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Il robot e l’efficientamento in farmacia

SPECIALE AUTOMAZIONE

Il robot e l’efficientamento in farmacia

L’introduzione del magazzino automatizzato ha un impatto sempre positivo sulle dinamiche gestionali e organizzative. Razionalizzando spazi e operatività, può portare anche significativi benefici in termini di redditività

28 novembre 2024

a cura di Francesco Capri e Francesco Manfredi, Studio Guandalini

Il robot in farmacia è ormai una realtà consolidata. La grande spinta degli incentivi fiscali, nel tempo, ha fatto sì che in molte farmacie siano già presenti. Dato il suo impatto in temini di efficientamento sulle dinamiche organizzative della farmacia, il magazzino automatizzato può rappresentare una risposta alla contrazione del valore medio per confezione?

La contrazione del valore medio per confezione porta con sé la necessità di aumentare il numero di pezzi per mantenere lo stesso livello di fatturato. Questo confligge con la richiesta di attenzione al servizio da parte degli utenti: velocizzare la vendita porta infatti inevitabilmente a uno scadimento dell’attività professionale del farmacista, che oggi, anche nell’ottica di implementazione di nuovi servizi, può risultare alquanto penalizzante. Il magazzino automatico fornisce, in questo senso, un contributo importante in termini di velocizzazione della fase di dispensazione/vendita, liberando risorse per attività diverse, come il consiglio al banco e i servizi. In particolare, si ha maggiore efficienza dove l’offerta di etico prevale su quella commerciale. 

Oltre al fattore tempo, il magazzino automatico ha un’incidenza anche sul fattore spazio?

Certamente sì, nella maggior parte dei casi si tratta di un’incidenza positiva, ma occorre fare dei distinguo. Generalmente l’introduzione del magazzino automatizzato consente di aumentare lo spazio espositivo, riducendo quello di stoccaggio della merce, e questo può portare benefici in termini di redditività.

Attualmente la riduzione dell’area di stoccaggio merce può essere declinata in una riorganizzazione degli spazi per l’erogazione di servizi. Ma prima di decidere se creare una cabina servizi all’interno degli spazi esistenti della farmacia, occorre fare un’analisi del rendimento dello scaffale, al fine di verificare se l’eliminazione di prodotti a basso rendimento consente di aumentare il rapporto tra vendite e spazi espositivi occupati. In tal caso l’operazione può essere considerata conveniente, viceversa, se l’introduzione di una cabina non incide o addirittura peggiora il rendimento degli spazi, è possibile subire una perdita di una quota di fatturato legata ai prodotti esposti sugli scaffali eliminati. In quest’ottica, il magazzino può essere una soluzione interessante, perché consente al farmacista di pianificare il layout, ricavando spazi per i servizi senza ridurre lo spazio espositivo o addirittura migliorandolo.

Ci sono ancora incentivi fiscali per l’acquisto del magazzino automatico?

Fino al 31 dicembre 2025 è confermato il credito d’imposta per investimenti in beni strumentali. Nel caso specifico si tratta di un bene che rientra nell’allegato A, legge 11 dicembre 2016, n. 232 (ex Iper ammortamento), pertanto, trattandosi di un bene 4.0, il credito è pari al 20 per cento per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro. Il credito d’imposta è riconosciuto per gli investimenti effettuati fino al 30 giugno 2026 a condizione che entro la data del 31 dicembre 2025 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20 per cento del costo di acquisizione.

A questo si possono aggiungere specifici bandi di Regioni o Camere di commercio locali, e certamente è possibile finanziare l’acquisto usufruendo della misura agevolativa della Nuova Sabatini. L’agevolazione consiste nella concessione da parte di banche e intermediari finanziari di finanziamenti per sostenere l’investimento e di un contributo da parte del ministero che – nel caso di investimento 4.0, come il magazzino automatizzato – è pari al 3,575 per cento.

Entro quanto tempo si cominciano a vedere gli effetti sul cassetto dell’introduzione del magazzino automatico?

Isolare un singolo effetto nel contesto di un’azienda come la farmacia è un esercizio piuttosto complesso, perché la variazione del fatturato può dipendere da altri fattori (di non facile identificazione), non ultimo un efficientamento nell’orario della farmacia e in quello dei collaboratori (tema molto caro al nostro Studio), ovvero un cambio radicale dell’offerta di vendita o del layout. Sulla base di un’indagine che abbiamo condotto su un gruppo ristretto di farmacie, si può ragionevolmente supporre che non esista, in effetti, un tempo standard, ma che comunque i benefici, in termini di crescita del cassetto, si abbiano non prima del secondo anno. Il dato empirico di fatto suffraga quella che è la percezione del farmacista e dei suoi consulenti, ovvero che il magazzino automatico richiede del tempo prima di essere in qualche modo “assimilato” nell’organizzazione della farmacia, perché il cambiamento richiede un periodo di assestamento. Il dato sui corrispettivi è stato depurato della componente pandemica, al fine di ottenere un confronto obiettivo. Tra l’altro, l’ulteriore elemento che abbiamo verificato in questo campione è che, mentre le farmacie di grandi dimensioni (cassetto superiore a 1,3 milioni di euro) hanno andamenti più stabili, o comunque con contrazioni meno marcate, quelle intorno a 600mila euro di cassetto possono subire battute d’arresto (nella nostra indagine, l’orizzonte temporale è quello dei tre anni successivi all’installazione), prima di esprimere tutto il loro potenziale.

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