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Cardioritmon Colesterolo: efficacia e tollerabilità comprovate

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Cardioritmon Colesterolo: efficacia e tollerabilità comprovate

LDL Test, ©user19579769- freepik.com
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Il nutraceutico, secondo uno studio clinico recente, si conferma efficiente nella gestione del C-LDL e privo di effetti collaterali, rientrando dunque nelle indicazioni espresse dall’ESC Congress 2025 di Madrid sull’utilizzo degli integratori contro il rischio cardiovascolare

16 ottobre 2025

Pubbliredazionale

L’ipercolesterolemia rappresenta uno dei principali fattori di rischio modificabili per le malattie cardiovascolari (CVD). In particolare, infarto del miocardio, ictus e arteriopatia periferica sono eventi fortemente associati a un aumento del colesterolo LDL (C-LDL), che diventa così il principale obiettivo terapeutico per la gestione di queste patologie. Altrettanto cruciale per evitare la progressione verso quadri clinici più severi è la prevenzione primaria nelle fasi precoci delle dislipidemie. Ecco allora che in soggetti con alterazioni lipidiche lievi-moderate, non trattati con farmaci convenzionali o che manifestano intolleranza o scarsa compliance alla terapia farmacologica con statine, la modulazione del profilo lipidico con l’utilizzo di un supplemento nutraceutico, in combinazione con uno stile di vita sano, può essere utile nel raggiungere l’obiettivo target prefissato, come indicato da ESC (European Society of Cardiology) e EAS (European Atherosclerosis Society), che congiuntamente elaborano le linee guida e raccomandazioni per la gestione delle dislipidemie e la prevenzione delle malattie cardiovascolari. Le due società scientifiche, in occasione dell’ESC Congress 2025 di Madrid hanno pubblicato un aggiornamento delle Linee guida sulla gestione dei livelli lipidici già presentate nel 2019 e introdotto nuove raccomandazioni riguardo l’uso di nutraceutici/integratori nel ridurre il rischio cardiovascolare, in particolare per la gestione del C-LDL. Nello specifico, non sono raccomandati quegli integratori di cui non sia provata l’efficacia nel ridurre significativamente la ipercolesterolemia e di cui non vi sia evidenza chiara di sicurezza. In assenza di questi dati, non è consigliato il loro impiego tra le strategie d’intervento.

Che cosa dicono le ricerche

Agire sul metabolismo del colesterolo, migliorando altresì i trigliceridi e il profilo glucidico, rappresenta oggi un’opzione terapeutica sempre più rilevante e studiata per contrastare l’incidenza delle patologie cardiovascolari, che in Italia raggiungono circa i 230-240mila casi l’anno, 140mila dei quali sono infarti del miocardio. Inoltre, può rientrare in una strategia volta a ritardare o addirittura prevenire la necessità di instaurare, come già accennato, una terapia farmacologica. Si inseriscono in questo ambito due importanti studi clinici che, in fasi diverse, hanno valutato gli effetti sui livelli dei lipidi plasmatici di Cardioritmon Colesterolo, un nutraceutico in capsule a base di componenti naturali quali berberina (azione ipocolesterolemizzante e insulino-sensibilizzante), fitosteroli (riduzione dell’assorbimento intestinale di colesterolo), trigonella o fieno greco ed estratto di carciofo (supporto epatico e metabolico), polifenoli (principalmente idrossitirosolo) del frutto d’olivo (protezione antiossidante e antinfiammatoria). Queste sostanze hanno dimostrato in vitro di agire in maniera sinergica rispetto ai singoli componenti e sono in linea con quanto studiato dalla comunità scientifica per la loro attività sulle dislipidemie.

Lo studio Palimerica

La presentazione del primo studio clinico sull’efficacia e sicurezza di Cardioritmon Colesterolo, denominato Palimerica (Parametri Lipidici e Metabolici di Rischio Cardiovascolare) è avvenuta nel 2023, in concomitanza con il congresso della Società Italiana di Cardiologia (SIC), ottenendo fin da subito ampi consensi. Si è trattato, nello specifico, di uno studio clinico monocentrico, randomizzato, della durata di 12 settimane, condotto presso il Policlinico San Matteo di Pavia e coordinato dal professor Giuseppe Derosa, dell’Università di Pavia. Sono stati arruolati 36 soggetti adulti (uomini e donne di età superiore ai 18 anni, non in terapia farmacologica e con un rischio CV stimato a dieci anni inferiore al 5 per cento) con valori di C-LDL compresi tra 115 e 190 mg/dL e di glicemia a digiuno tra 100 e 125 mg/dL. Superata una fase di screening di due settimane in cui i partecipanti hanno osservato unicamente una serie di raccomandazioni dietetiche e motorie, si è provveduto a suddividerli in due gruppi di trattamento che prevedevano l’assunzione, rispettivamente, di una o due capsule al giorno dopo cena del nutraceutico. Dopo la visita al baseline, i soggetti sono stati controllati a distanza di uno, due e tre mesi per valutare sia il pannello glico-lipidico, e quindi l’efficacia del trattamento, sia i parametri di tollerabilità quali creatininemia per la funzionalità renale, transaminasi per quella epatica, creatinfosfochinasi (CPK) per la funzionalità muscolare e anche l’acido urico.

I risultati osservati al termine dello studio sono stati molto promettenti e suggeriscono un effetto metabolico globale. Nello specifico, il miglioramento ha visto un’azione di riduzione significativa del colesterolo totale e C-LDL, oltre che dei trigliceridi e del profilo glucidico.

Per quanto concerne il colesterolo totale, la riduzione nei soggetti che assumevano una o due capsule (Gruppi 1 e 2) al giorno è stata, rispettivamente, di 27 mg/dl (-11,3 per cento) e di 45,2 mg/dl (-19 per cento); mentre riguardo al C-LDL, la riduzione è stata di 22,1 mg/dl (-14 per cento) e di 40 mg/dl (-25 per cento) nei soggetti che hanno assunto, rispettivamente, una capsula (Gruppo 1) o due capsule (Gruppo 2) al giorno. I livelli dei trigliceridi si sono ridotti rispettivamente dell’11,2 per cento e del 17 per cento nei due gruppi di trattamento; glicemia e insulinemia rispettivamente dell’8 per cento e del 15,4 per cento (Gruppo 1) e del 13,3 per cento e del 22 per cento (Gruppo 2).

Dallo studio Palimerica è risultata evidente anche una riduzione dei livelli ematici di PCR (0,04 mg/dl -12,5 per cento nel Gruppo 1 e 0,11 mg/dl -29,7 per cento nel Gruppo 2) e LDL ossidate (9,9 mg/dl -25,4 per cento nel Gruppo 1 e 15,4 mg/dl -39,4 per cento nel Gruppo 2).

Ottima, infine, la tollerabilità al trattamento da parte dei soggetti arruolati nello studio: nessuno ha riportato effetti collaterali seri mentre tutti hanno mostrato buona aderenza alla terapia.

Studio clinico in real-life

L’indagine più recente ha visto i medici di medicina generale impegnati in uno studio retrospettivo multicentrico che ha confermato i risultati già osservati in precedenza.

Sono stati arruolati 206 adulti (89 uomini e 117 donne di età media attorno ai 55 anni) selezionati retrospettivamente dal database di 20 Mgm, al fine di verificare il cambiamento dei livelli ematici di colesterolo totale (TC), LDL-C, HDL-C e trigliceridi (TG), dai valori basali a quelli dopo almeno 90 giorni di trattamento con una capsula al giorno dopo cena di Cardioritmon Colesterolo.

I soggetti coinvolti dovevano presentare un profilo di rischio cardiovascolare basso o moderato (secondo i criteri della carta del rischio SCORE2-SCORE2 OP della European Society of Cardiology), assenza di diabete e danno cardiovascolare, oltre a livelli di C-LDL pretrattamento tra 115 e 190 mg/dl e nessun farmaco ipolipemizzante in corso. L’analisi statistica finale sugli endpoints dello studio è stata svolta su 164 soggetti, escludendone 42 in quanto non complianti all’intera durata del trattamento prescritto dal medico.

I risultati si sono rivelati molto positivi e hanno confermato, nell’arco di tre mesi, una significativa riduzione dei livelli di C-LDL, pari a19,2 mg/ml (12,9 per cento) e del colesterolo totale, pari a 22,8 mg/ml (10 per cento). Il nutraceutico si è dimostrato efficace e riguardo alla tollerabilità, nessun evento avverso significativo è stato riportato dai medici di famiglia, mentre i parametri di funzionalità epatica e renale sono rimasti nei limiti di norma.

L’importanza della prevenzione primaria

Il trattamento con un nutraceutico come Cardioritmon Colesterolo può rappresentare una valida opzione nei seguenti casi:

  • In un’ottica di prevenzione e supporto a corretta alimentazione e attività fisica.
  • Pazienti che necessitano di ridurre i livelli di C-LDL bordeline con un rischio CV clinicamente stimato aumentato o non ancora candidabili a terapia farmacologica.
  • Soggetti che preferiscono approcci naturali o riferiscono intolleranza alle statine.
  • In combinazione con farmaci ipolipidemizzanti, in pazienti lontani dall’obiettivo terapeutico di C-LDL.

In conclusione, Cardioritmon aiuta a regolare il metabolismo del colesterolo. Per risultati che fanno la differenza.

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