Doctor of Philosophy: la scienza come passione
FARMA GEN Z
Doctor of Philosophy: la scienza come passione
Scelta impegnativa ma preziosa, la strada della ricerca scientifica affrontata attraverso il PhD offre molte possibilità allo studente di Farmacia, non limitate alla sola carriera accademica
Farma GenZ è una rubrica mensile, nata in collaborazione con Aisfa Italia e con il supporto non condizionante di Teva, in cui si raccontano iniziative, corsi, specializzazioni e opportunità professionali per i futuri farmacisti. Tutte le puntate qui
11 settembre 2025
Vittorio Cirillo,
Garante Aisfa Italia
Piercarlo Del Console,
Past Editor Aisfa Italia
Intraprendere un percorso di studi in ambito farmaceutico significa acquisire una preparazione completa e complessa nelle scienze di base: biologia, chimica, fisica e matematica. Grazie a queste competenze, la persona neolaureata si trova davanti a una gamma molto ampia di possibilità professionali. Si può scegliere la strada della farmacia, orientandosi verso quella territoriale, dei servizi oppure ospedaliera. D’altra parte, si può guardare alle aziende, che spaziano dal farmaceutico al nutraceutico. Chi ha spiccate doti comunicative può orientarsi verso il ruolo di informatore scientifico o verso la divulgazione. In ultimo, ma non per importanza, va considerato l’universo della ricerca scientifica. Purtroppo, quest’ultima è spesso percepita come la meno accessibile, forse perché meno conosciuta. Ricercare, etimologicamente, significa “cercare con insistenza”: è questa la vocazione del ricercatore che con studio e lavoro si dedica ad approfondire la conoscenza. Con questo articolo vorremmo dare uno scorcio su una delle strade principali per entrare nel mondo della ricerca: il dottorato di ricerca, o PhD.
Che cos’è il PhD?
Il termine “Doctor of Philosophy” fa chiaramente riferimento all’amore per la conoscenza. Il dottorato, infatti, è il più alto livello di formazione accademica riconosciuto a livello internazionale e non rappresenta solo un titolo, ma un’esperienza che fornisce competenze trasversali utili in università, industria e sanità: pensiero critico, autonomia progettuale, problem solving e gestione di dati complessi.
Il contesto varia da ateneo ad ateneo: in alcuni casi il PhD è inserito in un ecosistema che dialoga con il mondo produttivo, in altri si concentra sulla ricerca di base. Gli autori di questo articolo riflettono questa duplice condizione: l’uno svolge ricerca oncologica orientata alla ricerca di base, l’altro lavora nel campo della neurodegenerazione con collaborazioni aziendali in fase preclinica. È un esempio della multidisciplinarietà resa possibile dal percorso farmaceutico, che offre strumenti per affrontare realtà scientifiche diverse.
Il PhD è anche condivisione e costruzione di reti di lavoro: la ricerca è un’attività complessa e spesso è stato il contributo di chi ci affianca ad aver trasformato una difficoltà in un’opportunità di crescita.
Il percorso alterna momenti di incertezza a soddisfazioni concrete, come la pubblicazione di articoli, la partecipazione a congressi o l’avvio di collaborazioni internazionali. Diversi bandi prevedono periodi di studio all’estero, esperienze che mettono il ricercatore alla prova e si rivelano decisive per acquisire nuove competenze. Per chi scrive è stata un’occasione per lavorare in contesti internazionali e multidisciplinari, comunicare efficacemente la ricerca, gestire progetti complessi e affrontare problemi reali con spirito critico e flessibile.
Un percorso prezioso per gli studenti in Farmacia
Il PhD non vincola alla sola carriera accademica: chi lo completa acquisisce competenze valorizzate anche in contesti industriali, clinici e regolatori, in agenzie come Aifa, Ema e Iss. Sempre più aziende e istituzioni ricercano profili con curriculum scientifico solido e capacità di innovare i processi, rendendo il dottorato non un punto di arrivo ma una chiave per nuove prospettive professionali.
Il percorso può essere sostenuto a partire da borse ministeriali, fondi dipartimentali, borse industriali, iniziative Pnrr, bandi europei e contributi per l’estero. Per orientarsi è fondamentale sapere dove cercare: i siti ufficiali degli atenei pubblicano i bandi, il portale del Miur raccoglie le scuole di dottorato italiane, la Commissione europea promuove programmi internazionali con mobilità obbligatoria. Anche le associazioni studentesche svolgono un ruolo prezioso, organizzando convegni e momenti di orientamento. Nel nostro caso, queste occasioni hanno avuto un impatto diretto: uno di noi ha conosciuto la realtà del dottorato durante il percorso di tesi sperimentale; l’altro si è avvicinato alla ricerca oncologica grazie al convegno “Il farmacista e l’oncologia”, tenutosi nel dicembre 2020 da Aisfa, rivelatosi un importante momento di orientamento.
Per concludere, il dottorato di ricerca è un percorso impegnativo ma prezioso. Per gli studenti del settore farmaceutico rappresenta un’opportunità concreta per valorizzare le proprie competenze e contribuire al progresso della scienza e della salute. La ricerca è un viaggio complesso ma ricco di possibilità, e il farmacista del futuro ha gli strumenti per esserne protagonista.
