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La forestiera

IL LIBRO

La forestiera

L’ultimo libro della farmacista Claudia Myriam Cocuzza è ambientato a fine Ottocento in Sicilia ed è dedicato “a tutte le donne che guardano il mondo con occhi nuovi”

22 ottobre 2026

a cura della Redazione

Tra i libri presentati quest’anno al consueto incontro di PharmEvolution con i farmacisti scrittori c’è La forestiera (Il Giallo Mondadori) di Claudia Myriam Cocuzza, che lo dedica alla sua protagonista, Florence, “e a tutte le donne che guardano il mondo con occhi nuovi”. Lady Trevelyan, infatti, nobildonna inglese realmente esistita, imparentata con la regina Vittoria e approdata in Sicilia dopo essere caduta in disgrazia a corte, fin dalle prime pagine risulta molto simpatica al lettore perché è curiosa, indipendente e si trasforma in una sorta di investigatrice ante litteram. Non ha paura di mettere a rischio il suo prezioso vitalizio per difendere una cameriera da una grave accusa.

Siamo a Taormina nel 1884, Florence impara piano piano il siciliano – lo sapevate per esempio che ciciuliare viene dalle chiacchiere delle donne che impastano i dolci? – scopre aneddoti, è appassionata di botanica, è allergica alle formalità e alle convenzioni.

Lady Trevelyan soggiorna all’Hotel Timeo con la cugina Louise e i suoi cinque cani, conduce una vita tranquilla, si è affezionata alla cameriera Concettina che l’aiuta a comprendere il dialetto e a capire le usanze locali. L’equilibrio viene spezzato dall’arrivo di Sir Arthur Milton e della moglie Jane e, soprattutto, dalla morte per avvelenamento di Milton. Florence comincia così a indagare, affiancata dai fratelli Salvatore e Carlo Cacciola, rispettivamente anatomopatologo e speziale, due uomini molto diversi che l’aiutano e la corteggiano. Lei è “la forestiera”, perché viene da fuori, ma proprio questa estraneità le consente di vedere ciò che gli altri hanno smesso di osservare: “E lei, che era nata libera, avrebbe sempre lottato per continuare a esserlo, anche se aveva provato sulla sua stessa pelle che inseguire un sogno può svelare un risvolto amaro quando ci si scontra con le convenzioni sociali”.

Florence è arrivata suo malgrado in Sicilia ma si appassiona subito a questa terra così diversa dalla fredda Inghilterra in cui è cresciuta, scopre per esempio che la storia delle famose teste di moro così diffuse nella Regione ha radici lontane: “Si narra che una giovane siciliana, attorno all’anno Mille, scoprì che il saraceno di cui era innamorata, e da cui era ricambiata, aveva famiglia in Oriente, così, durante l’ultima notte che trascorsero insieme gli tagliò la testa. Zac! – fece, avvicinando alla gola il coltello con cui stava affettando il pane”.

Questo romanzo ci porta alla scoperta non solo della Sicilia ma anche della farmacia e della botanica, passioni dell’autrice, e un ruolo centrale lo ha anche quello che nell’Ottocento si chiamava “garzone di bottega”: il magazziniere.

Claudia Myriam Cocuzza è una farmacista siciliana appassionata di gialli, è caporedattrice della rivista letteraria Writers Magazine Italia e redattrice del sito ThrillerNord. È al suo terzo romanzo dopo La partita di monopoli e La recita di Natale, che vi abbiamo presentato nelle precedenti edizioni del convegno dedicato ai farmacisti scrittori.

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