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Quando la farmacia incontra la letteratura

PHARMEVOLUTION 2026

Quando la farmacia incontra la letteratura

Torna il Talk letterario dei farmacisti scrittori, giunto quest’anno alla quarta edizione. Un’occasione per condividere storie, generi e percorsi creativi, raccontando una passione che convive con l’impegno quotidiano al banco

15 ottobre 2026

di Rita Di Stefano

Un’intuizione, un’attività di scouting e l’idea di far ritrovare attorno a un tavolo i farmacisti per parlare di libri. O meglio dei loro libri. È nato quasi per caso, o meglio dall’urgenza di rispondere a una curiosità intellettuale, il Talk letterario dei farmacisti scrittori, organizzato nell’ambito di PharmEvolution e giunto quest’anno alla quarta edizione.

“Quanti saranno mai i farmacisti scrittori?” si è chiesta quattro anni fa la direttrice di Federfarma Catania Agata Cardillo dopo aver presenziato alla presentazione di due libri scritti da altrettanti farmacisti. Una domanda che, anno dopo anno, trova risposta nelle numerose adesioni di autori prolifici – che tornano puntualmente con una nuova pubblicazione – o di new entry, incuriositi dal singolare binomio farmacia-letteratura.

A raccontare la genesi dell’iniziativa alla platea del Talk letterario è stata la stessa Cardillo, che ha moderato l’incontro con i farmacisti scrittori arrivati da ogni parte d’Italia per parlare di letteratura. «Un binomio per me del tutto nuovo e una doppia emozione perché sono abituato a presentazioni di libri e a eventi farmaceutici, ma vedere riunite entrambe le cose in una sala, poter parlare con colleghi che condividono la mia stessa passione per la scrittura è stata un’esperienza unica», ha commentato Nicola Piovesan, farmacista di Vicenza al suo esordio al Talk di PharmEvolution con Lo scrittore di segreti sepolti, un giallo che si fonde con il thriller psicologico.

Due gialli, un romanzo, un racconto di viaggio e una sorta di autobiografia: tutti (o quasi) i generi letterari erano presenti. Oltre a quello di Piovesan, l’altro giallo è firmato da una “veterana” del Talk Claudia Myriam Cocuzza, farmacista a Calatabiano, nel Catanese, che non ha perso una sola edizione dell’evento. «PharmEvolution è un po’ casa mia, un posto che amo perché dà la possibilità a noi farmacisti di esprimere il nostro amore per la professione ma anche la passione per la scrittura e di spiegare come conciliamo queste due cose. Quest’anno ho portato il mio giallo, La forestiera, basato su una storia vera, quella dell’aristocratica inglese lady Florence Trevelyan, costretta a una sorta di esilio a Taormina a causa di uno scandalo a corte. Io amo Taormina e mi sono divertita molto a ricostruire e raccontare l’atmosfera di quei tempi».

E la Sicilia è protagonista di un altro dei titoli presentati, quello di Silvia Nocera, farmacista a Camastra (Agrigento) e per la seconda volta a PharmEvolution, dove ha portato il suo Appunto di un viaggiatore sperduto a Lampedusa. «In questo racconto di viaggio introspettivo, come autore, ritrovo la mia voce creativa incontrando alcuni abitanti di Lampedusa che mi hanno raccontato le loro storie e riportando le sensazioni che mi ha trasmesso quest’isola, che sento profondamente mia».

Ma cosa resta del farmacista quando toglie il camice e apre il pc per scrivere un libro? «Nella scrittura riverso la mia esperienza di farmacista, soprattutto negli anni in cui ho fatto volontariato, mi sono confrontata con tante persone in difficoltà e questo ha influito sulla sensibilità con cui cerco di ascoltare le storie e di raccontarle”, spiega Nocera.

Per l’altra farmacista scrittrice, Alessandra Distefano, di Randazzo (Catania), habitué di PharmEvolution, la scrittura è quasi un’urgenza vitale. “Scrivere per me è una cosa innata, ho iniziato da piccola. Come dico sempre: sono farmacista dal 2003, giornalista dal 2013 e scrittrice da sempre. E credo che scriverò sempre perché per me è una passione enorme. Ed è bello ritrovarsi qui per ascoltare e condividere questa passione con altri colleghi che riescono a mettere insieme un lavoro impegnativo come il nostro e l’altrettanto impegnativa attività di scrittore». Per Alessandra la vita stessa è come un romanzo, tanto che il suo La religione elettrica – come ha rivelato alla platea – racconta avvenimenti realmente accaduti e fatti a cui ha assistito durante il lavoro in farmacia, seppure riferiti a un personaggio del libro.

Del tutto autobiografico è invece il libro del farmacista romano Leopoldo Mannucci, La mia farmacia. La storia di una famiglia di farmacisti, in cui ripercorre attraverso le vicende della sua famiglia anche l’evoluzione della professione. «La prima volta che sono andato in farmacia avevo tre anni, a casa ne sentivo parlare ma non l’avevo mai vista, ero curioso. Papà mi avvicinò un barattolo di porcellana, lo aprì, mi fece vedere delle sanguisughe e disse: “Leopoldo anche queste sono medicine”. Io non ci potevo credere, pensai: “Ma come delle lumache sono medicine?”. In questo libro ho inserito tanti racconti di vita e professionali, le storie che ha vissuto chi mi ha preceduto al banco e che mi hanno insegnato come si deve essere farmacisti, cioè vicino alle persone e al servizio delle persone».

A conclusione del Talk il segretario di Federfarma Catania Giovanna Crisafulli ha consegnato una targa ricordo ai farmacisti scrittori, ringraziandoli per quei sogni ad occhi aperti che solo i libri sanno regalare.

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