Teledermatologia: la Lombardia apre una nuova strada
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Teledermatologia: la Lombardia apre una nuova strada
Un modello di monitoraggio a distanza unisce ospedale e farmacie per la gestione del follow-up dei pazienti con vitiligine. La sperimentazione lombarda dimostra l’efficacia delle televisite territoriali nel garantire continuità terapeutica e semplificare il percorso di cura
23 luglio 2026
di Claudio Buono
La teledermatologia supera il primo test sul campo, confermando il potenziale della farmacia dei servizi come anello di congiunzione tra territorio e specialistica. La sperimentazione realizzata in Lombardia tra il 3 maggio e il 4 giugno 2026 dimostra infatti che il follow-up dei pazienti con vitiligine, malattia cronica autoimmune molto visibile a causa delle caratteristiche macchie bianche, può essere effettuato efficacemente attraverso la televisita in farmacia, mantenendo il collegamento diretto con lo specialista e rendendo il percorso di cura più accessibile e sostenibile.
I risultati del progetto sono stati presentati il 16 luglio a Palazzo Pirelli a Milano, nel corso dell’evento “La teledermatologia di prossimità: innovazione, aderenza terapeutica e farmacia dei servizi nella presa in carico della vitiligine in Regione Lombardia”. L’iniziativa è stata promossa da Federfarma Lombardia e Inrete, con il coinvolgimento dei dermatologi dei principali centri specialistici regionali, il patrocinio di Apiafco (Associazione Psoriasici Italiani Amici della Fondazione Corazza) e il contributo incondizionato di Incyte.
La sperimentazione ha coinvolto cinque farmacie di Milano, tre centri di riferimento regionali – Fondazione Irccs Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico, Irccs Humanitas Research Hospital e Irccs Policlinico San Donato – e sei dermatologi. Il modello prevedeva che prima visita, diagnosi e impostazione terapeutica rimanessero di competenza dello specialista ospedaliero e che i controlli successivi venissero effettuati in farmacia tramite televisita, con il farmacista sempre a fianco del paziente, mentre al dermatologo spettava valutare l’andamento clinico, l’efficacia della terapia, l’aderenza al trattamento, rispondere ai dubbi del paziente ed eventualmente programmare una visita in presenza.
Pur trattandosi di una sperimentazione su numeri contenuti, i risultati sono apparsi incoraggianti. Dei 14 follow-up programmati, l’86 per cento è stato effettuato regolarmente, mentre il restante 14 per cento non è stato eseguito esclusivamente per indisponibilità dei pazienti.
L’esperienza ha evidenziato come la farmacia possa diventare un punto di accesso qualificato per i controlli specialistici, riducendo gli spostamenti verso gli ospedali, favorendo la continuità assistenziale e migliorando l’aderenza terapeutica.
La farmacia rafforza la presa in carico territoriale
Per Annarosa Racca, presidente di Federfarma Lombardia, «il progetto rappresenta una dimostrazione concreta delle potenzialità della farmacia dei servizi e di un modello di assistenza territoriale innovativo, capace di mettere in rete ospedali, specialisti e farmacie a beneficio dei cittadini. Un’organizzazione che favorisce la continuità delle cure migliora la qualità della vita delle persone e rende l’assistenza più accessibile grazie alla capillarità della rete delle farmacie». Racca sottolinea inoltre come questa sperimentazione rappresenti anche un importante banco di prova per il percorso di digitalizzazione della rete delle farmacie lombarde: «Grazie agli investimenti del PNRR e alle indicazioni del DM 77, Regione Lombardia sta dotando quasi mille farmacie rurali delle tecnologie necessarie per la televisita. L’esperienza maturata con la vitiligine dimostra così che tali infrastrutture possono sostenere anche il monitoraggio di molte altre patologie croniche, rafforzando la sanità territoriale».
Telemedicina ideale per il follow-up, non per la diagnosi
Il valore clinico del progetto è stato sottolineato da Angelo Valerio Marzano, direttore della SC Dermatologia della Fondazione Irccs Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano: «La vitiligine è una patologia che si presta particolarmente al follow-up in telemedicina, perché consente di monitorare nel tempo l’evoluzione della malattia e la risposta ai trattamenti anche attraverso la televisita». La prima visita deve tuttavia svolgersi necessariamente in presenza, poiché richiede un inquadramento diagnostico completo, mentre i controlli successivi possono essere effettuati efficacemente a distanza, permettendo tra l’altro allo specialista di restare sempre in contatto con il paziente. «Si tratta di un aspetto particolarmente importante nella vitiligine e, più in generale, nelle malattie dermatologiche croniche immunomediate, dove l’impatto psicologico è spesso significativo e i pazienti avvertono l’esigenza di mantenere un filo diretto con il medico», ribadisce Marzano. Che aggiunge come un modello organizzativo di questo tipo possa contribuire a ridurre gli accessi non necessari agli ambulatori specialistici, ottimizzare le risorse disponibili e alleggerire le liste d’attesa.
Più continuità di cura e meno disuguaglianze
Anche dal punto di vista dei pazienti il bilancio è positivo. Secondo Valeria Corazza, presidente di Apiafco, «il principale risultato del progetto risiede nella capacità di garantire ai pazienti con patologie croniche un percorso di cura realmente continuativo». La possibilità di effettuare il follow-up a distanza consente di semplificare l’accesso ai controlli e favorire l’aderenza alle cure, riducendo le disuguaglianze territoriali. È un’opportunità importante soprattutto per chi vive nei piccoli Comuni, lontano dai centri specialistici. Sempre per la presidente, «le farmacie hanno già investito in tecnologie e competenze per sostenere questo tipo di servizi, ma è necessario che anche la medicina digitale nel nostro Paese acceleri il proprio sviluppo per valorizzarne appieno le potenzialità.
L’innovazione crea valore quando fa rete
La sperimentazione è stata presentata come un esempio di innovazione organizzativa da Nicola Bencini, Regional Vice President e General Manager di Incyte Italia, che ha evidenziato come il progetto rappresenti un modello organizzativo replicabile: «L’innovazione terapeutica esprime il suo pieno valore solo se accompagnata da modelli che garantiscono continuità assistenziale e accessibilità ai servizi». Per Bencini, «l’esperienza lombarda dimostra che la collaborazione tra istituzioni, specialisti, farmacie e industria può migliorare concretamente il percorso di cura, mantenendo sempre il paziente al centro del percorso assistenziale, e offre indicazioni utili per un futuro ampliamento del progetto».
