La prossimità che fa bene a tutti
PHARMEVOLUTION 2026
La prossimità che fa bene a tutti

Oltre 500mila persone in Italia vivono in condizioni di povertà sanitaria. A Catania, il convegno promosso da iFarma con il supporto incondizionato di Chiesi Italia ha riunito associazioni del terzo settore e professionisti per riflettere sul valore della prossimità e sul contributo che le farmacie possono offrire ai più fragili
15 ottobre 2026
di Rita Di Stefano
Che rumore fa la solidarietà? Quello di un’onda che cresce, di un abbraccio che accorcia le distanze, di un brano canticchiato sottovoce per vincere la paura e la solitudine. Un’armonia che si ritrova nei piccoli gesti quotidiani che danno senso alla vita, come emerge dalle parole di Franco Falorni, presidente della Fondazione Casa Cardinale Maffi Onlus, che al convegno “Farmacia Solidale. Un aiuto ai fragili”, organizzato nell’ambito di PharmEvolution 2026, ha tenuto un’appassionata lectio magistralis.
La prossimità, valore dei valori
«Perché parlare di farmacia solidale?», ha provocatoriamente chiesto Falorni alla platea. «Per cercare tutti insieme di creare un’onda contaminante sul valore fondamentale della prossimità. Quella prossimità che è il valore dei valori della farmacia, che non si distingue dalla solidarietà e non si misura in metri, ma nel saper ascoltare, saper vedere, saper abbracciare. Solidarietà e prossimità vanno allenate costantemente», ha ammonito poi, aggiungendo che nell’ambito del sistema farmacia ci sono dei contesti in cui questi valori si possono allenare, come fanno il Banco farmaceutico, i Farmacisti volontari per la Protezione civile, la Fondazione Francesca Rava e tante altre realtà del terzo settore. «Sono associazioni che parlano di senso della vita», ha sottolineato Falorni mostrando alla platea il video Si può dare di più, nuova versione del celebre brano di Morandi, Ruggeri e Tozzi, adattata per raccontare la vita, le sfide, i bisogni e i sogni delle persone fragili, degli operatori e delle famiglie che vivono e lavorano nelle strutture della Fondazione Maffi.
«Cantando tutti insieme Si può dare di più, ci siamo chiesti: cosa potrei dare io in più per restare umano?», ha domandato Falorni alla platea. «Come posso gestire l’esercizio farmacia in riferimento all’articolo 32 della Costituzione, che parla di “diritto alla salute” e “cure gratuite agli indigenti”?». La risposta è in quelle “palestre di prossimità” allenate dal volontariato, ma anche da aziende che decidono di impegnarsi attivamente.
La povertà sanitaria chiede risposte condivise
«Come Chiesi Italia siamo impegnati a generare un impatto positivo all’interno dei contesti sociali in cui la nostra azienda opera», ha detto Gianluigi Pertusi, Business Unit Consumer Health Care Director di Chiesi Italia. «Crediamo che sfide di estrema complessità, come la povertà sanitaria, richiedano una mobilitazione di tutti gli stakeholder presenti sul territorio. Abbiamo organizzato questo evento sulla farmacia solidale, perché la farmacia, che è uno dei nostri principali stakeholder, rappresenta il primo anello di congiunzione tra i sistemi sanitari e la vita degli individui. Le iniziative di solidarietà in farmacia rappresentano uno dei tasselli all’interno dei quali questo divario in termini di accesso alle cure può essere colmato grazie all’impegno dei farmacisti, alla generosità dei clienti della farmacia e a tutti i volontari che danno la possibilità di raccogliere farmaci e prodotti da destinare alle famiglie bisognose».
C’è bisogno di farmacisti
Secondo l’ultimo rapporto dell’Osservatorio del Banco Farmaceutico, oltre 500mila persone si trovano in condizioni di povertà sanitaria, con un aumento dell’8,4 per cento rispetto al 2024, e a farne le spese sono i più fragili, minori e anziani. Cosa fare per aiutare chi è in povertà sanitaria?, ha chiesto ai relatori Ludovico Baldessin, presidente e AD iFarma Editore, Head of Jakin Life, moderatore del convegno.
«In Italia il terzo settore offre circa un quinto delle cure complessive che vengono erogate nel Paese e non è poco», ha puntualizzato Nazzareno Lemma, responsabile territorio della Fondazione Banco Farmaceutico. «La risorsa di cui abbiamo più bisogno sono i farmacisti. Negli enti caritativi la figura del farmacista è molto richiesta perché rara, i medici sono più presenti. Diversi enti ci hanno detto: avremmo tutto per aprire una farmacia solidale ma manca il farmacista che gestisca il magazzino e la dispensazione».
Appello ripreso dal segretario nazionale dei Farmacisti volontari per la Protezione civile Marika Leonardi: «Servono farmacisti volontari. A oggi siamo 600 e cresciamo sempre più, ma aumentano anche le sedi (a breve ne apriremo una in Liguria) e le attività. Oltre all’impegno nelle emergenze facciamo tante cose: abbiamo collaborazioni con il Banco farmaceutico, gestiamo una farmacia solidale, facciamo lezioni a scuola, in Sicilia abbiamo un grosso progetto di screening nelle piazze. Ma abbiamo bisogno di volontari».
Leonardi ha anche proposto una più stretta collaborazione col Banco e con altre associazioni come la Fondazione Rava per distribuire meglio i medicinali donati, evitando che alcuni finiscano per scadere senza essere utilizzati. Una proposta raccolta da Emanuela Ambreck, responsabile progetti sanitari della Fondazione Francesca Rava. «A novembre torna la nostra iniziativa “In farmacia per i bambini”, nata nel 2013 per affermare i diritti dell’infanzia, in primis quello alla salute. All’inizio eravamo 300 farmacie e ora siamo 3.500, gli enti erano 80 e ora sono oltre 1.050 e tanti altri vogliono partecipare. Si è creata così la rete di solidarietà che impegna farmacie, aziende e tutti gli enti del territorio. Da lì sono nati progetti satelliti come due corner solidali, dove distribuiamo farmaci tutto l’anno, perché c’è un bisogno che va colmato. Tutti possiamo fare qualcosa, nessuno escluso».