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Test ematico-capillari in farmacia, alleanza con i biologi

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Test ematico-capillari in farmacia, alleanza con i biologi

Fofi e Fnob siglano un protocollo per l’esecuzione condivisa dei test diagnostici Poct. Un accordo strategico per garantire qualità e sicurezza, valorizzando le competenze di entrambe le professioni

17 luglio 2025

a cura della Redazione

Nasce una nuova sinergia tra farmacisti e biologi per rafforzare l’assistenza di prossimità: la Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani (Fofi) e la Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi (Fnob) hanno sottoscritto a Roma un protocollo d’intesa che sancisce la collaborazione tra le due categorie nell’esecuzione di test diagnostici ematico-capillari tramite dispositivi Poct (Point-of-Care-Testing).

L’accordo, firmato dai presidenti Andrea Mandelli (Fofi) e Vincenzo D’Anna (Fnob), è stato presentato al sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato. L’obiettivo? «Assicurare ai pazienti la migliore assistenza possibile», come ha dichiarato Mandelli, puntando su qualità, affidabilità e sicurezza, valorizzando le specifiche competenze professionali, nell’ottica del rafforzamento della rete assistenziale di prossimità.

I test Poct in farmacia, già previsti dalla farmacia dei servizi, saranno svolti dai farmacisti secondo procedure standardizzate, ora in attesa della validazione definitiva da parte del ministero della Salute. I risultati verranno rilasciati sotto forma di “attestato di esito” – non un referto clinico – sottoscritto dal farmacista, che assicura il rispetto delle procedure seguite, la corretta conduzione della fase preanalitica rispetto alle indicazioni fornite dal produttore dell’apparecchiatura con marchio CE, la scelta del test e la manutenzione della strumentazione.

La novità è che, su richiesta del paziente e in presenza di un collegamento con un laboratorio clinico, i dati potranno essere trasmessi a quest’ultimo per il rilascio di un referto validato da un biologo o da un medico.

«La capillarità dei farmacisti e la fiducia del cittadino sono risorse preziose per un approccio proattivo alla salute», ha aggiunto Mandelli, sottolineando come questa alleanza professionale rappresenti un passo avanti verso un servizio sanitario più integrato e sostenibile. E ha concluso ringraziando il sottosegretario Gemmato per il sostegno all’iniziativa.

Sulla stessa linea anche D’Anna, che ha evidenziato l’importanza di aver «definito ruoli e competenze rispettando le specificità professionali, in un’ottica di sinergia».

Il protocollo si candida ora a diventare un modello operativo per una sanità territoriale più efficace e condivisa.

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