorse sanitarie».

È toccato a Emanuele Monti, presidente della Commissione Welfare della Regione Lombardia, aprire l’incontro ribadendo il ruolo della Lombardia come Regione capofila dell’innovazione sanitaria e l’importanza di valorizzare il farmacista clinico. Monti ha annunciato un ordine del giorno da presentare in Consiglio regionale per sostenere questa figura attraverso progettualità capaci di produrre evidenze scientifiche e modelli organizzativi replicabili, anche in vista di un riconoscimento nazionale.

Francesca Venturini, direttrice della UOC Farmacia dell’Azienda ospedaliera di Padova, ha in seguito illustrato ruolo e funzioni di questa figura sanitaria. La relatrice ha invitato a costruire un linguaggio condiviso per raccontare il valore della professione, che «ha bisogno di essere conosciuta e riconosciuta attraverso una terminologia chiara e condivisa». Venturini ha poi ribadito che «la farmacia clinica rappresenta una leva strategica per migliorare qualità e sostenibilità delle cure». Inserito nei team multidisciplinari, il farmacista contribuisce a ottimizzare la terapia attraverso la medication review, strumento che migliora appropriatezza prescrittiva e sicurezza. Richiamando l’esperienza di Padova, Venturini ha altresì evidenziato la necessità di rendere la farmacia clinica una funzione stabile, supportata da formazione, organizzazione e misurazione degli esiti.

Spazio anche alla dimensione europea con l’intervento in videocollegamento di Darija Kuruc Poje, presidente eletto dell’European Association of Hospital Pharmacists (Eahp), in rappresentanza di oltre 30mila farmacisti ospedalieri di 37 Paesi. La relatrice ha ricordato che gran parte dei danni correlati ai farmaci è prevenibile e, presentando i dati preliminari della Survey EAHP 2026, ha evidenziato il divario ancora esistente in Europa sul fronte dei finanziamenti e dell’integrazione nei team multidisciplinari, indicando però l’Italia come un esempio positivo. «Le evidenze scientifiche – ha sottolineato – dimostrano l’efficacia e la sostenibilità economica della farmacia clinica, rendendo necessari un riconoscimento formale di chi vi opera e investimenti stabili, perché investire nella farmacia clinica significa investire nella sicurezza dei pazienti».

La seconda sessione, moderata da Marco Ruocco, direttore della Struttura complessa di Farmacia ospedaliera e Farmacia territoriale presso l’Asst Brianza, e Fabrizio Festinese, dirigente farmacista presso l’Asst Lodi, è stata dedicata alle best practice italiane ed europee. Rita Cursano, direttrice della SC Farmacia dell’Asst Melegnano e Martesana, ha illustrato i risultati di un progetto Aifa che conferma il valore della farmacia clinica nei percorsi assistenziali. La riconciliazione terapeutica, basata su un colloquio approfondito con il paziente, consente di ricostruire le terapie realmente assunte e individuare prescrizioni inappropriate, interazioni ed errori di comunicazione. Il progetto, rivolto a pazienti cronici e fragili, ha registrato oltre 14mila terapie, dimostrando come la collaborazione tra farmacisti, specialisti e medici di medicina generale consenta di individuare formulazioni più adatte, migliorando l’appropriatezza terapeutica e riducendo il rischio di eventi avversi. «Il valore aggiunto del farmacista clinico – ha evidenziato Cursano – consiste nell’interpretare le informazioni e proporre soluzioni condivise con il team multidisciplinare. E la revisione della terapia rappresenta un investimento capace di migliorare gli esiti di salute e di generare risparmi per il Servizio sanitario».

A seguire, Daniele Giudici, Advanced Critical Care Pharmacist presso l’Oxford University Hospitals NHS Foundation Trust, ha illustrato il modello britannico, nel quale il farmacista clinico è parte integrante del team di terapia intensiva e partecipa quotidianamente ai processi decisionali. Il suo contributo spazia dalla riconciliazione terapeutica all’ottimizzazione delle cure, fino alla gestione delle transizioni assistenziali e all’educazione del paziente. Le evidenze presentate mostrano una riduzione della mortalità, della durata delle degenze e degli errori terapeutici, con benefici anche economici. «Il farmacista clinico non è un costo, ma un investimento», ha evidenziato il relatore, chiarendo che «per ogni sterlina investita il sistema sanitario ne recupera mediamente sei». Giudici ha infine precisato che «il modello britannico rappresenta un obiettivo verso cui tendere, puntando su organizzazione, formazione e collaborazione multiprofessionale».

La sessione conclusiva del convegno, coordinata da Andrea Zovi, segretario regionale Sifo Lombardia, e Giulia Dusi, direttrice dell’Uoc Farmacia presso l’Asst Garda, ha acceso i riflettori sul futuro della farmacia clinica in Lombardia con la presentazione di due progetti pilota dedicati a Pronto Soccorso e Terapia Intensiva. L’obiettivo è creare una rete regionale con protocolli condivisi, indicatori omogenei e raccolte dati multicentriche per valorizzare il ruolo del farmacista nelle équipe multidisciplinari e dimostrare il valore clinico, organizzativo ed economico di questo modello assistenziale.

Questi progetti di farmacia clinica possono indubbiamente coinvolgere – e già sta accadendo in alcune sperimentazioni – anche i farmacisti territoriali.

0 Condivisioni

Altre news

15 Luglio 2026 ,