Cinque progetti per una sanità più umana
L’INIZIATIVA
Cinque progetti per una sanità più umana
Gli Humanizing Health Awards 2026 di Teva Italia premiano cinque iniziative del Terzo Settore che mettono al centro il benessere emotivo e relazionale di pazienti, familiari e persone fragili
15 ottobre 2026
di Claudio Buono
Rendere le cure più umane significa andare oltre la malattia, riconoscendo i bisogni emotivi, sociali e relazionali di ogni persona. È questo il principio che guida gli Humanizing Health Awards di Teva Italia, giunti quest’anno alla settima edizione, che martedì 13 ottobre al Circolo Filologico Milanese hanno premiato cinque progetti di associazioni no profit impegnate a migliorare i percorsi assistenziali in diverse Regioni italiane. Alla cerimonia hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni, della medicina e della farmacia, sottolineando il valore di una presa in carico integrata e attenta alla persona.
L’iniziativa di Teva, che quest’anno festeggia i 30 anni di presenza nel nostro Paese, dal 2019 al 2025 ha già premiato 26 progetti e si inserisce nel percorso di promozione del ruolo del Terzo Settore da parte dell’azienda, valorizzando esperienze capaci di rispondere ai bisogni delle persone anche oltre la dimensione strettamente clinica.
La selezione dei finalisti è stata affidata a quattro comitati interni di Teva. Alla votazione conclusiva hanno partecipato i dipendenti dell’azienda e i medici e farmacisti iscritti alla piattaforma TevaLab: oltre il 70 per cento dei dipendenti ha espresso la propria preferenza, mentre il numero degli operatori sanitari votanti è più che triplicato rispetto alla precedente edizione. A ciascuno dei progetti vincitori è stato assegnato un contributo di 10mila euro.
Cinque progetti, un unico obiettivo: prendersi cura della persona
Le iniziative premiate affrontano esperienze di varia natura: dal sostegno a chi si prende cura di un familiare, alle attività di riabilitazione assistita con gli animali, fino all’attenzione, in modalità diverse, ad anziani fragili e bambini e donne in terapia oncologica, i cinque progetti testimoniano come l’umanizzazione possa tradursi in azioni concrete.
A Ravenna, “Venti di Sollievo, navigare oltre la cura”, di Marinando Ravenna Odv, offre a circa 40 caregiver familiari occasioni di sollievo e supporto psicologico attraverso uscite in barca a vela.
A Brescia, “Una zampa per NeMO”, promosso da Fondazione Serena Ets, integra la pet therapy nella riabilitazione di circa 160 pazienti l’anno con patologie neuromuscolari e neurodegenerative presso il Centro Clinico NeMO.
A Modena, “Sogni in Movimento”, di Aseop Odv, propone un percorso di terapia neuropsicomotoria per circa 35 bambini l’anno in cura per patologie oncoematologiche.
A Milano, presso il Centro Girola, “Riappropriarsi degli spazi all’aperto, il giardino come cura”, di Fondazione Don Carlo Gnocchi Ets, trasforma il giardino in uno spazio terapeutico per 126 ospiti del nucleo Alzheimer e della RSA.
A Firenze, infine, “Bellezza che cura”, realizzato da Fondazione Radioterapia Oncologica (FRO) insieme all’AOU Careggi, sostiene la dignità personale e il benessere emotivo di 71 donne in terapia oncologica.
Una collaborazione strutturata tra i diversi attori della sanità
Umberto Comberiati, AD di Teva Italia, ha ricordato come i 30 anni di attività nel Paese abbiano permesso all’azienda di comprendere l’evoluzione dei bisogni dei pazienti, anche per un supporto che vada oltre il farmaco. Per Comberiati, «gli Humanizing Health Awards valorizzano quindi le associazioni del Terzo Settore che trasformano queste esigenze in interventi concreti, grazie a competenza, attenzione e umanità».
Da parte sua, Emanuele Monti, presidente della Commissione Sostenibilità sociale, casa e famiglia del Consiglio Regionale Lombardia, ha sottolineato «la necessità di mettere la persona al centro dell’assistenza, valorizzando il sostegno ai caregiver, la salute mentale e la collaborazione con il Terzo Settore attraverso un’alleanza strutturata e sostenibile tra istituzioni, sistema sanitario e imprese».
Sul ruolo del territorio si è poi soffermata Annarosa Racca, presidente di Federfarma Lombardia, che nella sua relazione ha evidenziato «il contributo delle associazioni no profit e delle farmacie che, grazie alla loro presenza capillare sul territorio, rappresentano un punto di ascolto e orientamento per pazienti e caregiver».
Anna Carla Pozzi, segretario Fimmg Lombardia, ha invece richiamato il ruolo della medicina di famiglia nel sostegno ai caregiver, nella presa in carico degli anziani fragili e nell’assistenza ai pazienti oncologici. Ha inoltre sottolineato come «tecnologie e intelligenza artificiale possano favorire la relazione medico-paziente, liberando tempo da dedicare all’ascolto».
Grazia Sances, neurologa, senior consultant e referente Centro regionale Diagnosi e Cura Cefalee della Fondazione Mondino IRCCS di Pavia, ha infine rimarcato l’importanza di riconoscere i bisogni della persona e coinvolgere la famiglia nei percorsi assistenziali. «In particolare nella cura dell’emicrania, la terapia deve essere accompagnata dall’ascolto, servizi e sostegno nella vita quotidiana, per garantire continuità assistenziali qualità della vita».
