Ripensare la ricerca per rafforzare il Paese
IL LIBRO
Ripensare la ricerca per rafforzare il Paese

Gianluca Polifrone, direttore generale della Fondazione Biotecnopolo di Siena, indaga in un volume edito da Passoni Editore il legame tra capacità scientifica, autonomia strategica e tenuta del Servizio sanitario nazionale. Con la postfazione di Alberto Mantovani
22 ottobre 2026
a cura della Redazione
Nel Novecento la forza di una nazione si leggeva nelle fabbriche, negli impianti, nella capacità di produrre beni. Oggi il metro è cambiato: conta chi sa generare conoscenza, metterla in ordine e tradurla in tecnologie, decisioni e sviluppo. È la premessa di Ripensare la ricerca. Per la sicurezza, la salute e l’economia del Paese (Passoni Editore), il nuovo saggio di Gianluca Polifrone, direttore generale della Fondazione Biotecnopolo di Siena che ha ricoperto incarichi dirigenziali presso l’Agenzia Italiana del Farmaco. Autore di diversi volumi sulla sanità digitale, con questo libro Polifrone allarga lo sguardo al rapporto tra conoscenza, capacità istituzionale, sviluppo industriale e autonomia strategica del Paese.
Il punto di partenza è quanto accaduto negli ultimi anni. Pandemia, conflitti, filiere di approvvigionamento in crisi e rivalità tra le grandi potenze hanno mostrato che il sapere è diventato una forma di potere, e che la sovranità di uno Stato si misura anche sulla sua capacità cognitiva: comprendere, scegliere e agire con strumenti e competenze propri. Muovendosi tra biotecnologie, intelligenza artificiale, salute pubblica e politica industriale, l’autore arriva a una questione che considera decisiva per l’Italia: come portare le scoperte fino al prodotto e il laboratorio fino al paziente, costruendo un rapporto stabile tra ricerca, industria e Servizio sanitario nazionale.
La risposta del volume è che la buona scienza diventa patrimonio collettivo quando riesce a inserirsi in un sistema in grado di trasformarla in innovazione, capacità produttiva, salute, autonomia e sicurezza. Un libro sulla ricerca, quindi, ma soprattutto sull’Italia e sul ruolo che intende ritagliarsi nel nuovo equilibrio mondiale.
È una tesi che trova nella postfazione un sostenitore autorevole. Come rileva infatti Alberto Mantovani, presidente della Fondazione Humanitas per la Ricerca e vicepresidente del Consiglio Superiore di Sanità, “un Paese che sia soltanto utilizzatore di innovazioni sviluppate altrove diventa, giorno dopo giorno, dipendente: e la dipendenza, quando arriva l’emergenza, si paga cara”.