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Automedicazione, una risorsa per il Ssn

L’ATTUALITÀ

Automedicazione, una risorsa per il Ssn

Dallo studio di The European House - Ambrosetti presentato a Roma in un evento promosso da Assosalute emerge il valore sanitario ed economico dei farmaci senza ricetta. Al centro del confronto che ne è seguito, il ruolo del farmacista, l’alleanza con i medici e l’alfabetizzazione sanitaria

22 settembre 2026

di Eleonora Teti, farmacista

L’automedicazione responsabile può contribuire alla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale, migliorare l’appropriatezza delle cure e rafforzare la capacità dei cittadini di gestire i disturbi minori. Perché questo potenziale si traduca in benefici concreti, servono però informazioni affidabili, professionisti preparati e una collaborazione più stretta tra farmacisti, medici e istituzioni.

È il messaggio emerso dall’incontro promosso a Palazzo Baldassini a Roma da Federchimica Assosalute, “Farmaci di automedicazione: asset strategio per la salute, la governance farmaceutica e la competitività del sistema Paese”, durante il quale The European House – Ambrosetti (TEHA) ha presentato uno studio sul valore dell’automedicazione per il sistema Italia. Un incontro che ha messo al centro le opportunità dei medicinali senza obbligo di prescrizione, ma anche le condizioni necessarie per garantirne un utilizzo appropriato e sicuro.

Ad aprire i lavori è stato Michele Albero, presidente di Federchimica Assosalute. Dopo il messaggio del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, i risultati della ricerca sono stati presentati da Daniela Bianco, partner di TEHA e responsabile della Practice Health & Life Sciences.

I numeri e le opportunità per il sistema salute

Secondo lo studio, i farmaci di automedicazione intercettano circa il 10,7 per cento del carico di cattiva salute degli italiani, legato a disturbi comuni che incidono sulla qualità della vita. Un loro impiego appropriato potrebbe contribuire a evitare circa 91 milioni di visite annuali presso medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, liberando tempo professionale per un valore stimato di 1,9 miliardi di euro. La ricerca evidenzia inoltre il potenziale di una gestione appropriata di quasi un milione di accessi al Pronto soccorso. Nel 2025, le imprese associate ad Assosalute hanno registrato ricavi pari a 1,383 miliardi di euro.

Numeri che delineano un’opportunità per la sanità territoriale, senza tradursi in un invito a ridurre indiscriminatamente il ricorso alle cure. La priorità è distinguere i disturbi gestibili autonomamente dalle situazioni che richiedono una valutazione medica.

Nel confronto istituzionale sono intervenuti la senatrice Elena Murelli, gli onorevoli Luciano Ciocchetti e Ylenja Lucasselli, Claudia Biffoli, del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ed Emanuele Monti, componente del consiglio di amministrazione di Aifa. Tra i temi affrontati, la sostenibilità del sistema, la sicurezza, lo sviluppo dell’offerta e l’importanza di un’informazione sanitaria tempestiva e verificabile.

Il farmacista, presidio di prossimità

Il ruolo del farmacista è stato uno dei temi centrali dell’incontro. Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei farmacisti italiani (Fofi), ha richiamato l’evoluzione culturale della professione e la responsabilità di orientare i cittadini in un contesto caratterizzato da una crescente circolazione di informazioni, non sempre attendibili. Formazione e capacità comunicativa sono strumenti essenziali per contrastare le fake news, promuovere scelte consapevoli e riconoscere i segnali che richiedono un approfondimento medico.

È nella relazione quotidiana con il cittadino che la farmacia può fare la differenza. La farmacia dei servizi, consolidatasi durante la pandemia, amplia le opportunità di presa in carico e orientamento, rafforzando il contributo della farmacia all’assistenza territoriale. Per valorizzarne appieno il potenziale è necessario consolidare l’integrazione con la medicina generale, nel rispetto delle rispettive competenze e con la sicurezza del paziente come obiettivo comune.

L’alleanza tra farmacisti, medici e cittadini

Il panel dedicato al valore sociale e sanitario dell’automedicazione ha riunito gli onorevoli Gian Antonio Girelli e Ilenia Malavasi, Carlo Curatola, vicesegretario nazionale della Fimmg, Gabriella Guasticchi, direttrice generale della Direzione generale dei dispositivi medici e del farmaco del ministero della Salute, Eugenio Leopardi, presidente dell’Unione tecnica italiana farmacisti (Utifar), Annalisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva, Alfredo Procaccini, vicepresidente vicario di Federfarma, e Alessandro Rossi, presidente della Società italiana dei medici di medicina generale e delle cure primarie (Simg).

Il confronto ha riportato l’attenzione su una condizione essenziale per rendere l’automedicazione una risorsa: aiutare i cittadini a distinguere i disturbi gestibili autonomamente dalle situazioni che richiedono una valutazione professionale. Rossi ha sottolineato l’importanza di messaggi coerenti e di una collaborazione più stretta tra medici e farmacisti, anche attraverso una migliore condivisione delle informazioni sui medicinali assunti dai pazienti e un utilizzo più efficace del Fascicolo sanitario elettronico.

Un’integrazione che trova nella farmacia territoriale un interlocutore fondamentale. Procaccini ha ribadito il valore della farmacia come punto di riferimento quotidiano per la popolazione e la necessità di rafforzarne il raccordo con la medicina generale. Il farmacista non si limita a dispensare medicinali: contribuisce a orientare il cittadino, favorisce la gestione appropriata dei disturbi minori e lo indirizza al medico quando necessario.

È proprio nella quotidianità del banco, come ha evidenziato Leopardi, che questa funzione assume particolare rilevanza. Le richieste di consiglio possono infatti essere influenzate dal passaparola, dalle esperienze di conoscenti e dalle informazioni reperite on line. La consulenza professionale diventa così decisiva per valutare le esigenze della persona, prevenire usi impropri dei medicinali e riconoscere le situazioni che richiedono un approfondimento clinico.

Accanto alla responsabilità dei professionisti, resta fondamentale mettere i cittadini nelle condizioni di scegliere consapevolmente. Mandorino ha richiamato il diritto all’alfabetizzazione sanitaria, indispensabile per comprendere le informazioni sulla salute e utilizzare correttamente i servizi. Un percorso educativo che dovrebbe iniziare nelle scuole e proseguire nelle famiglie, aiutando a orientarsi anche tra contenuti digitali, social network e intelligenza artificiale.

Più alfabetizzazione, più appropriatezza

La ricerca segnala anche il ritardo italiano nelle riclassificazioni dei medicinali: tra il 2015 e il 2025 si sono registrati sei passaggi verso lo status di non prescrizione, contro i 26 del Regno Unito e i 15 della Germania. Tra le priorità individuate figurano il rafforzamento della Health Literacy e procedure più snelle e tempestive per ampliare l’offerta, sempre nel rispetto della sicurezza.

La sfida, dunque, non è semplicemente ampliare le possibilità di automedicazione, ma creare le condizioni perché diventi una scelta realmente consapevole. Servono cittadini informati, professionisti valorizzati e un dialogo efficace tra tutti gli attori della sanità territoriale.

Prendersi cura di sé non significa fare a meno dei professionisti, ma sapere quando e come affidarsi alle loro competenze. In questo percorso, il farmacista rappresenta un presidio essenziale di prossimità: il punto d’incontro tra informazione, consiglio e appropriatezza, a tutela della salute dei cittadini e della sostenibilità del Servizio sanitario nazionale.

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