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Spray nasali, per nulla banali

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Spray nasali, per nulla banali

(c) freepik.com

Quanti utilizzano correttamente questi metodi di somministrazione? Eppure esistono regole da rispettare per massimizzarne l’efficacia e ridurre gli effetti collaterali

6 febbraio 2025

di Sergio Cattani, farmacista

Ci sono due periodi dell’anno in cui gli spray nasali sono protagonisti in farmacia: l’inverno per le malattie stagionali e la primavera per le allergie. Si tratta di metodi di somministrazione classici, presenti sul mercato da decenni, ma spesso incontrano problemi di utilizzo che ne minano profondamente l’efficacia.

L’aderenza alle terapie farmacologiche è dovuta a tanti fattori, tra cui – per esempio – gli effetti collaterali dei farmaci e le corrette modalità di assunzione. Questi aspetti, nel caso specifico degli spray nasali, si traducono in due limiti fondamentali di questa forma farmaceutica: l’incidenza di epistassi e la difficoltà di utilizzo del dispositivo.

Perché l’epistassi

Per spruzzare delle sostanze nel naso, la maggior parte delle persone lo fa puntando il beccuccio verso il setto nasale. Questo fa sì che il getto colpisca un particolare letto venoso, il plesso di Kiesselbach. Questa zona ad alta presenza di arterie è la sede più comune di epistassi, ovvero la stragrande maggioranza delle emorragie nasali ha origine qui. Quando si spruzza uno spray nasale in questo punto, si ha un’alta incidenza di epistassi, un effetto collaterale che porta a bassa aderenza terapeutica. La soluzione è puntare il beccuccio sempre verso la parete esterna del naso, in direzione opposta al setto nasale. Questa operazione viene più facile se si usa la mano controlaterale, ovvero quella opposta alla narice in cui si spruzza lo spray.

Testa in su o testa in giù?

In secondo luogo, anche se l’applicazione di sostanze attraverso uno spray può sembrare un’operazione elementare, la struttura anatomica del naso è ricca di insenature e protuberanze che ostacolano la penetrazione dei farmaci. In particolare proprio quando bisogna raggiungere i seni nasali e le mucose sono gonfie a causa della congestione. I cortisonici in spray, farmaci d’elezione per la sinusite e in particolare per queste patologie, vanno somministrati tenendo la testa in posizioni ben definite. Alcuni studi hanno preso in esame quattro posture differenti: supina con la testa all’indietro, sul fianco laterale con la testa in basso, in posizione verticale con la testa indietro e sempre verticale con la testa in basso (una posizione che richiama quella dei musulmani quando pregano). Ebbene, secondo un compromesso tra comodità ed efficacia, sembra che la posizione supina con la testa all’indietro sia la migliore per l’applicazione degli spray nasali, in particolare cortisonici.

Key Takeaways

Quando le persone richiedono uno spray nasale, oltre alle classiche raccomandazioni sulla durata d’utilizzo per evitare la congestione da rimbalzo (nel caso dei decongestionanti nasali), è sempre utile ricordare di puntare il beccuccio verso la parete esterna del naso, al fine di evitare l’epistassi. Quando invece si tratta di cortisonici (Otc o su ricetta), consiglio di accompagnare la dispensazione sempre con un’indicazione chiara di utilizzo. Un esempio potrebbe essere: «Si sdrai comodamente a pancia in su sul letto, con la testa esterna al materasso, lasciandola cadere leggermente all’indietro, e spruzzi il farmaco secondo l’indicazione medica».

Bibliografia

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